11 marzo 2010 - 20:27

Schifani, chiusura “Termini” scellerata, niente aiuti alla Fiat

«Mi spiace che queste parole vengano da chi conduce un’azienda che nei decenni pregressi è stata fortemente sostenuta dallo Stato per mantenere i livelli occupazionali». Il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine di un convegno sulla sussidiarietà a Palazzo Giustiniani, commenta così le parole di oggi dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, che in un’intervista alla Stampa conferma l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. «Un fatto scellerato» dice la seconda carica dello Stato che si augura «non succeda» perchè Termini Imerese «è un polo industriale strategico del Mezzogiorno e il Mezzogiorno non può consentirsi questa grande battuta di arresto». «Mi auguro fortemente che qualcuno ci ripensi» aggiunge Schifani che ritiene necessario «guardare con una strategia complessiva quelli che sono i problemi della produzione italiana come sta facendo il governo». «Ritengo che anche la Fiat - dice Schifani - debba guardare all'interesse etico-sociale della produttività e del lavoro». Secondo Schifani, «occorre fare squadra, fare sistema tra mondo produttivo e mondo delle istituzioni, in un momento in cui la crisi tocca anche l'Italia». «Bisogna guardare al senso etico del fare impresa, aumentare e mantenere i livelli occupazionali. Questo - sottolinea il presidente del Senato - significa richiamarsi a quella coesione sociale della quale il capo dello Stato spesso ci fa insegnamento».

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commenti dei lettori

Purtroppo quando si parla di Politica Industriale, Programmazione Economica e di Filosofia Aziendale non possiamo e non dobbiamo assolutamente farci prendere da una sorta di idealismo puro e semplice altrimenti sconfineremmo nel velleitarismo e nell'incoscienza che ci condurrebbe solo al fallimento della società in cui ognuno opera nei più diversi ruoli. Se poi aggiungiamo anche il fatto che ormai il mondo è completamente globalizzato allora avremo sicuramente il quadro completo per operare le scelte migliori. L'ideologia non ci porterà a raggiungere il benché minimo obiettivo. Non si deve dimenticare che dobbiamo costruire una società diversa ben sapendo che, se faremo le scelte migliori (diverse totalmente dal populismo becero), potremo rivivere un nuovo Rinascimento. Ma occorre essere razionali e rapidi nelle decisioni a qualsiasi costo; questo è ciò che dovremo tener ben presente nelle nostre scelte. Che tutti vadano a ristudiare cosa la Sig.ra Tatcher e il Governo da Lei presieduto scelse a proposito delle miniere di carbone e dell'industria dell'auto britannica che attualmente produce il triplo delle auto rispetto all'Italia. Chiedo scusa ma tutti dobbiamo prendere coscienza di questo altrimenti l'unica prospettiva per il nostro paese è solo un altro fallimento proprio a scapito delle nuove generazioni con tutte le conseguenze che ne deriveranno. Cordialmente.

credo sia arrivato il momento di discutere in Europa di un nuovo contratto di lavoro esteso a tutti i membri, altrimenti questi "industrialetti" si insinuano in zone dove trarre maggiori profitti, per loro ovviamente e non per il benessere della società ormai globalizzata.

