L’Antitrust bastona Sky Italia: multa da 7 milioni per gli abbonamenti al pacchetto Calcio

lunedì 18 febbraio 16:22 - di Natalia Delfino

L’Antitrust multa Sky Italia per complessivi 7 milioni, per due violazioni del Codice del Consumo in merito al pacchetto calcio per la stagione 2018/19. Ne dà notizia la stessa Autorità che ha chiuso l’istruttoria rilevando che Sky «non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente».

Violata la trasparenza dell’offerta

In sostanza, secondo l’Antitrust, Sky non ha informato i consumatori del fatto che, con l’arrivo di Dazn, le partite disponibili sulla piattaforma non sarebbero state più tutte come nella stagione precedente. «Il consumatore appassionato di calcio, pertanto – spiega l’Autorità in un comunicato – in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto Sky Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19».

L’Antitrust contro l’aut aut di Sky Italia ai consumatori

Ma non c’è solo questo. L’Autorità «ha inoltre accertato che Sky ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto Sky Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto». «Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima».

Commenti

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  • Giancarlo Betti 18 febbraio 2019

    Ok .. giusta la condanna, però sarebbe stato più giusto obbligare Sky a restituire agli abbonati la parte pagata senza poter usufruire di parte del pacchetto.