4 febbraio 2012 - 07:29

Società

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Gli operai di Termini a Fiorello: boicotta la Fiat

«Caro Fiorello la Sicilia e i siciliani ti amano per quello che sei stato, per quello che sei... ma vederti in tv a pubblicizzare la Fiat...nooo!!!! Ti chiediamo di sospendere la pubblicità (anche momentaneamente) in onore di Termini Imerese! Orgoglio siculo! Dimostraci la tua sicilianità!». Dopo che l'azienda ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Termini, operai e semplici cittadini siciliani ricorrono a Facebook per chiedere allo showman di interrompere gli spot del Lingotto, in segno di solidarietà per i corregionali minacciati di licenziamento. Sono già sei i gruppi, per un totale di un migliaio di iscritti. Su uno di essi i componenti sono quasi 500, così come gli appelli che spesso fanno leva sul senso di appartenenza del comico alla sua terra. Si va da «vai Fioreee fatti sentire!», a «i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!». Mentre Gino Cosenza scrive: «Fiorello sono un lavoratore dello stabilimento Fiat di Termini Imerese dopo 13 anni che ci lavoro mi stanno licenziando ti prego: interrompi la pubblicità che Fiat ti fa fare. So che è un contratto che hai fatto con la casa torinese ma da buon siciliano pensa a noi 2200 lavoratori, ti vogliamo bene. I lavoratori Fiat di Termini Imerese». Gli appelli si susseguono con enfasi: «Fiore... dacci una mano per favore… dillo chiaro e forte che non chiudano la stabilimento Fiat di Termini Imerese… magari a te ti ascoltano... rifiutati di fare spot Fiat". Non manca chi ricorre al dialetto («nun fari u surdu all'appellu de Siciliani») e chi chiede a al comico: «Sai cosa significa licenziare quegli operai? Significa, in un territorio governato dalla mafia, mandare per strada 2200 famiglie». Mentre alcuni si adoperano affinchè il messaggio arrivi a destinazione, lanciando il passaparola tra i contatti e sulla bacheca del fan club di Fiorello.

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commenti dei lettori

In Italia c'è il culto della beneficenza, è giusto questa apre anche le porte del Paradiso, il problema è che questa passa dal lavoro fatto da chi sgobba per le mani di chi lavora di lingua e ritorna nelle mani di chi si è venuto a ritrovare senza lavoro a causa del malfunzionamento degli apparati dello stato e dell'organizzazione del lavoro, i quali sanno ben parlare ma razzolano male. Va bene il "Sociale" ma non dovrebbe essere una beneficenza per parenti e amici anche facoltosi. Mi è piaciuto Attilio, ma non fare accostamenti alle prostitute, in confronto queste sono più utile alla società, anzi sono indispensabile ed essendo un prodotto di tutte le società uno stato, onesto, le dovrebbe tutelare.

In Italia c'è il culto della beneficenza, è giusto questa apre anche le porte del Paradiso, il problema è che questa passa dal lavoro fatto da chi sgobba per le mani di chi lavora di lingua e ritorna nelle mani di chi si è venuto a ritrovare senza lavoro a causa del malfunzionamento degli apparati dello stato e dell'organizzazione del lavoro, i quali sanno ben parlare ma razzolano male. Va bene il "Sociale" ma non dovrebbe essere una beneficenza per parenti e amici anche facoltosi. Mi è piaciuto Attilio, ma non fare accostamenti alle prostitute, in confronto queste sono più utile alla società, anzi sono indispensabile ed essendo un prodotto di tutte le società uno stato, onesto, le dovrebbe tutelare.

Purtroppo con l'avvento della competitività mondiale e il fatto più che ovvio che non si può cambiare macchina ogni anno quello che sta succedendo non è nulla di sorprendente, una sede come quella di Termini Imerese ha costi di gestione molto elevati e a tutt'oggi non ha un ritorno economico tale da poter continuare ad esistere, è chiaro che non si può licenziare così tanta gente in un colpo solo, ma è anche vero che in questo mondo ciò che non si vende non ha motivo di esistere, nessuno di noi investirebbe su qualcosa che gli fa solo perdere soldi. purtroppo dobbiamo cominciare ad avere una visione più Americana del lavoro "il lavoro fisso andrà sparendo e bisogna entrare nell'ottica che sarà normale cambiare lavoro in maniera frequente" alla fin fine non si può pretendere che ogni ditta di una certa dimensione non appena si presenta con problemi finanziari e solo per non far perdere il posto ai suoi dipendenti si debba sentire in dovere di ricevere soldi dallo Stato, lo Stato non è un benefattore che aiuta tutti! le ditte aprono e chiudono e questa è la legge del mercato, lo Stato non dovrebbe mai intervenire.

