4 febbraio 2012 - 07:09

Addio al papà dell’ape Maya, icona anni ’80

Maurizio Bruni

Marty Murphy, creatore e disegnatore del popolare cartone animato L’ape Maia

Il cartoonist statunitense Marty Murphy, creatore e disegnatore del popolare cartone animato L’ape Maia, è morto nella sua casa di Los Angeles all’età di settantasei anni. La notizia della scomparsa, che in realtà risale a giovedì scorso, è stata data dalla nipote dell’artista, Judy Kaenel Czajka, al Los Angeles Times. La notorietà di Murphy è comunque legata ad uno dei personaggi dei cartoni animati più conosciuti, l’Ape Maia, le cui avventure sono state tradotte in quarantatré lingue e trasmesse in oltre cinquanta paesi.
Creata e disegnata nel 1975 da Marty Murphy, la serie è tratta dai racconti L’Ape Maia e le sue avventure (1912) e Il popolo del cielo (1912) dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels (1881-1952). In Italia Maia arrivò nel 1979, trasmessa su RaiUno: qui i simpatici disegni di Murphy e la celebre canzone cantata da Katia Svizzero («Vola, vola l’Ape Maia...») conquistarono da subito i più piccoli. Il cartone animato de L’ape Maia fu realizzato grazie a una co-produzione tedesco-giapponese dalla Apollo Film e dalla mitica Nippon Animation. E Maia diventa un fenomeno di gradimento di massa (non solo in Italia, negli Stati Uniti, ad esempio, viene trasmessa dal network Nickelodeon), e per tutti gli anni Ottanta impazzano i gadget che la riguardano: oltre ai libri, agli album di figurine o da colorare, ai pupazzi, alle spillette, agli albi di fumetti, a tutto l’occorrente per la scuola, si trovano cose curiosissime, come lo shampoo dell’ape Maia.
L’ideatore del delizioso personaggio dell’ape Maia era stato in realtà lo scrittore tedesco Waldemar Bonsels, che nel 1912 pubblicava il romanzo per bambini “Die Maia und ihre Abenteuer” (Le avventure dell’ape Maia). La storia era centrata sul percorso educativo che Maia compie nella sua esistenza, attraverso le avventure che vive con gli amici Willy e Flip, trasformandosi, da giovane ape curiosissima e spensierata, in un’adulta responsabile con un ruolo importante nella sua comunità. Il romanzo ebbe subito un grande successo, principalmente nei paesi di lingua tedesca, e nel 1924 il fotografo tedesco Wolfram Junghans dirige un curioso film, ispirato al libro, in cui “recitano” insetti vivi, considerato oggi l’antenato dei “live action” moderni (i film con attori in carne e ossa, in questo caso zampe e ali, che interpretano personaggi del mondo dell’animazione). La pellicola originale è stata restaurata nel 2005 dal Finnish Film Archive insieme al Bundesarchiv-Filmarchiven, e proiettata ad Amburgo e Helsinki. Ma nell’immaginario il personaggio resta quello disegnato da Marty Murphy, il creativo che ha inoltre lavorato come fumettista per 45 anni per la rivista Playboy, dove esordì con le sue strisce nel lontano 1963, pubblicando complessivamente 348 lavori a fumetti. Nel mondo dei cartoon, Murphy aveva iniziato nel 1962, collaborando anche alla realizzazione del bel film d’animazione Il canto di Natale di Mister Magoo, per entrare poi nello staff Hanna & Barbera.
Tra i suoi lavori per l’animazione figurano numerosi episodi di Fritz the Cat e ha scritto tanti soggetti per DuckTales, Garfield and Friends e Tom and Jerry. Per la Nippon Animation ha creato la serie «Bambino Pinocchio» ed ha scritto il soggetto di Little Nemo. Murphy lavorò con grande soddisfazione alla creazione di L’ape Maia, da lui stesso pensata come ricca di contenuti educativi e pedagogici, un cartoon intramontabile in cui dietro la descrizione delle scoperte di Maia, c’è la crescita interiore della protagonista, la ricerca del suo ruolo nella comunità delle api. Maia è curiosa, impaziente di scoprire il mondo, di conoscere nuovi amici, di non fermarsi alle apparenze. Tutta la vasta gamma di personaggi che incontra, non sono altro che i modelli di altrettanti «esemplari» della società umana.