«Internet costituisce un potente mezzo di comunicazione e di interazione tra gli uomini, un simbolo della modernità, uno strumento mediatico la cui fruibilità è sempre più ampiamente diffusa. Eventuali reati e abusi perpetrati attraverso tale strumento devono certamente essere severamente perseguiti»: lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato all'associazione “Telefono Azzurro”, che ha organizzato stamani un convegno in occasione del “Safer Internet Day”. Secondo Fini, inoltre, la facilità per i ragazzi di accedere ad Internet e di assimilarne i messaggi «pone le istituzioni e la società, la famiglia in particolare, di fronte a precise e ineludibili responsabilità». «Non si tratta peraltro - avverte - di controllare o di vietare l'uso di Internet, ma di promuoverne sempre più efficacemente la funzione educativa, di conoscenza, di ricerca e di approfondimento culturale, consentendo così ai giovani di affrontare con maggiore padronanza le sfide di una società in continua trasformazione».
Sulla stessa linea il commento del vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli: «Non occorre criminalizzare Internet, ma le istituzioni europee devono impegnarsi maggiormente per proteggere i minori e responsabilizzare le nuove generazioni ai potenziali rischi del web. Nessun intento di criminalizzare Internet e le nuove tecnologie, ma collaborare tutti per un ambiente virtuale più sicuro soprattutto per i minori». «La Commissione ha evidenziato e segnalato a provider e autorità di tlc - prosegue - alcune lacune rispetto al raggiungimento di un adeguato standard di protezione: le informazioni sulla sicurezza hanno spesso come target principale i genitori, non invece i ragazzi o gli insegnanti. Gli strumenti di vigilanza “parental control” in alcuni casi sono molto limitati. Alcuni social network permettono la disattivazione del profilo ma non la completa eliminazione. I meccanismi di segnalazione degli abusi sono parzialmente efficaci in quanto non sono visibili in ogni momento e non si ha la certezza sull’effettivo trattamento della richiesta di intervento in seguito alla segnalazione. Solamente alcuni siti forniscono ampie informazioni sui rischi potenziali che corre il minore nel pubblicare le sue foto o i suoi contatti personali. È quindi difficile trovare informazioni sui rischi specifici». «Spesso è possibile effettuare la ricerca di utenti con un’età di 12 anni o anche minore all'interno dello stesso sito o visualizzare il profilo di minorenni attraverso un comune motore di ricerca. Le istituzioni europee - conclude Angelilli - devono impegnarsi maggiormente per proteggere i minori e responsabilizzare le nuove generazioni ai potenziali rischi del web».
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