«Mi spiace che queste parole vengano da chi conduce un’azienda che nei decenni pregressi è stata fortemente sostenuta dallo Stato per mantenere i livelli occupazionali». Il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine di un convegno sulla sussidiarietà a Palazzo Giustiniani, commenta così le parole di oggi dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, che in un’intervista alla Stampa conferma l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. «Un fatto scellerato» dice la seconda carica dello Stato che si augura «non succeda» perchè Termini Imerese «è un polo industriale strategico del Mezzogiorno e il Mezzogiorno non può consentirsi questa grande battuta di arresto». «Mi auguro fortemente che qualcuno ci ripensi» aggiunge Schifani che ritiene necessario «guardare con una strategia complessiva quelli che sono i problemi della produzione italiana come sta facendo il governo». «Ritengo che anche la Fiat - dice Schifani - debba guardare all'interesse etico-sociale della produttività e del lavoro». Secondo Schifani, «occorre fare squadra, fare sistema tra mondo produttivo e mondo delle istituzioni, in un momento in cui la crisi tocca anche l'Italia». «Bisogna guardare al senso etico del fare impresa, aumentare e mantenere i livelli occupazionali. Questo - sottolinea il presidente del Senato - significa richiamarsi a quella coesione sociale della quale il capo dello Stato spesso ci fa insegnamento».
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