11 marzo 2010 - 20:27

Censis, per gli italiani giusta sanità pubblica ai clandestini

«C'è un aspetto del rapporto con gli immigrati che mette d'accordo quasi tutti gli italiani: garantire sempre e comunque agli stranieri i trattamenti e le cure del servizio sanitario nazionale. Più dell'80% degli italiani ritiene che anche gli immigrati clandestini o irregolari devono avere accesso ai servizi sanitari pubblici». È quanto emerge da un'indagine realizzata dal Censis dalla quale risulta che a volere la sanità pubblica anche per i clandestini è l'86,1% dei residenti al Sud, il 78,7% al Centro, il 78,4% al Nord-Est e il 75,7% al Nord-Ovest. Più in particolare, dello stesso parere sono oltre l'85% degli italiani laureati, l'83,1% dei 30-44enni e più dell'85% dei residenti nelle città comprese fra 30.000 e 100.000 abitanti. È alta la quota dei favorevoli anche tra gli italiani più cagionevoli di salute e quindi più bisognosi di cure: l'83,9% di chi dichiara di avere una salute pessima auspica un'offerta sanitaria pubblica estesa anche a clandestini e irregolari.
Perchè garantire la sanità anche agli immigrati irregolari? Il 65,2% degli intervistati ritiene che la tutela della salute sia un diritto inviolabile, quindi curare tutti è un atto di solidarietà irrinunciabile. «Una scelta valoriale, dunque, che prevale in modo trasversale nel territorio nazionale e nel corpo sociale». È l'opinione soprattutto dei residenti nelle regioni del Mezzogiorno (quasi il 74%) e dei laureati (quasi l'80%). Risalendo la penisola, diminuisce la quota di intervistati che parlano della salute come diritto irrinunciabile per tutti, mentre aumentano quelli convinti che occorre assicurare la sanità anche ai clandestini e agli irregolari perchè altrimenti ci sarebbe il serio rischio di epidemie incontrollate. La pensa così poco più del 12% dei residenti al Sud, il 15,4% al Nord-Ovest, il 15,8% al Nord-Est e oltre il 19% al Centro. Questa opinione è diffusa anche tra chi dichiara di avere una salute pessima (e presumibilmente utilizza di più le strutture sanitarie) e tra chi possiede un basso titolo di studio.
Ma chi è contro questa posizione? Meno del 20% degli italiani è contrario a garantire l'accesso al Servizio sanitario nazionale a clandestini e irregolari. Si tratta di poco più del 24% dei residenti al Nord-Ovest, del 24,8% delle persone con basso titolo di studio, di oltre il 24% di chi vive nelle grandi città con più di 250.000 abitanti. Solo per il 13% degli intervistati, clandestini e irregolari non hanno diritto alla sanità perchè non pagano le tasse; per poco più del 5% perchè fanno aumentare in modo insopportabile i costi della sanità. Quanto al rapporto fra immigrati e salute, la popolazione immigrata è mediamente più giovane e in salute di quella italiana. Per il momento gli stranieri utilizzano meno le strutture sanitarie (si stima in circa il 65% la quota degli stranieri presenti sul territorio italiano iscritti al Servizio sanitario nazionale), che per loro significano soprattutto pronto soccorso (il 5,7% vi si è recato negli ultimi tre mesi rispetto al 3,3% degli italiani) e ricoveri d'urgenza, piuttosto che prevenzione e visite specialistiche.

