8 febbraio 2012 - 04:40

Società

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Fini a Herat, oggi è il compleanno della Patria

I militari italiani impegnati in Afghanistan e quelli che sfilano lungo i Fori Imperiali a Roma per la Parata del 2 Giugno uniti idealmente anche dalla televisione. Nella mensa di Camp Arena dove il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha incontrato i militari del contingente italiano, giungono sugli schermi televisivi le immagini della Parata. "Oggi è il compleanno della Patria", dice Fini circondato dai soldati e aggiunge: "Nel dirvi la gratitudine che l'Italia nutre per voi non c'è nulla di retorico". Il pensiero va anche ai caduti nel corso della missione e al ricordo recente dell'attentato del 17 maggio nel quale sono morti due militari della brigata Taurinense. "Pensiamo alle famiglie di coloro che sono caduti -dice Fini- le istituzioni sono impegnate per non fare dimenticare e per non fare mancare nulla ai famigliari di chi è morto per la libertà". Fini, accompagnato dal generale Claudio Berto, comandante del contingente italiano, è circondato dai militari che affollano il salone della mensa di Camp Arena. Il presidente della Camera non si sottrae alle strette di mano, alle foto ricordo, e alla cordialità dei militari nei suoi confronti. Sugli schermi televisivi, da Roma, scorrono le immagini degli incursori della Marina in Parata lungo i Fori Imperiali. Dal fondo della sala un ufficiale grida: "Decima!". Fini lo saluta ricordandogli di essere un 'incursore ad honorem'. Poi al presidente della Camera si avvicina un altro ufficiale e spiega di essere abruzzese: "Bisogna dire grazie allo Stato per l'impegno che ha messo nella ricostruzione", dice l'ufficiale. Fini gli stringe la mano e dice: "Anche su questo di polemiche non se ne possono fare".

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commenti dei lettori

Va benissimo come L'on. Fini ha svolto il suo ruolo istituzionale, ma sono costretto a dire che da quando l'Italia è chiamata "paese" non la sento come "Patria", le divisioni e i distinguo ci sono ancora: il senso stesso del termine vorrebbe tutti i cittadini uguali e così non è; ancora oggi si continua con commemorazioni dove non si vede una grande affluenza di popolo perché offendono la memoria di altri e la gente è anche stufa di tanta retorica che non riempie la pancia a nessuno. Sono consapevole di scrivere contro corrente ma non mi offendo se credete di non pubblicare come è accaduto in precedenza.