Sulla Tav ultimatum europeo, ma Salvini e i grillini litigano ancora. Paga l’Italia

sabato 23 febbraio 12:48 - di Redazione

In Italia sembra una guerra ideologica. in Europa contano i giorni per decidere che fine far fare ai fondi per la Tav.

Eè di ieri l’ultimatum dell’Unione Europea al nostro governo: “Entro marzo decidete che volete fare”. Ma la maggioranza gialloverde appare ancora appesa alle liti interne. L’approvazione della mozione che ha rinviato ogni scelta mutuando la solita pappardella dell’analisi costi-benefici dal contratto di governo tra Lega e Cinque stelle, sterilizza la scelta dell’Italia e non fa fare un passo avanti né indietro.

Ancora divisioni tra Salvini e i grillini

Toninelli, ministro grillino alle infrastrutture, continua a prendere tempo, spinto dal suo capo di Maio. Mentre Salvini morde il freno: il leader della Lega si dice certo che la Tav si farà ma anche lui non può indicare alcunché di concreto sulla tempistica con gli alleati che si ritrova.

Opposizione scatenata

E’ ovvio che di fronte a tutto questo bailamme si scateni l’opposizione. In particolare dal centrodestra, con Forza Italia e Fratelli d’Italia in prima linea, piovono strali sul governo che fa perdere tempo e risorse ad un’economia che continua a non crescere.

Oggi anche la Confesercenti ha manifestato il proprio malumore verso l’esecutivo. La sensazione prevalente è che si voglia aspettare il turno elettorale delle europee: ma per l’Italia potrebbe essere davvero troppo tardi per assumere la propria decisione. Anche perché potrebbero aprirsi nuovi casi con la stessa Unione Europea e con la Francia, che resta interessata all’Alta Velocità, stabilita peraltro da accordi di rango internazionale.

Indubbiamente la Tav è diventata una mina per il governo Conte: ma proprio per questo la decisione se farla o meno è ineludibile. Non si può tenere appeso un paese agli umori di un esecutivo sempre più incapace di far fronte alle proprie responsabilità. Al punto che potrebbe essere la regione Piemonte a sentire l’orientamento popolare con un referendum.

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