Set 15 2019

Priscilla Del Ninno @ 10:46

Renzi, la scissione è pronta: l’addio con 18 deputati e 6 senatori. Il Pd trema

Se ne parla ormai da molto e il gioco del sudoku del governo, con anche le caselle dei sottosegretari spuntate, è concluso. Ma Renzi e renziani non vogliono ripartire dal via, tutt’altro: voglio uscire dallo scacchiere e dare il via a una manche scissionista che spaventa il Pd. E l’alleanza coi grillini pure…

Renzi e renziani: tutto pronto per la scissione

Dopo anni di lotte intestine e mesi di fronde e schermaglie, a quanto si apprende in queste ore, tra gli altri, dal sito del Corriere della sera, sarebbe tutto pronto e potrebbe partire tutto anche prima della Leopolda in calendario per il prossimo 19 ottobre. Il logo è pronto, giurano i fedelissimi, e al via ci sarebbe la creazione di due nuovi gruppi in Parlamento. Meglio: come scrive il quotidiano di via Solferino, «oggi sono 18 i deputati e 6 i senatori pronti a seguire l’ex premier in questa nuova avventura, che potrebbe condurre a breve a fondare anche un nuovo partito». L’accelerazione alla svolta, si mormora nei corridoi di palazzo, sarebbe stata impressa dalla delusione incassata a forza dall’ex premier ed ex segretario dei dem alla conferma che non avrebbe ottenuto ciò che aveva richiesto: 5 dei “suoi” tra viceministri e sottosegretari, dovendosi accontentare nell’istanza finale solo di due caselle occupate con Anna Ascani e Ivan Scalfarotto. Dopo aver ottenuto, sia chiaro, i dicasteri di Famiglia e Agricoltura (forse non proprio i più desiderati)…

Chi va e chi resta: la dialettica tra scissionisti e non si fa rovente

Dunque, sono ore, giorni, in cui renziani e integralisti dem,serrano i ranghi e rafforzano presidi e posizioni, mentre a Ettore Rosato viene affidato il compito di inaugurare e portare avanti una campagna acquisti che mira ad arruolare, oltre ai frondisti del Pd, i delusi e gli anti-Salvini della compagine di Forza Italia, come i componenti del gruppo Misto. Dunque, le due fazioni vedrebbero schierati in campo il vicesegretario dem Andrea Orlando, (che ha dichiarato a riguardo su Twitter: «Il Pd dovrebbe discutere di come governare non di come e se dividersi») –; l’ex numero uno del partito, Maurizio Martina – che nelle scorse ore ha liquidato lapidariamente la questione con un secco:«Tornare a Ds e Margherita? No grazie» – e il presidente del parlamento Ue David Sassoli che, frenando sull’ipotesi scissione, esorta a ripensarci – con un laconico «il destino ognuno se lo sceglie, ma non ne sarei felice» –: tutti pronti a difendere i confini di Largo del Nazareno da fuoriuscite e strappi, mentre, sul fronte contrapposto lavorano nelle retrovie Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Silvia Fregolent, Marco Di Maio, Gennaro Migliore, renziani doc votati alla causa scissionista. vedremo come andrà a finire…