Autonomia del Nord, il ministro Stefani smentisce frizioni: «Tria è d’accordo»

venerdì 1 marzo 15:15 - di Valerio Falerni

L’autonomia rafforzata del Nord rischia di arenarsi sulle secche dei conti dello Stato. Al momento, il ministero competente, quello degli Affari regionali e delle Autonomie fa spallucce e segnala come “non pervenute”  le indiscrezioni del Messaggero circa l’esistenza di un documento riservato della Ragioneria generale dello Stato fortemente critico sull’impostazione finanziaria contenuta nelle bozze di intesa delle tre regioni.«Commentiamo fatti non ipotetiche note. Sull’autonomia continuiamo a lavorare con serietà e determinazione», è la stroncatura arrivata attraverso una disadorna nota del dicastero retto dalla leghista Erika Stefani. «Sull’impianto generale e in particolare sul sistema di finanziamento dell’autonomia differenziata – rilanciano fonti dello stesso ministero – c’è l’accordo con il Mef».

Il “Messaggero” aveva parlato di una nota critica della Ragioneria

Ma l’ufficialità della nota ministeriale non cancella fino in fondo i timori in casa leghista circa l’ipotesi dell’accantonamento del provvedimento o anche di un semplice rallentamento del relativo iter. Che è poi la soluzione che sembrano aver escogitato Salvini e Di Maio, entrambi interessati – per motivi opposti – a scavallare le elezioni europee del 26 maggio. Prima di quella data, però, il leader della Lega vorrebbe incassare almeno la firma congiunta governo-regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) sul testo dell’intesa, ma è difficile che possa essere accontentato. Di Maio, infatti, fa fatica a reggere l’onda d’urto dei deputati meridionali del M5S, dietro i quali non è difficile scorgere la mano di Roberto Fico.

Musumeci: «Sull’autonomia coinvolgere anche il Sud»

Il presidente della Camera entra nella partita dell’autonomia rafforzata in forza del suo ruolo istituzionale. A breve, infatti, incontrerà la sua omologa del Senato, Elisabetta Casellati. Insieme cercheranno di ritagliare un ruolo per il Parlamento nell’iter di approvazione del testo, al momento non previsto. La loro iniziativa è osservata con benevola discrezione dal Quirinale. Nel frattempo, soprattutto al Sud, si moltiplicano le voci critiche: a quelle di Nello Musumeci e Vincenzo De Luca, rispettivamente governatore di Sicilia e Campania, che premono per un maggiore coinvolgimento delle regioni meridionali, si aggiunge anche quella “tecnica” del presidente del Tar Campania, Salvatore Veneziano che intravede nell’autonomia differenziata una possibile escalation «in termini di contenzioso anche sulla giustizia amministrativa».

 

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