«I riformisti in Iran, carne della nostra carne», sono le parole che Walter Veltroni ha affidato al suo facebook per descrivere “le orribili notizie” che ancora una volta giungono da Teheran. Sottoscriviamo e rilanciamo: il popolo di Teheran che scende in piazza siamo noi, vorremmo essere noi. Perché la sfida dell'opposizione al regime teocratico porta nelle gambe e nei sogni dei ragazzi quel libertarismo che non può non piacerci. Un libertarismo che parla di primato della persona nei confronti di qualsiasi ideologia, di qualsiasi potere, di qualsiasi burocrazia. Un libertarismo che parla di democrazia contro ogni dittatura, contro ogni tentativo di annullare l'autonomia dell'individuo. E allora quei manifestanti uccisi in queste ore devono, possono essere anche nostri morti. E come tali li piangiamo: come eroi di libertà.
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