Nanni Moretti da Fazio «incazzato» col Pd: reagite, dite qualcosa di sinistra (VIDEO)

lunedì 3 Dicembre 14:43 - di

Stavolta Nanni Moretti non ha sparato contro un bersaglio singolo – come ha fatto solo pochi giorni fa lanciandosi contro Matteo Salvini –  ma fedele ai riti girotondini se l’è presa con tutto lo sgangherato establishment dem, attaccando il Pd come ai tempi di Aprile con l’intramontabile esortazione rivolta a D’Alema «a dire una cosa di sinistra… una cosa anche non di sinistra… una parola di civiltà… qualcosa!»…

Nanni Moretti ospite da Fazio attacca il Pd

No, stavolta il suo «Reagisci!, di qualcosa, qualunque cosa», che arriva come uno schiaffo in faccia alla nomenclatura del Pd, è indirizzato direttamente ai dem di Largo del Nazareno, e piazzato in pieno volto da elettore «incazzato» quale è, e quale si è auto-definito, il regista e attore romano parlando del partito che – lo ha confessato Moretti stesso a favore di telecamera, ospite nel salotto di Fabio Fazio a Che tempo che fa – è rimasto «uno dei loro pochi elettori fedeli» a votare… Nonostante, chiarisce Moretti, sia «stato molto brutto negli anni scorsi vedere il Partito Democratico non fare quella battaglia giusta, di civiltà, quella battaglia umana per la riforma di cittadinanza, il cosiddetto ius soli, per dare la cittadinanza a bambini nati in Italia oppure che hanno fatto cinque anni di studi».

L’accusa: «Brutto non vederli fare la battaglia per lo Ius soli»

Accuse precise, recriminazioni circostanziate, che il regista di Caro Diario – ospite in studio da Fazio per presentare la sua ultima fatica d’autore, il documentario Santiago, Italia, che dal 6 dicembre sarà nelle sale – esterna con particolare calore che, a un certo punto, si sente pure in dovere di giustificare dicendo: «Tu mi dirai, ma perché ti accalori tanto»? E già: perché si accalora tanto? In fondo, è solo uno dei tanti delusi dal Pd; uno dei tanti intellettuali disorganici in fuga per protesta contro schemi e logiche di partito (e di governo) dem, contraddittorie e controproducenti. Uno dei tanti aedi della sinistra della diaspora: quelli che, polemici con i salotti dell’intellighenzia radical chic, sono pronti ad accomodarsi sulla poltrona di Fazio e compagni, dalla quale arringare le folle e sbertucciare i big.

 

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