Giu 13 2019

Annamaria Gravino @ 12:50

Feltri senza freni: «I Cinquestelle sono fessi e accattoni, vanno cancellati»

L’idea del salario minimo fa davvero saltare i nervi a Vittorio Feltri, che firma un editoriale in cui ai Cinquestelle ne dice di tutte e di più. Dall’accusa implicita di essere degli ignoranti a quella esplicita di essere degli «accattoni», il direttore ci va giù durissimo. E, preso dalla foga anti-grillina, finisce pure per deragliare, prendendosela anche con i lavoratori sottopagati.

Il «casino» del reddito di cittadinanza

«Adesso Di Maio rompe l’anima a tutti con il salario minimo garantito senza sapere che esistono già i contratti sindacali», scrive Feltri, ricordando che per chi non li rispetta ci sono apposite sanzioni. Quindi, «bisogna far rispettare le leggi esistenti e non crearne di nuove che ingessino l’economia, paralizzandola». «Già i grillini hanno creato un formidabile casino istituendo il reddito di cittadinanza, incassato da furbi e furbetti che lavorano in nero, camorristi e mafiosi ovviamente nullatenenti i quali non denunciano il becco di un quattrino. Una iniziativa tra le più idiote che siano mai state assunte dalla Repubblica italiana. Ora – sottolinea il direttore – ci mancava il salario minimo per completare l’opera distruttiva ai danni delle imprese».

Un Feltri senza freni. Che deraglia

È a questo punto che Feltri parte per la tangente, di fatto colpevolizzando i lavoratori che percepiscono uno stipendio basso. «Noi, gente pratica – scrive – siamo favorevoli al salario massimo che pretendiamo a fronte di prestazioni ad alto livello». «I compensi bassi – aggiunge poi – li lasciamo volentieri agli straccioni incapaci di fare decentemente un qualsiasi mestiere specializzato o almeno utile alla collettività. Basta con l’assistenza riservata ai fannulloni in cambio di voti plebei». Feltri, evidentemente, non può non sapere che la realtà è assai più complessa di così e che la sua semplificazione suona quanto meno ingenerosa nei confronti dei moltissimi lavoratori italiani che non sono pagati come e quanto meriterebbero. Ma tant’è, e l’impeto anti-grillino si mostra inarrestabile. «Di Maio e soci hanno una mentalità terrona che confligge con le elementari norme del mercato, le quali prevedono che le retribuzioni siano proporzionate alla produttività di chi le percepisce».

I 5S «più fessi dei compagni»

«Chiediamo a Salvini, l’unico che abbia un po’ di sale in zucca, di opporsi a certe misure insensate e oltremodo negative», è quindi l’appello di Feltri, che poi se la prende con il comunismo, sotto il quale «ogni cittadino, esclusa la nomenklatura, si è ritrovato con le pezze al culo». «L’unico comunista che ho apprezzato è stato Gorbaciov in quanto ha distrutto ed eliminato il bolscevismo. Ci auguriamo che Di Maio – conclude Feltri – lo emuli cancellando la stupidità dei pentastellati ancora più fessi dei compagni».