8 febbraio 2012 - 04:24

Gascoigne, un campione dal sorriso "eterno"

Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno. Quando Friedrich von Schiller scrisse questa frase probabilmente pensava a Paul Gascoigne. Pensava ai sorrisi che il fenomeno inglese ha strappato per anni ai milioni di tifosi che hanno avuto la fortuna di vederlo giocare con la maglia della propria squadra del cuore, ma anche a chi ne ammirava le giocate da avversario. Paul Gascoigne nasce il 27 maggio 1967 a Gateshead, in Inghilterra. Uno dei più raffinati talenti calcistici che siano mai esistiti. Esordisce con il Newcastle nella Premier League a soli 17 anni, per fare la prima apparizione con la maglia dell’Inghilterra a 21, quando era già passato al Tottenham. L’esplosione a livello mondiale avviene durante Italia ’90: Gazza è il principale artefice dell’ottima prova dell’Inghilterra che raggiunge le semifinali: dal 1966, (mondiali vinti in casa) ad oggi, solo nel ‘90 l’Inghilterra è arrivata in semifinale dei mondiali. Gazza fece vivere “notti magiche” a tutti gli appassionati durante il torneo. Fece emozionare tutto il mondo al punto che, l’intero pianeta, guardando la semifinale con la Germania restò attonito davanti alle immagini trasmesse: Gascoigne, durante la partita, era in lacrime. Era appena stato ammonito e poiché diffidato, quel cartellino giallo lo avrebbe costretto a saltare l’eventuale finale. Era il giocatore simbolo di quei mondiali e l’Italia intera, ancora delusa dall’eliminazione subita la sera prima, si immedesimò nelle lacrime di questo ragazzo di 23 anni che vide svanire d’un tratto la finale di Roma.
In seguito Gazza, quasi a volersi vendicare del destino, a Roma ci giocò comunque, ma la strada fin lì, anche questa volta è sofferta: nell’ultima partita col Tottenham, si rompe il crociato.
Alla Lazio in tre anni crea un legame, anzi un “feeling”, ancora oggi indissolubile con i tifosi.
A Roma segna uno dei gol più belli della storia del calcio contro il Pescara e segna al novantesimo il gol del pareggio nel derby. Nel 1995 va ai Rangers, con i quali vince due campionati. Le ultime squadre di rilievo nella sua carriera sono Middlesbrough ed Everton.
A pochi giorni dal suo quarantatreesimo compleanno, abbiamo volutamente sorvolato sui suoi problemi di alcolismo, poiché un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno, ed è così che vogliamo rendergli omaggio: pensando a quel sorriso che Paul Gazza Gascoigne ha stampato sui volti di tutti noi.

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commenti dei lettori

Lo ricordo ancora con affetto quando venne a giocare nella Lazio. Peccato che non è riuscito a dare il meglio di se.

Un sorriso è uno squarcio nel plumbeo, una fugacità nel tempo, una lacrima ne palesa la sofferenza in esso. Auguri Gascoigne che la fugacità cancelli la sofferenza