Mistero in parrocchia, celebra messa e confessa i fedeli: peccato sia solo un falso prete…

sabato 26 gennaio 14:59 - di Redazione
sacerdote

Vantava un curriculum religioso di tutto rispetto; indossava la divisa d’ordinanza e perciò, quando si è presentato in parrocchia carpendo la fiducia di parroco e fedeli, nessuno ha sospettato né di lui, né delle sue mansioni. Peccato però, che fosse tutto finto: excursus, ruolo, credo religioso: faceva tutto parte di una grande bugia prodromica a una beffa, ordita e messa a segno da un falso prete deciso a non confessare l’inganno fino all’ultimo…

Foggia, conquista la fiducia di parroco e fedeli: ma è un falso prete

Incredibile ma vero: ha millantato di essere sacerdote e monaco benedettino, carpendo la fiducia dei fedeli e traendo in inganno il parroco della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Strada, a Torremaggiore, in provincia di Foggia. Lo scorso 27 dicembre ha persino celebrato messa nella stessa chiesa, ed ha ascoltato la confessione di alcuni fedeli. Dopo una serie di indagini, però, il vescovo di San Severo, monsignor Giovanni Checchinato, ha chiarito che in realtà si trattava di un falso prete. Come si spiega in una nota dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, l’uomo, Alessio Prencipe, «è incorso ipso facto nella pena dell’Interdetto latae sententiae, stabilita dal Codice di Diritto Canonico. Ciò significa – continua la Diocesi – che si è messo nella condizione di non poter ricevere i sacramenti». Ma andiamo con ordine: Prencipe è stato presentato come assistente spirituale nazionale dell’associazione Laudato Sii. Informazioni grazie alle quali gli è stata consentita la possibilità di celebrare l’eucaristia. Il vescovo, perciò, ha approfondito la vicenda: e prima ha contattato la Curia Generalizia dei Monaci Benedettini Sublacensi Cassinesi a Roma e la Curia Generalizia dei Monaci Benedettini Silvestrini, sempre della capitale dove, tra l’altro, «il sedicente monaco ha detto di essere membro residente». Quindi, deciso ad andare fino in fondo alla questione, ha chiesto e ricevuto informazioni dalla Curia diocesana di San Benedetto del Tronto dove Prencipe ha attualmente la residenza. Infine, ha chiesto altre informazioni «sul suo presunto ruolo di assistente spirituale nazionale dell’associazione menzionata», giungendo «alla certezza morale della completa estraneità a tutte queste realtà e all’Ordine Sacro del signor Prencipe».

La Diocesi approfondisce e scopre la beffa: ma il falso prete non confessa l’inganno

Secondo la Diocesi, dunque, si è trattato «di spiacevoli eventi che hanno creato disorientamento e confusione, soprattutto nella comunità cristiana di Torremaggiore». Eppure, l’uomo identificato come falso prete continua a negare ogni inganno eppure Prencipe, avvicinato nei giorni scorsi a Torremaggiore dal Vicario Generale e dal Cancelliere Vescovile della Diocesi, «nonostante abbia ancora confermato di essere monaco benedettino e di appartenere alla comunità di Santo Stefano a Roma presso i Monaci Benedettini Silvestrini, non ha presentato nessun documento probatorio a supporto delle sue affermazioni; non ha presentato il “celebret” che avrebbe potuto smentire il ragionevole dubbio sulla sua ordinazione presbiterale, limitandosi a fornire un semplice recapito telefonico inesistente dei suoi presunti superiori». Per tutto questo, «nella certezza di aver fatto chiarezza sulla questione, e nella speranza che situazioni simili non si ripetano – conclude monsignor Checchinato – si coglie l’occasione per esortare i fedeli e le comunità parrocchiali ad essere “sentinelle”, prima di dar credito a chi si dovesse presentare e/o qualificare come religioso. Inoltre, invito a denunciare all’Autorità Ecclesiastica eventuali situazioni anomale che dovessero presentarsi». La beffa è servita, e perdonata: ma mai abbassare la guardia.

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