4 febbraio 2012 - 07:31

Società

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Anche per noi, i riformisti iraniani sono eroi della libertà

«I riformisti in Iran, carne della nostra carne», sono le parole che Walter Veltroni ha affidato al suo facebook per descrivere “le orribili notizie” che ancora una volta giungono da Teheran. Sottoscriviamo e rilanciamo: il popolo di Teheran che scende in piazza siamo noi, vorremmo essere noi. Perché la sfida dell'opposizione al regime teocratico porta nelle gambe e nei sogni dei ragazzi quel libertarismo che non può non piacerci. Un libertarismo che parla di primato della persona nei confronti di qualsiasi ideologia, di qualsiasi potere, di qualsiasi burocrazia. Un libertarismo che parla di democrazia contro ogni dittatura, contro ogni tentativo di annullare l'autonomia dell'individuo. E allora quei manifestanti uccisi in queste ore devono, possono essere anche nostri morti. E come tali li piangiamo: come eroi di libertà.

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commenti dei lettori

Questi riformisti avranno vita durissima,perchè la dittatura ha un peso insopportabile su chi tenta di opporsi in qualche maniera. E' vero che la CIA e i servizi inglesi daranno una mano consistente alla rivolta, ma il tiranno non perdona, tanto più che è terrorizzato all'idea di fare una brutta fine, anche perché l'occidente lo detesta e vorrebbe metterlo alle corde. Quanto più è spaventato, tanto più minaccia ritorsioni e vendetta. Una vecchia tecnica araba che Obama conosce alla perfezione.E Obama è un osso duro,anzi durissimo. La stessa Sig.ra Clinton,dagli occhi dolci,diventa inflessibile qualche volta. Ma Ahmadinejad forse troverà un accordo per lui conveniente e non rischioso.

Bisognerebbe avvertire Veltroni di darsi una calmata. I dissidenti iraniani sono certamente da preferire agli aytollah e al loro burattino telecomandato Ahmadinejad, e probabilmente sono anche contro il terrorismo e l'atomica. Ma non sono molto diversi dagli altri islamici e vanno trattati con grande prudenza.