Bufera da sinistra per la foto segnaletica di Carola sui giornali. Ma lo hanno sempre fatto…

lunedì 1 luglio 12:33 - di Redazione

Adesso la sinistra fa polemica persino per quella che è una procedura normale per chi commette reati penali e viene arrestato: la foto segnaletica. Non sapendo più a che cosa aggrapparsi per alzare polverone e per difendere chi ha commesso una palese e consapevole violazione contro l’Italia. Insomma, circola la foto segnaletica del capitano Carola Rackete, che ripubblichiamo, e secondo qualcuno il pubblicare la foto del capitano mentre le fanno la foto segnaletica costituirebbe una violazione dell’articolo 8 del codice deontologico dei giornalisti che recita al comma 2: “Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia,il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato”. Intanto, dopo il clamore mediatico in favore dell’atto di pirateria della Sea Watch3, è certo che il rilevante motivo di interesse pubblico ci sia, ma a parte questo ne abbiamo viste molte altre di foto segnaletiche pubblicate senza il consenso dell’interessato, e più che i giornalisti, bisognerebbe indagare su chi fornisca ai giornalisti tali foto e anche certe notizie riservate oggetto di indagine, che invece vengono date in pasto alla stampa, la quale non può far altro che pubblicarle. Perché la legge deve essere uguale per tutti. La questura di Agrigento ha immediatamente diffuso una nota in merito: “Il questore di Agrigento, nell’apprendere della diffusione di un’immagine che ritraeva Carola Rackete in una fase del fotosegnalamento avvenuto negli uffici a Lampedusa, ha immediatamente avviato una inchiesta interna finalizzata a ricostruire l’accaduto. L’accertamento ha dato inizio ad un procedimento disciplinare e gli atti sono stati trasmessi all’Autorità giudiziaria competente”. E arrivano le prime interrogazioni parlamentari: “Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, un esposto al Garante dei detenuti, ed uno a quello della Privacy per la diffusione illecita della foto segnaletica della #Capitana #Carola. Una vera e propria barbarie di cui il responsabile dovrà pagare. Basta gogne!”. Lo scrive su Twitter il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera, che però in occasioni analoghe passate non se ne era accorto. SIamo pronti a scommettere che finirà in una bolla di sapone… E la Morani rincara la dose: “Sulla diffusione di questa foto abbiamo presentato una interrogazione parlamentare e un esposto ai garanti dei detenuti e della privacy. Questo spettacolo schifoso deve finire. Ora basta”, scrive infatti su Twitter Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, postando la foto segnaletica di Carola Rackete diffusa sul social network.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 1 luglio 2019

    Sinistrosi? Ma andate tutti a…. pelar patate! Ma guarda un po’ dove ancora s’attaccano. Del resto hanno fatto sempre i loro por@i comodi, figuriamoci se ora rispettano le leggi dello stato; incredibile, sono sempre in prima linea contro gli italiani

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