I due appelli pronunciati dal Papa a Cagliari e Viterbo per la nascita di una nuova generazioni di politici cattolici hanno un carattere epocale. Questa richiesta è stata poi ripetuta dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, pochi giorni fa. È quanto si legge oggi sull'Osservatore romano, in un articolo firmato dal sociologo Luca Diotallevi, vicepresidente delle Settimane sociali dei cattolici italiani, che si terranno l'anno prossimo a Reggio Calabria. Da qualche tempo, scrive Diotallevi, era rinata nella Chiesa e nel laicato cattolico l'esigenza dell'impegno in prima persona per il bene comune. «A questo laicato la "Caritas in veritate" - prosegue l’Osservatore - ricorda che non sono certo globalizzazione o crisi finanziaria a giustificare la dismissione della prospettiva dello sviluppo nè l'attenuazione del riferimento al bene comune con le sue dinamiche di condivisione e di sussidiarietà». Quindi si legge: «tali aspettative sono culminate in due richiami di Benedetto XVI ; a Cagliari nel settembre 2008 e un anno dopo a Viterbo; che è davvero difficile non definire epocali. In breve: urge una nuova generazione di credenti capaci di essere protagonisti nella multiforme vita pubblica della comunità nazionale e non da ultimo in quella politica». «Il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco - prosegue il testo - proprio la settimana scorsa ha ripreso tale istanza e ha ricordato come implichi un costante esercizio di libertà, di passione per la verità, di coscienza». Quindi si rileva: «circa un anno fa, il comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali ha compreso di non poter chiudere gli occhi di fronte a queste sfide straordinarie e di non potersi sottrarre a queste straordinarie aspettative. Alle realtà ecclesiali e alle varie espressioni del cattolicesimo italiano, e poi anche oltre questo orizzonte, ha proposto di partecipare a un processo di discernimento che tentasse di individuare una lista breve di problemi cruciali, quelli dalla cui soluzione dipende primariamente nell'ordine pratico un incremento o un decremento di bene comune». «La ricerca - si spiega sul giornale vaticano - punta in alcune direzioni decisamente ricorrenti: la questione del lavoro e dell'impresa, di un intraprendere non intimorito dal mercato; l'emergenza educativa e il dovere di sostenere adulti che si assumono il difficile ruolo di essere autorità educative (innanzitutto nella famiglia e nella scuola); la ricerca delle vie dell'integrazione tra gli estremi dell'irenismo e del razzismo; il dovere di dare ai giovani opportunità di mobilità sociale; l'aggiornamento delle istituzioni politiche».
SECOLO D'ITALIA - Pubblicazione telematica Registrazione tribunale di Roma n. 342/2009 del 6-10-2009. Partita IVA/C.F. 10091541002
invia il tuo commento alla notizia