invia il tuo commento alla notizia



commenti dei lettori

Non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che chiunque, anche un immigrato clandestino, debba essere curato e, con buona pace degli estremisti, la maggioranza degli italiani condivide questo pensiero. Si tratta di essere civili, primi che solidali e umanitari o "buoni". Quando mi capita di incontrare degli extracomunitari che offrono le loro tragiche mercanzie nella strada, mi chiedo che vita conducessero nei loro paesi di origine per sopportare di vivere come vivono nel nostro paese. A parte i venditori ambulanti, è sufficiente girare per le campagne, durante i cicli colturali, per verificare che di italiani ce ne sono ben pochi e il caso di Rosarno è esemplare e la dice lunga sulle condizioni di lavoro e di vita degli extracomunitari. Non dovremmo neanche porci la domanda se, in quanto clandestini, debbano essere trattati o no come esseri umani. L'indagine del CENSIS non è gratuita; chiaramente è nata perchè c'era un problema di intolleranza e di xenofobia nascosto dietro le ben note argomentazioni sulla sicurezza. Che l'immigrazione debba essere gestita è più che ovvio, che chi delinque sia punito ed espulso, che non possiamo accettare usanze e tradizioni che contrastano con le nostre leggi ed il nostro modo di vivere (burkha, infibulazione, delitti d'onore, ecc,),ma pensare di negare le cure mediche - ed aggiungo l'educazione scolastica - è impensabile. Una recente inchiesta ha stabilito una presenza rilevante e sorprendente di non italiani nelle nostre Forze Armate, con gradi che vanno dal soldato semplice all'ufficiale subalterno. Si tratta di un melting pot che trasforma degli stranieri in italiani (e europei)che sono pronti a combattere ed a morire per il paese che li accolti. Forse, dico forse, qualcuno di loro a suo tempo arrivò come clandestino. Voglio dire che probabilmente la legislazione vigente sull'immigrazione clandestina debba essere rivisitata e resa più civile e più selettiva. E' solo una minoranza dei clandestini che non si comporta come deve e questi devono essere colpiti con severità, sempre che in Italia si riesca a fare leggi giuste e severe, e che soprattutto vengano applicate. A fronte di ciò, se andiamo a vedere bene, il problema dell'assistenza sanitaria ai clandestini, in termini di civiltà, è davvero una piccola cosa della quale non si dovrebbe neanche parlare.

Curare gli immigrati clandestini ritengo che oltre ad essere una cosa giusta sia doveroso così come, subito dopo, lo è il fatto che vanno espulsi.

Secondo me l'Italia,un po' alla volta,è diventata un paese dove la gente di colore si trova spesso a disagio,ha paura per sé e per i figli e si sente ingiustamente perseguitata e presa di mira. Se anche gli italiani che vivono all'estero subissero lo stesso trattamento, in pratica tanti emigranti italiani sarebbero immediatamente costretti a tornare in patria.Quasi tutti si professano anti-razzisti ma quanti lo sono solo a parole e non di fatto? Come si fa a conciliare il professato cristianesimo con l'odio razziale? E' una contraddizione assurda ed ingiustificabile.

Ma ci mancherebbe altro! In realtà nessun partito ha mai messo in dubbio il fatto che anche ai clandestini vadano assicurate le dovute cure mediche, neppure la Lega. Anche il provvedimento dei cosiddetti "medici spia" (poi tramontato) dava semplicemente al medico la possibilità (non l'obbligo) di denunciare gli irregolari, mentre le cure mediche non erano assolutamente messe in discussione.

Tutti i malati e sofferenti meriterebbero più attenzione ed assistenza non solo in Italia ma anche altrove. La sofferenza fisica talvolta è atroce e, quando manca l'assistenza indispensabile, divemta addirittura insopportabile. La sofferenza non fa alcuna distinzione tra ricco e povero,tra italiano,padano,straniero o clandestino e fa parte della stessa vita umana dal momento della nascita, accanto alla gioia e alla felicità fuggente.Comunque sia, merita grande rispetto e riconoscimento chi fa il possibile per ridurla in qualsiasi parte dell'Italia e del mondo. Ancora di più dovrebbe farci riflettere la sofferenza dei civili e dei bambini per persecuzioni razziali o politiche. La vecchiaia è già per molti una forma di malattia invalidante. Immaginate cosa possa diventare senza una valida ed efficiente assistenza sanitaria.

Penso che la Sig.ra Santanchè potrebbe essere la persona giusta e più indicata per la carica di Viceministro con delega all'immigrazione e agli immigrati presso il Ministro degli Interni. Non credo esista persona più indicata a tale carica. Eh eh eh eh eh Cordialmente.