La “lettera agli europei” di Macron è un boomerang. La destra francese: “Pensi a fermare i migranti”

martedì 5 marzo 12:25 - di Robert Perdicchi

“Europa, svegliati!”. La lettera di Emanuelle Macron ai 28 paesi della Ue sa di maldestro tentativo di recuperare consenso interno e ricompattare il fronte anti-sovranista che ama saldarsi con la Germania, ma il giochino è così palese che l’opposizione francese prende immediatamente posizione. Nella missiva, Macron parla di un possibile “Rinascimento europeo” basato su tre ambizioni: la libertà, la protezione e il progresso, ma è soprattutto un manifesto contro il nazionalismo, il sovranismo, i governi non proni allo strapotere di Bruxelles.
Anche per questo, da Parigi, l’opposizione si scaglia contro la sua “Lettera agli europei“. Ovviamente la maggioranza di En Marche difende il suo presidente, ma le minoranza, non solo di destra, lo assediano. Per il segretario socialista, Olivier Faure, Macron è “un falsario del progressismo”, la trasfigurazione di “dottor Jekyll e mister Hyde”, senza nessuna corrispondenza tra promesse e impegni mantenuti. Il capolista dei Républicains alle europee, Francois-Xavier Bellamy, attacca sulla questione migratoria. “In nessun momento Macron dice che bisogna porre fine all`immigrazione di massa che fa il gioco dei passeurs”, così come Laurent Wauqiez. “Macron – scrive su Twitter – dice di proteggere il nostro continente. E non dice nulla sull’immigrazione massiccia? Nulla sull’islamismo? Come sempre, si parla, nascondendo i temi difficili”.

Ma è da destra che arrivano gli attacchi più pesanti: per il partito di Marine Le Pen, il Rassemblement National, parla il portavoce Sebastien Chenu, secondo cui Macron propone “in realtà di decidere la nostra politica migratoria a Bruxelles. Per noi – martella il frontista – il controllo dell’immigrazione è fondamentalmente una politica nazionale” mentre Jordan Bardella attacca: “Bisogna finirla con lo spazio Schengen. La libera circolazione delle persone è bella sulla carta, ma significa anche libera circolazione dei terroristi. La frontiera è uno strumento che deve proteggere”.

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