Mi sono dimenticato di citare la mia fonte per quanto detto sul futuro Alfa Romeo, quindi provvedo a colmare la lacuna: http://www.alvolante.it/news/alfa_romeo-163906

Sono stato fin adesso riluttante a commentare l'articolo per il semplice motivo che ho faticato a trovare parole che non superino la decenza: ciò che è certo è che la linea di condotta della dirigenza Fiat l’abbia ormai abbandonata. Un tempo era la più importante casa automobilistica italiana, adesso è un pericolo per i propri dipendenti: dopo aver incassato gli aiuti di stato per decenni; dopo aver creato un monopolio in Italia ben al di la della legge della libera concorrenza; dopo aver invaso il mercato italiano con prodotti scadenti pagati ben oltre il loro valore; dopo aver rovinato marchi storici come Alfa Romeo e Lancia o aver chiuso l’Innocenti e OM; dopo aver monopolizzato la vita politica del Paese con dichiarazioni di simpatia verso tal partito o tal altro per meri interessi personali; dopo aver speso cifre astronomiche per la Juventus e la Ferrari, il suo amministratore delegato (Sergio Marchionne) si presenta candido, e senza un filo di rimorso, dinnanzi alle telecamere a dichiarare che manderà in cassa integrazione migliaia di persone. E’ di pochi giorni fa la notizia che molta della produzione futura dell’Alfa Romeo, riguardante nuovi modelli come le eredi della 159 e della 166, qualora venga messa in produzione sfrutterà i mezzi Chrysler negli Usa: dunque anche la produzione Alfa avrà una riduzione in Italia. Alla luce di tutto questo mi chiedo come possano il Presidente del Consiglio e i ministri rimanere quasi impassibili senza prendere decisioni drastiche, perché dispiace dirlo, ma proprio di una reazione forte necessita una situazione che, già oggi, si può definire drammatica. Non si può e non si deve consentire alla Fiat di abbandonare l’Italia al proprio destino, non dopo tutto quello che l’Italia le ha dato: se all’opposizione un tema fondamentale e critico come quello di Termini Imerese non desta interesse; se agli ex componenti di FI pare tutto normale, gli ex anneini devono distinguersi per la loro formazione sociale-missina! Temi sociali sono nel nostro DNA, e spero che lo siano ancora anche nel loro: me lo auguro, altrimenti saranno davvero guai seri, perché certi argomenti e certe iniziative possiamo trattarli solo noi con serietà e, mi si perdoni la citazione un po’ forzata, Giorgio Almirante in un famoso e bellissimo discorso in Piazza del Popolo disse che “L’Europa o va a Destra o non si fa!”: parafrasando potrei dire che o il governo va a Destra o non si reggerà sulle proprie gambe, ma soprattutto, riprendendo ancora una frase di quel discorso, “la Destra o è coraggio o non è!”.