Credo che la eticità imprenditoriale sia da quasi tutti intesa come quella cosa utopistica,buona,dettata dal cuore per impegno filantropico.Balle,è solamente l'indispensabile lungimiranza che ha consentito all'imprenditoria avveduta di avere il sano e meritorio sviluppo che ha consentito per alcuni decenni di prosporare alla maggir parte della gente e alla potenza che ha assunto ogni tipo di imprenditoria fino agli anni ottanta.Quando la Fiat andò nell'ex URSS,e la mentalità industriale risentiva ancora di grandi come Vittorio Valletta e Adriano Olivetti,il costo dela produzione,aldilà della qualità intrinseca,era assolutamente ridicolo,ma non certo per pura filantropia non fù trasferita la produzione,ma semplicemente esisteva ancora la lucidità di comprendere che chi veniva sottopagato non poteva essere consumatore di tale prodotto,mentre la disoccupazione lo avrebbe completamente bloccato in Patria.Qualcuno però è riuscito per alcuni decenni,ben supportato non certo gratuitamente da certa classe politica e sindacale a concliare la botte piena(la sua) con la moglie ubriaca,senza avere la minima sensibilità sul livello zero raggiunto dalla nostra botte.Parlando di aiuti di stato poi, anche il più sprovveduto dei Torinesi afferma a ragionveduta che fare gli industriali dagli anni '80 in poi,quasi ad esclusivo carico del contribuente,tutti sono capaci soprattutto con certi risultati.La grande industria Italiana si è abituata a chiedere senza dare niente in cambio,anche perchè fino a ieri certa classe politica si è ben guardata dal chiedere.Si aggiunga a tutto ciò il fatto che i prodotti di punta di Fiat sono prodotti solo all'estero con prezzi più assimilabili alla gioielleria che all'automobile,come possono parlare di competitività?Eppure la manodopera l'hanno a costo irrisorio,le normative a tutti i livelli dove stanno producendo sono inesistenti,il sangue nostro continuano a spillarlo,non è forse che oltre ad essere degli assoluti incapaci dietro ci sia anche tanta parte di arroganza e truffaldinità?A Paolo di Trieste per quanto attiene al Sig.Marchionne e al risanamento consiglierei di parlare con qualche piccolo azionista per verificare il come e il suo livello di soddisfazione.All'antitrust sempre tanto attenta chiederei di farmi il nome di fabbriche automobilistiche Italiane non riconducibili a Fiat e tant'altro.Il fatto più grave a mio avviso è che a livello globale,ma soprattutto in Italia l'unica speranza è che certi pseudo imprenditori vengano messi nella condizione di non nuocere,e sono convinto che senza troppi sforzi anche legalmente sia possibile farlo,e non mi si venga a dire che così si decapita l'economia,poichè i vecchi(ora lo sono pure io,dicevano che il pesce puzza dalla testa.Ad majora.

La chiusura dello stabilimento siciliano è una conseguenza dell'impossibilità da parte di molti di comperare un' auto nuova. Chi non riesce a sbarcare il lunario ha altre priorità da affrontare. Occorre anche in ciò una ri(e)voluzione, se non si vogliono chiudere altri stabilimenti e far fallire altre aziende, riducendo ancora più il giro di affari generale a spese di tutti. Non si può continuare con la politica che dà sempre più a chi ha già avuto troppo, a meno che non si miri, da irresponsabili, ad "uno scontro tra titani" che quanto prima ci sarà. Necessita, invece, incentivare la produzione allo scopo di far consumare prodotti più richiesti e necessari per gli italiani, attraverso anche una più equa distribuzione dei redditi,basata non certamente sulla libertà di evadere il fisco come è avvenuto finora in molti casi.Per cortesia,individuamo in tempo i guerrafondai irresponsabili, veri e pericolosi, prima che ci siano numerosi guai seri per tutti e per le nuove generazioni senza speranza e senza futuro. Per acquistare auto occorre avere o guadagnare i soldi per poterlo fare.Lo Stato non può essere Babbo Natale all'infinito con i soldi dei risparmiatori. Occorre produrre ciò che si vende ed é compatibile con le richieste di mercato. In alternativa necessita una riconversione industriale e produrre,di conseguenza, beni più necessari e ad un costo di concorrenza e ragionevole.

