Foibe, l’Anpi al Quirinale? Gasparri dice: sarebbe ora. La Russa replica: offesa ai martiri

martedì 5 febbraio 16:32 - di Redazione

Carla Nespolo, presidente Anpi, rispondendo alle sollecitazioni di Maurizio Gasparri, ha detto che se invitata al Quirinale il 9 febbraio alla cerimonia per il Giorno del Ricordo lei parteciperebbe volentieri. “Non sono ovviamente io che diramo gli inviti di una cerimonia istituzionale che si svolge al Quirinale – ha commentato Gasparri – Ma credo che chi di dovere potrebbe cogliere questa disponibilità”.

“La presenza della presidente Nespolo al Quirinale – aggiunge Gasparri – più di mille parole, potrebbe diradare la nebbia delle troppe sortite revisioniste e negazioniste che recano in qualche modo il timbro o il nome dell’Anpi, usato in varie parti d’Italia a proposito ed a sproposito, ma comunque nella presunzione che si possa fare. E allora mi auguro, non avendo io titolo per diramare inviti, che questa disponibilità dell’Anpi a partecipare all’omaggio ai martiri delle foibe al Quirinale il 9 di febbraio, venga colta. E si possa quindi riaffermare la verità della storia che troppi hanno negato nel passato e si illudono di negare ancora nel presente”.

Non è d’accordo Ignazio La Russa, per il quale al contrario la presenza di Carla Nespolo alla cerimonia sui martiri delle Foibe sarebbe un’offesa senza una preventiva presa di distanza dalle iniziative negazioniste che appunto recano il timbro dell’Anpi. La Russa ha espresso questo suo giudizio in una lettera aperta inviata a Maurizio Gasparri: “Caro Maurizio, se il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella omettesse di accogliere il tuo suggerimento e non invitasse l’Anpi al Quirinale per l’omaggio ai martiri delle foibe e per ricordare l’esodo degli istriani, giuliani e dalmati farebbe, secondo me, cosa buona e giusta. Cosa buona – continua La Russa – perché sarebbe una offesa alle vittime la presenza di Carla Nespolo, senza una decisa e soprattutto preventiva sua presa di distanza dalle inaccettabili iniziative dell’Anpi sul territorio che, nella smania di difendere i comunisti titini, cercano di attribuire agli italiani la responsabilità dell’eccidio”. “Cosa giusta -conclude- perché l’invito è rivolto alle associazioni degli esuli e non alle associazioni combattentistiche a cui si vuole equiparare l’Anpi (e che in tale veste raccoglie cospicui finanziamenti pubblici). Capisco il senso del tuo invito ma, credimi, il risultato sarebbe il peggiore dei mali”.

Commenti

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  • Carlo Cervini 6 febbraio 2019

    C’è troppa gente in Italia che ha fatto o fa carriera politica, economica o di potere sulla pelle della resistenza e dei suoi martiri…………..è una vergogna che dopo 75 anni non siano riconosciuti da tutti i fatti accaduti, anche dolorosissimi, provocati dalla guerra civile……….proseguiti fino al 1947; è pur vero che troppi resistenti operarono per instaurare in Italia una dittatura stalinista, i terribili fatti accaduti nell’Istria e nella Dalmazia, ma anche in tutto il Nord lo testimoniano, temo che non ci sarà mai una serena e vera pacificazione, troppi interessi rimangono in campo e troppi colpevoli impuniti.

  • Giuseppe Forconi 6 febbraio 2019

    Spero non avvenga, ma dovesse succedere che la nespolo venga invitata alla ricorrenza, sarebbe come riconoscere e accettare tutte le porcherie da loro fatte durante la guerra e anche dopo. Una vergognosa decisione.

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