Siamo in un Paese dove i disonesti sono più numerosi delle persone per bene, dove la Magistratura deve vergognarsi e i delinquenti non devono essere disturbati ; la corruzione manca poco che sia quasi riconosciuta giuridicamente e può permettersi di definire soltanto come “cattiva amministrazione” quella che è una associazione a delinquere , di ogni ordine e grado , che combina, commissiona, commistura, appalta e favorisce , ma soprattutto elargisce a spese dei più deboli il danaro ricavato da tasse che pagano solo i poveri. Gli altri, spendono in lussuosi bordelli, avendo a mente che la prostituzione quando è povera è sinonimo di squallore deprecabile, nonché vietata, quando è di alto bordo è lecita e simbolo di virilità. Le due categorie sono accomunate solamente dall’idea che di spregevole ci sarebbero soltanto le prostitute. Creature, vittime irriconoscibili, destinate dall’opportunismo dei potenti, al disprezzo di giorno ed ai favori di notte. Predicare bene e razzolare male è l’esempio a cui sono invitati quelli che ancora desistono e intendono persistere malgrado, sia chiaramente visibile che mentre tu sali sui tetti per ottenere di morire di lavoro, l’altro, è capace anche aspettare che ti ammali per godere dei proventi del tuo ricovero in luoghi sacri alla corruzione. I moralisti in questo paese sono idioti di bassa levatura. Al pari dell’onestà, che già non è più quella conosciuta un tempo e dunque sovversione. Tanto è che regalare aeroplani a ns spese significa investire per il ns bene nella sanità privata. Se poi quel Procuratore della Stato , in una TV di Stato, dice che la delinquenza organizzata ha i suoi rappresentanti e le sue lobby dove si governano miei diritti, o, è per il mio bene, oppure è un complotto, e così , ogni volta che si vogliono sconvolgere le regole della incivile convivenza. La mafia si arresta di giorno e di notte si vendono i suoi beni . allo stesso modo si recuperano i denari. Chi informa diversamente discredita e deve tacere. Se insisti, gli sgherri, per la pochezza della loro natura, potranno sempre metterti alla berlina. Insomma ,Se vuoi essere onesto devi avere paura, devi nascondere la tua indole e tacere la tua ribellione. Sei minoranza nell’epoca che vivi e, non solo sei superato, ma mentalmente antiprogressista e reazionario e da ciò discende la tua incapacità di apprendimento delle arti truffaldine. Dire che facendo di tutta un’erba un fascio si sbaglia, è il modo per non dire che la mano sinistra e quella di destra hanno la stessa lordura che ne copre quasi interamente le parti. E’ tuo è l’avvilimento, ma solo perché non sai riconoscere che quella mescolanza ,liberamente, pubblicamente ed impudicamente, può tutto. C’è una cosa però che mi tortura la mente, dove sono gli scribi che mi hanno inculcata questa onestà!! Coloro che hanno preteso appartenergli il diritto all’insegnamento morale, cosa è che gli fa benedire questo pattume,(fatto eccezione, che non si tratti di fatti loro anziché del gregge), che cosa è accaduto per trasformare il tempio , quale decima è stata pagata. Attilio Monfregola

Abate Faria dice bene se afferma che la dirigenza aveva fatto già le sue scelte né poteva essere altrimenti.La manodopera costa e se gli operai sono male organizzati contano poco o niente, tanto è vero che gli stipendi dei dirigenti,le orgie,il lusso, lo spreco,l'abuso,le frottole raccontate e credute,le divertenti favolette per creduloni e disinformati sono all'ordine del giorno. Ci troviamo di fronte a lavoratori sempre più poveri,senza futuro,senza diritto alla pensione e alla malattia,senza idee concrete e realizzabili,strumentalizzati da imbonitori di masse che fanno sempre e solo i loro interessi. Credete che questo andazzo possa durare all'infinito grazie alla disinformazione che confonde le idee,facendo credere che magistrati,polizia,carabinieri,guardie di finanza non sappiano più fare bene il loro lavoro o che la costituzione italiana sia tutta sbagliata? Né l'lternativa politica può essere basata su destra,centro e sinistra,termini astratti senza significato concreto, se poi c'è un partito trasversale che pensa solo ad arricchirsi,accaparrandosi tutto e credendo che le casse dello stato siano il pozzo di San Patrizio alimentato dai più fessi che pagano le tasse per tutti.Quello che è avvenuto in Grecia con amministratori ladri,disonesti e senza scrupoli non ha un' etichetta di destra,centro o sinistra. Ha solo l'etichetta della ingordigia senza limiti, dalla quale nessuno intende assolutamente recedere.Il cancro dell'economia greca rassomiglia al cancro portoghese,spagnolo,mondiale ed italiano perché la cura non è efficace senza il rispetto delle regole del vivere civile. O si cambia o si va verso il baratro. Comunque ci sono sempre più guerre come alternativa possibile che continuano ad arricchire chi è straricco e ad impoverire i disperati che alla disperazione devono, purtroppo, aggiungere anche il lutto,l'invalidità permanente,la malattia e ogni danno possibile. Dimenticavo la cosa più importante: c'è sempre la speranza che i polici ladri e lostofanti se ne vadano prima che sia troppo tardi per loro, facendo quello che la famiglia reale italiana fece saggiamente quando capì che era troppo rischioso restare in Italia. Se lo ha fatto il re,lo potrebbero fare anche quelli che non lo sono.Ma,in realtà,penso che alcuni governanti ed amministratori più disonesti ed ingordi siano molto meno prudenti della famigia reale o forse addirittura sprezzanti del pericolo,tali da non aver più timore di niente e di nessuno.

