«La corruzione oggi è diventata soprattutto un fenomeno di costume». Lo ha sottolinato il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, nel corso della conferenza stampa che segue l'inaugurazione dell'anno giudiziario, commentando i dati contenuti nella relazione secondo cui il fenomeno delle denunce nella pubblica amministrazione ha registrato nel 2009 un incremento del 229%. «Il Codice penale - sottolinea Lazzaro - non basta più, la denuncia non basta più. Ci vuole un ritorno all'etica da parte di tutti che io, purtroppo, non vedo». La corruzione - ha rilevato il pg Ristuccia nella sua relazione - dilaga nella pubblica amministrazione: il Ministero dell'Interno, i Comandi dei Carabinieri e della Gdf, nel solo periodo gennaio-novembre 2009 hanno denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all'anno precedente. É poi assai “grave” - aggiunge il presidente Lazzaro - la mancanza di “anticorpi” nella pubblica amministrazione contro le condotte illecite individuali che causano «offuscamento dell'immagine dello Stato» e «flessione della fiducia che la collettività ripone nelle amministrazioni e nelle stesse istituzioni del Paese». «Se le pervicaci resistenze che questa patologia sembra opporre a qualsiasi intervento volto ad assicurare la trasparenza e l'integrità nelle amministrazioni possono dirsi essere una sorta di “ombra” o di “nebbia” che sovrasta e avvolge il tessuto più vitale operoso del Paese, non si può fare a meno di notare - sottolinea il presidente - che l'oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure a dissolversi o a flettere nella sua intensità ispessita».
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