La Casellati svela i conti del “Palazzo”: dal 2008 risparmiati 225 milioni di euro

24 Lug 2019 14:42 - di Redazione

«Un’informazione libera è una risorsa che non può essere data per scontata; deve essere sostenuta, supportata. E per essere veramente libera l’informazione deve essere plurale, accogliere e dare voce a tutte le sensibilità ed a tutte le culture». Sono le parole con cui la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha esordito intervenendo alla tradizionale cerimonia del Ventaglio, tenutasi in mattinata a Palazzo Giustiniani. Il consueto incontro tra la seconda carica dello Stato e la stampa parlamentare non ha deluso le aspettative. La presidente Casellati ha infatti affrontato i principali temi dell’agenda politica non mancando di esprimere il proprio punto di vista seppur nel rispetto del suo ruolo istituzionale. A cominciare appunto dall’informazione, di cui ha evidenziato le nuove emergenze: il «proliferare delle fake news», i «video fake», le «oscenità» e la «manipolazione dei contenuti».

La Casellati è intervenuta alla cerimonia del Ventaglio

C’è spazio anche per sottolineare i risparmi nella gestione della complessa macchina organizzativa di Palazzo Madama: «Implementando costantemente un trend virtuoso iniziato nel 2008 – ha ricordato la Casellati -, nel periodo 2013-2019 questa amministrazione ha conseguito un efficientamento della spesa di funzionamento pari a 255 milioni di euro. Ai 151 di minori trasferimenti dal bilancio dello Stato, si sono infatti aggiunti 104 milioni di euro di ulteriori risparmi».

Su Salvini: «Nessun favoritismo, applicato il regolamento»

I riferimenti all’attualità politica si sono invece concentrati su due temi particolarmente sentiti dal Palazzo: la riduzione del numero dei parlamentari, giunta ormai all’ultima curva prima dell’approvazione definitiva, e l’autonomia rafforzata delle regioni del Nord. Sulla prima la presidente non ha fatto mistero di essere d’accordo circa «la necessità di dare dei segnali che vadano in questa direzione», richiamando nel contempo «la sfida alla quale saremo chiamati un minuto dopo l’approvazione definitiva di questa riforma costituzionale»: dalla legge elettorale ai regolamenti interni. Quanto all’autonomia, la Casellati l’ha definita «più un’opportunità che un rischio».  Infine, una replica a chi l’ha accusata di parzialità per aver impedito al Pd di interrogare Salvini sul cosiddetto Russiagate leghista: «Nessuna censura, nessuna politicizzazione del mio ruolo», si è difesa la Casellati. «La non ammissibilità – ha spiegato – era evidentemente riferita solo alle prime tre interrogazioni – dal febbraio al maggio decorso – che, per forza di cose, ponevano la questione in termini meramente ipotetici».

 

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