I lavoratori della Fiat di Termini, fanno bene a tentarle tutte, ma credo che la Dirigenza Fiat, che non aveva certo bisogno di gettare la maschera, perchè non hai più nemmeno una faccia dove appoggiarla, da tanto tempo, la scelta l'avesse già fatta da anni, e se non avesse goduto dell'ennesima regalia del governo per mezzo dei vari incentivi, Termini Imerese era già chiuso da tempo. Ci sono i soldi per rilevare o partecipare altre aziende automobilistiche all'estero, in Europa come in America, ci sono i dividenti, per attirare i piccoli risparmiatori, quelli che si vedranno il capitale dimezzato ed il perchè non lo sapranno mai, ci sono dirigenti con stipendi, liquidazioni e pensioni da capo giro, ma non ci sono i soldi per gli OPERAI. Verrebbe da ridere, ma la cosa è talmente seria, che allora non CI RESTA CHE PIANGERE. Che dire? E soprattutto chi deve dire ? Qualcosa e a chi ? In parlamento si raggiungono quorum elavati di consenso, sfiorando o addirittura raggiungendo l'unanimità quando si delibera un aumento di stipendio per gli onorevoli, oppure si autoconcedono altre agevolazioni, come se ne avvesero poche. Lo stesso accade nei CDA del Lingotto. Agnelli & C., han sempre fatto i paladini della sinistra, snob ed acculturati, vezzosamente e ipocritamente schierati con le " masse ", e c'era anche chi ci credeva, e li incensava, oggi ELLECIDIM, vuol far credere che mai Lui/Fiat ha beneficiato degli aiuti statali, ed anche oggi c'è chi ci crede. Un consiglio a tutti i lavoratori di Termini, " fatevi in casa la Vostra rappresentanza ", lasciate da parte, i sindacati, i politici e i falsi maghi e stregoni, avrete capito che oggi tutti pensano per se e per le proprie tasche, che non esiste un sistema sociale, perchè chi diceva di fare il sociale, faceva solo gli interessi di una certa parte faziosa e prevaricatrice, che recepiva a piene mani, fondi ed aiuti statali, per crearsi un apparato dirigente lautamente retribuito, ed in questo pentolone non c'era posto per chi ne aveva realmente bisogno, i soldi per loro, per i poveri non c'erano mai. Per cortesia non smettiamo mai di mollare, la gente per bene è con voi, però dorme di un sonno profondo, ma cosi profondo.......

La questione "termini imerese" è molto complessa ed è strettamente legata ai costi di produzione. Non si riesce a vendere ciò che costa troppo o che gli italiani non possono comperare perché non prioritario. Se esistono altre nazioni dove il costo della manodopera è basso,l'azienda viene spostata dai dirigenti altrove. Questa è la realtà che occorre affrontare e cercare di capire. Finora si è seguito il principio sbagliato di affidare e dare tutto a chi ha già tutto. Ci vuole una svolta decisiva verso un mondo più equo ma questo è utopistico e fuori della realtà. Se non lo si vuol capire occorre prepararsi alle prevedibili conseguenze di"scontri tra titani" di ogni genere e in ogni nazione.E' la disperazione e la mancanza di tutto che porta a comportamenti anomali e criminali.Ma la cosa più grave è il disprezzo assoluto delle regole del vivere civile. E' l'egoismo la causa di tutti i mali ma nessun egoista al mondo riconosce di esserlo.

Anche se non specificatamente inerente a Fiorello e la Fiat, relativamente al discorso FIAT e Termini vorrei ricordare quanto scritto nel Sett 1981 da Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Laborem Exercens - L'uomo è centrale nel lavoro e nell'Impresa. Nell'Enciclica poi si richiama ad instaurare un nuovo Ordine sociale fondato sui diritti dei lavoratori e sulla dignità del lavoratore. Nell'Enciclica del Maggio 1991 Centesimus Annus, il Papa richiama il Mondo ad un nuovo Rapporto tra l'Economia e l'Uomo, l'Economia deve essere al Servizio dell'Uomo e non viceversa. Fiorello ma non solo lui dovrebbero far setire forte la loro Voce.