8 febbraio 2012 - 04:30

Società

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Sull’età della pensione per le donne italiane che lavorano nella pubblica amministrazione il compromesso non c’è. Il faccia a faccia del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con il commissario dell’Ue alla Giustizia, Viviane Reding, si è infatti concluso con Bruxelles che ha ribadito il punto di vista già espresso sulla nuova legge

L'Europa non fa sconti alle italiane

Sull’età della pensione per le donne italiane che lavorano nella pubblica amministrazione il compromesso non c’è. Il faccia a faccia del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con il commissario dell’Ue alla Giustizia, Viviane Reding, si è infatti concluso con Bruxelles che ha ribadito il punto di vista già espresso sulla nuova legge: entrata in vigore e applicazione entro il 2012. La Reding si è spinta a indicare al nostro governo quello che potrebbe essere il percorso per l’approvazione della normativa richiesta: con le misure di consolidamento del bilancio. Cioè in sede di approvazione della manovra economica varata dal governo. «L’Italia ha delle difficoltà – ha aggiunto – ma deve ottemperare alla decisione assunta dalla Corte di giustizia in proposito. Tutti gli Stati membri devono essere trattati in modo uguale». Una presa di posizione che lo stesso ministro Sacconi traduce «nell’assoluta mancanza di uno spazio di trattativa» sulla materia. Giovedì prossimo sarà quindi il Consiglio dei ministri a farsi carico di questo stato di cose e a decidere cosa fare. Secondo quanto preannunciato la scorsa settimana dal ministro Renato Brunetta e ipotizzato ieri dalla stessa Reding, il dibattito sulla manovra economica potrebbe essere l’occasione per tradurre in fatti concreti il confronto mancato tra Ue e Italia, anche se non è detto che non si possa in qualche modo trovare qualche scappatoia. Bruxelles, infatti, non ci ha chiesto di portare l’età della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni, ma di equipararla con quella degli uomini. La soluzione intermedia, tra 2012 e 2018, a cui aveva fatto capire di puntare il governo (si pensava al 2015 come data possibile) sembrerebbe ora tramontata, anche se i sindacati non demordono e l’Ugl, con la segretaria confederale Marina Porro, sollecita comunque «una consultazione preventiva con le parti sociali».

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commenti dei lettori

sottoscrivo interamente quello che ha scritto Andrea

dove finisce l'autogestione e dove le regole di condivisione europea? Abbiamo gli europarlamentari più pagati( oltre ad essere i più assenti), abbiamo avuto non so quanti solleciti per una corretta e veloce giustizia (di certo non quella proposta dal governo!), abbiamo avuto multe sulle quote-latte non pagate (!) e con tutto ciò si giustificano dicendo che.....ce l'impone l'Europa! Codardi e ipocriti, pensate solo al vostro vitalizio che dopo meno di una legislatura vi arricchisce per tutta una vita senza pagare nemmeno tasse! Forza Europa (non forza italia) solo tu puoi abbattere questo malcostume italiano che noi, purtroppo non sappiamo debellare!

Fino a pochi giorni fa il "popolo" italiano era all'oscuro di questo rischio, ma il Governo lo sapeva da tempo. Questo governo che ha, con la maggioranza di cui dispone,la possibilità di fare in Parlamento ciò che altri prima non potevano, ha colpevolmente taciuto e sottovalutato il problema. Non ho sentito Berlusconi "scendere in campo" e, a dire la verità, neanche Fini ma neppure gli altri dell'opposizione si sono minimamente preoccupati della cosa. E'un fatto che in Italia si naviga a vista: i giovani non hanno certezza del lavoro e gli anziani non sanno quando e come potranno ritirarsi. Chi fà progetti per il futuro è uno che ama rischiare. Chi doveva andare in pensione nell' 2012 e ha assunto impegni per allora, sia economici sia morali nei confronti anche dei propri famigliari, si vede ora impedito e gravemente danneggiato. La verità è che il Governo si è dimostrato inetto e si nasconde dietro al dito dell'obbligo Europeo. A questa beffa, per usare un eufemismo, si aggiunge l'altra, ancora più offensiva, di dire che il risparmio non serve per fare cassa ma verrà utilizzato per costruire asili nido eccetera. Credo che invece il Governo dovrebbe ridistribuire questo risparmio a coloro che vengono danneggiati da questo infame provvedimento, ed aggiungere anzi anche degli interessi a titolo risarcitorio. Vorrei che venisse immediatamente rivista la destinazione del "risparmio" per lenire il danno a chi lo ha effettivamente subito, e sarebbe giusto che chi sapeva e nulla ha fatto se ne andasse. Berlusconi ha recentemente ammesso di essere un impenditore prestato alla politica, lo sapevamo già, ma se in una azienda un componente del CDA sottovaluta un problema di questo genere viene richiesto di dare le dimissioni.