Al Sig.Marchionne va riconosciuto il merito di aver saputo risanare la FIAT. Nei primi anni 2000, L'Azienda Torinese era ormai vicina alla Bancarotta. Marchionne ha preso le redini di questa Azienda e l'ha risanata cambiando la mentalità imprenditoriale della Fiat stessa. Non possiamo dimenticare pero' che spesso in momenti difficili la Fiat per abbattere i Costi, troppo spesso ricorreva alla Cassa Integrazione. Questo è un dato innegabile. Si potrà dire anche che il Prodotto FIAT anni 80-90 non era il migliore e quindi non c'erano altri mezzi per far quadrare i conti. Ma la FIAT dovrebbe anche riconoscere il ruolo del Governo Italiano che sempre è venuto in soccorso della FIAT, anche troppo forse. In tutto questo discorso si dimentica purtroppo che sostanzialmente il termine Cassa Integrazione significa una Famiglia che per X mesi deve vivere con 850 Euro mese. Si abusa di una parola senza capire il dramma che c'e' dietro. Ora la FIAT dopo aver acquisito la Chrysler, dall'alto della sua posizione, si sta dimenticando del Governo Italiano che ha aiutato la Fiat pagando centinaia di mln di Euro in CIGS o Contributi alla Rottamazione, si sta dimenticando di tutti gli Operai che hanno accettato di lavorare a 850 Euro mese. Mi sembra un po' troppo semplice chiudere Termini ed assumere operai in Serbia (come già annunciato). Qui però si entra in un discorso troppo complicato da affrontare in poche righe come il divario che esiste tra il Costo del Lavoro in Italia e quello dei Paesi Emergenti. Sullo Stato Sociale Italiano e quello applicato dai Paesi Emergenti. Purtroppo la Globalizzazione ha portato tutte le Aziende a dover competere su tutti i Mercati. Ma su questi Mercati non ci sono le stesse regole che abbiamo noi in Europa. Ritornare al Protezionismo applicando Dazi sarebbe sicuramente un errore. Ma bisognerebbe affrontare questo aspetto in maniera concreta. Chi paga oggi il prezzo piu' alto è ancora la Famiglia e solo la Famiglia. Oggi le nostre Fabbriche chiudono perchè non possiamo competere con i costi della manodopera dei Paesi Emergenti, dove il Lavoratore non ha la stessa Tutela che abbiamo oggi noi in Italia e si sa che lo Stato Sociale ha un certo costo. Come ha detto il Pres del Senato, si dovrebbe ritornare all'Economia Etica e non guardare solo il Guadagno. L'Arbitro del Mercato purtroppo pero' non è piu' l'Etica o la Morale Cristiana, oggi le Aziende si misurano in base all'EBIT, al Debito a lungo, al MOL all'Order Intake. Le Aziende devono rispondere ai propri Azionisti e si sa tutti vogliono i Dividendi. Il Mercato non guarda piu' all'Uomo ed alle sue esigenze, il Mercato guarda al Profitto, al Margine. Non vorrei tornassimo al Lassaiz Faire Smithiano. Oggi dopo la Crisi Finanziaria, si parla di Regulators per le Aziende di Credito. Ci stiamo dimenticando che la Crisi Finanziaria ha infettato anche l'Industria. Quindi giusto proporre nuove Regole per le banche oppure limitare l'espansione della taglia delle Banche, ma ci vogliono REGOLE NUOVE PER TUTTO il MERCATO altrimenti in Europa rimarrà solo il Terziario e Prodotti del settore Lusso.

In questo nostro paese si continua a non voler fare una seria politica economica da parte di tutti i governi sin qui succedutisi. Ma come si può continuare su questo tono quando proprio lo stabilimento di Termini Imerese è costato circa 21 miliardi di € allo stato italiano. Continuiamo ad essere completamente infettati da una politica strategica economica del tutto fuori da ciò che dovrebbe essere. Solo populismo spicciolo e di bassa lega. Che i politici quando non conoscono la materia si tacciano per sempre altrimenti continueranno a fare disastri su disastri sperperando danaro pubblico a spese dei contribuienti solo per rimandare la soluzione, ammesso e non concesso che la conoscano (cosa di cui dubito molto). Ma per favore! E' mai possibile che per apparire in qualche modo si debbano fare affermazioni del genere o simili? Che tristezza tutto ciò! E' proprio vero: DEL BUON TACER NON FU MAI SCRITTO! Cordialmente.