Reddito cittadinanza a stranieri e a chi lavora in nero, Gasparri: “Pagliacciata a 5 stelle”

domenica 6 gennaio 11:01 - di Carlo Marini

«Abbiamo di fronte dei veri e propri pagliacci a 5 stelle. Avevano detto che il reddito di cittadinanza sarebbe stato pagato a sei milioni di italiani. Invece saranno trecentomila stranieri e sei-settecentomila italiani, forse, a percepirlo. Avevano detto che il reddito di cittadinanza sarebbe stato di 780 euro mensili, invece pare che ammonterà a 400 euro in media». Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Reddito di cittadinanza, le bugie dei grillini

«Inoltre sono stati inseriti paletti e condizioni che escluderanno tanti dei gonzi che speravano, avendo votato per i grillini, di beccare un bell’assegno rimanendo comodamente a casa e aggiungendo magari qualche guadagno in nero ai soldi erogati dallo Stato. I grillini sono dei bugiardi. Hanno ingannato gli italiani. Forza Italia deve denunciare città per città questa truffa per porre fine a un consenso immeritato, a beneficio di un partito inventato da un comico, alimentato con pratiche tutt’altro che trasparenti attraverso i social network ed approdato al governo per dispensare menzogne e bugie. È una vergogna che andrà denunciata. Danno i soldi degli italiani agli stranieri che riceveranno il reddito di cittadinanza e hanno mentito sul numero dei destinatari e sulle cifre degli assegni. Lo avevamo previsto ma oggi che questo accade lo dobbiamo denunciare con grande forza», conclude.

Reddito di cittadinanza? Il 50% lo intascherà senza averne diritto

Inoltre, come ha denunciato la Cgia di Mestre, c’è il rischio che metà della spesa per il reddito di cittadinanza, circa 3 miliardi di euro, vada a chi lavora in nero. Secondo questo dossier è possibile ipotizzare che circa la metà della platea dei teorici destinatari potrebbe essere composta da persone che lavorano in maniera irregolare. E visto che per l’anno in corso ai beneficiari del reddito di cittadinanza il Governo erogherà 6 miliardi, verosimilmente la metà della spesa, pari a circa 3 miliardi, potrebbe finire nelle tasche di persone che non ne hanno diritto.

Tre milioni di italiani lavorano in nero

Secondo l’Istat, spiega la Cgia di Mestre, in Italia ci sono poco meno di 3,3 milioni di occupati che svolgono un’attività irregolare. Se da questo numero rimuoviamo i dipendenti e i pensionati che non hanno i requisiti per accedere a questa misura – pari, in linea di massima, a 1,3 milioni di unità – coloro che pur svolgendo un’attività irregolare potrebbero, in linea teorica, percepire questa misura sarebbero 2 milioni; vale a dire la metà dei potenziali aventi diritto (poco più di 4 milioni).

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