Grand hotel Farnesina, ti riabilitano pure con la condanna per i soldi del terremoto

giovedì 12 settembre 6:00 - di Francesco Storace

Grand hotel Farnesina. Dove ti dimetti nel 2015 dopo una sospensione per sei mesi per qualche storia che non andava evidentemente bene. Poi ti becchi una condanna della Corte dei Conti a risarcire quasi 50mila euro al ministero successivamente a un’altra condanna, questa volta penale, a un anno e quattro mesi per peculato. Nonostante tutto questo, fai domanda per rientrare in servizio quattro anni dopo, ti riammettono e la riabilitazione è bell’e fatta con l’incarico di coordinare le iniziative per la crisi in Siria. Questa funzione è arrivata il 9 settembre, ovvero qualche giorno dopo la nomina di Di Maio a ministro degli Esteri.
Il fortunato in questione si chiama Paolo Dionisi, una brillante carriera diplomatica con qualche disavventura di troppo. Il fascicolo dovrebbe essere in buona lingua italiana, il neotitolare del dicastero, Luigi Di Maio, farebbe bene a visionarlo.

Soldi dall’ambasciata ai conti correnti personali

Anche perché la storia in questione lambisce il terremoto dell’Abruzzo. Dionisi è stato condannato per i soldi chiesti sia per il sisma che per la festa della Repubblica durante il servizio ad Abu Dhabi. Quei quasi cinquantamila euro – per la precisione 41.985 euro più altri seimila – finirono però nel dicembre 2009 dai due conti correnti intestati alla locale ambasciata italiana ai due intestati a lui e consorte. Lo scrive la Corte dei Conti nella sentenza depositata ad ottobre 2018, seguita alla sentenza penale (comunque appellata) del Gip di Roma del 13 ottobre 2016. E’ in questa che si indicano le responsabilità accertate a carico dell’ex ambasciatore ad Abu Dhabi.
Domanda: quando è stato riassunto al ministero a maggio 2019, Dionisi aveva risarcito l’amministrazione?
Il ministero conosceva sicuramente la situazione. E’ normale che chi si dimette dalla pubblica amministrazione possa poi rientrarvi a domanda nonostante una grave sentenza della magistratura? Qualcuno magari potrà dire che c’è l’appello o chissà se addirittura la prescrizione. Ma non è un buon motivo per riprendersi chi ha sbagliato, stando alla deliberazione del giudice.

“Li destineremo alla ricostruzione dell’Abruzzo”

Va sottolineato che lo stesso ministero degli Esteri aveva già sospeso per sei mesi il soggetto in questione. Proprio perché alla Farnesina non c’era traccia di quei soldi richiesti da Dionisi che in una lettera “ai connazionali ” precisava che “i fondi raccolti per l’organizzazione della festa nazionale sono stati destinati alla ricostruzione dell’Abruzzo“. “Approssimazione” e “ingiustificabile leggerezza”, così la magistratura contabile ha bollato il comportamento osservato dall’allora ambasciatore.
Non siamo certo noi a mettere in discussione il valore delle garanzie, che valgono anche nei confronti di Paolo Dionisi e l’ovvio diritto di replica. Ma c’è una questione che investe ancora più in generale la pubblica amministrazione. Può passare così facilmente in cavalleria quanto deciso dalla magistratura persino in date in cui il soggetto in questione non era più al ministero, salvo ricomparire addirittura dopo essere stato condannato?
Giù il cappello se Paolo Dionisi dovesse risultare innocente. Ma prudenza vorrebbe che si evitassero altri incarichi di sicuro prestigio. Che, come quello per la Siria, è stato assegnato sotto il naso di Di Maio, mentre il neoministro cominciava a sentire l’odore delle stanze e ora dovrà occuparsi di qualcosa non particolarmente gradevole all’olfatto. Nella scatoletta della Farnesina c’è già un po’ di tonno che potrebbe risultare gravemente avariato. Ci auguriamo che il ministro non voglia essere diplomatico. Sennò gli tocca Assad.

Commenti

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  • vincenzi 12 settembre 2019

    pipitaro incapace

  • NESTORE 12 settembre 2019

    Il solito incapace e buffone.

  • Ivan Corea 12 settembre 2019

    Bisognerebbe dare uno sguardo a riguardo anche alla recente raccolta diffe-renzi-ata effettuata presso gli altri ministeri-discarica, anche in ordine analfabetico va bene lo stesso.

  • 12 settembre 2019

    I pidioti sono sempre tutti innocenti e qualora ci fosse qualche dubbio è la magistratura sinistroide a cancellarli in modo positivo.
    Elezioni per sconfiggere il cancro della legalità e della democrazia.

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