8 febbraio 2012 - 04:29

Fini e Berlusconi: ora i centrodestra sono due

Benedetto Della Vedova

La strategia agostana dell’“auto-ribaltone” berlusconiano ha inchiodato tutti ad un tatticismo esasperato. Con settembre cambieranno le prospettive. Anche per Futuro e Libertà per l’Italia.

Non siamo un partito (per ora è così), ma un gruppo di parlamentari del PdL che hanno reagito al defenestramento di Gianfranco Fini e delle sue posizioni politiche dal (sic!) “partito liberale di massa”. Ma non siamo neppure il circolo degli amici del Presidente della Camera: abbiamo un’idea di centrodestra innovativo da portare avanti: se necessario, in prospettiva, anche in concorrenza con quella berlusconiana. Un centrodestra, ad esempio, capace di contenere diverse sensibilità sui temi biopolitici, senza la presunzione di costruire un partito “mono-etico”. Un centro-destra in cui credenti e non credenti siano chiamati a condividere i principi dell’etica pubblica, non quelli della morale privata.

Nel corso degli ultimi anni nel centro-destra italiano si erano incrociate due tendenze: quella finiana, che dopo avere consumato la rottura di Fiuggi e compiuto la costituzionalizzazione del partito post-fascista, ha emancipato la destra italiana dall’ancoraggio populistico-reazionario e antipolitico a cui sembravano condannate, nel continente, tutte le destre (“nazionali” o “regionali”) estranee alla tradizione liberal-popolare.

Decisiva, per comprendere la vicenda di Fini è l’esperienza dell’Elefantino con Segni e Taradash alle Europee del 1999: una battuta d’arresto dal punto di vista elettorale – come spesso capita ai progetti anticipatori -, ma la prova di come quello del Presidente della Camera sia un percorso tutt’altro che improvvisato. Alla fine del percorso, Fini oggi sostiene  – proprio sui temi “sensibili” dei diritti, dell’immigrazione, della bio-politica e dell’identità civile – posizioni più vicine di quelle berlusconiane al mainstream liberal-conservatore europeo.

Dall’altra parte Berlusconi, partito nel ’94 da posizioni di “liberalismo radicale”, ha sterzato progressivamente verso una piattaforma prima sensibile, poi condizionata dalle parole d’ordine leghiste, che, in buona sostanza, riecheggiano le posizioni della destra europea, da cui Fini aveva allontanato An nel suo percorso di avvicinamento al PPE.

Perfino sui temi economici – che rappresentavano il “cuore” della promessa berlusconiana – Fini raggiunge una posizione mediana tra la difesa dell’interesse e della coesione nazionale e la necessaria modernizzazione del modello economico-sociale di un paese che non cresce quanto i suoi concorrenti. Nel frattempo Berlusconi perde la gran parte della sua forza “rivoluzionaria”, in un traccheggio sparagnino, ma diffidente delle vere riforme (quelle che potrebbero costare consenso, ma dare fiato ad un paese in affanno).

Oggi è il PdL di Berlusconi, attraverso il legame a doppio filo elettorale e soprattutto politico con Bossi, ad essere vicino al “Dio, Patria e famiglia” del reazionario Le Pen e delle destre anti-liberali. Fini invece ha oggi – proprio sui temi che lo renderebbero “estraneo” al PdL – idee e proposte più consonanti con quelle di Cameron, Merkel, Rajoy o Sarkozy, cioè di quella destra popolare e conservatrice che ‘contiene’ i liberali o governa con essi.

Questa competizione tra diverse idee di centrodestra e tra le diverse personalità chiamate in futuro a rappresentarle, secondo le regole di un “normale” partito maggioritario, avrebbe rafforzato un PdL aperto e inclusivo, capace di discutere e di non sentirsi ferito dalle divisioni o indebolito dai dissensi. Così, non è stato.

E’ il teorema-Verdini: il partito è solo la macchina del consenso berlusconiano, e dunque non bisogna disturbare il manovratore. Un errore fatale, di cui l’espulsione del reprobo Fini è stata una conseguenza patetica e obbligata. Ma il PdL che espelle Fini diviene una stella morta: fa ancora luce, ma non produce più nuove energie politiche, consuma, fin che dureranno, quelle esistenti.

Finito il tempo delle tattiche agostane, l’esistenza di “due centro-destra”, quello di Berlusconi e quello di Fini, sarà davanti agli occhi di tutti. Resteranno alleati nei prossimi semestri, per rispetto degli elettori e responsabilità nei confronti dell’Italia. Ma non sono più la stessa cosa e difficilmente a breve potranno tornare a esserlo.

 

(da libertiamo.it)

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commenti dei lettori

E' proprio vero che i centro-destra sono due ma x chi pensa che Fini abbia perso punti si sbaglia di grosso anzi al contrario. Berlusconi sa di vecchio e dietro di lui non è mai esistito un partito come per Forza Italia prima e Popolo delle libertà dopo, ma solo il suo nome oggi nemmeno più quello perchè non è più credibile agli Italiani.

Ha ragione l'On. Della Vedova. I centro-destra sono due. Davanti agli occhi di tutti. Uno democraticamente votato con "BERLUSCONI PRESIDENTE". L'alro abusivo. E' la terza volta che invio questo messaggio senza che sia pubblicato. In pari data lo invierò al Il Giornale alla rubrica "la parola ai lettori"

Ha ragione l'On. Della Vedova. I centro-destra sono due.Davanti agli occhi di tutti. Uno votato con "BERLUSCONI PRESIDENTE". L'alro abusivo.

Non ho mai creduto che Berlusconi fosse un "liberale", tanto meno in senso radicale. Credo che questi sedici anni abbiano dimostrato sufficientemente quanto poco di liberale ci sia nel pensiero di Berlusconi, specialmente per quanto riguarda il fondamento della democrazia liberale, il primato della legge. Ma tale primato non è c'è più ( posto che in precedenza ci fosse realmente ) ed una "rivoluzione liberale", quale quella che Berlusconi aveva promesso, avrebbe dovuto difenderlo o ripristinarlo. Se per "rivoluzione liberale" si deve intendere il populismo plebiscitario vigente, la promulgazione di leggi ad personam per salvare Berlusconi dal dover rispondere delle sue azioni nelle aule di tribunale, la ricerca dell'impunità per i notabili a lui vicini, la guerra continua agli altri poteri dello Stato accusati di essere "comunisti", la vittoria elettorale come una assoluzione e la legittimazione a fare ciò che si vuole,allora è una rivoluzione della quale si può fare tranquillamente a meno. Cosa sia il PDL lo ha spiegato perfettamente Feltri, lo ha chiarito Bondi e lo ha teorizzato Verdini : il PDL è Berlusconi e solo lui, il resto deve essere contorno obbediente ed osannante. Una "destra" che incuriosisce e, essendoci per fortuna ancora dei limiti, fa comunque ricordare qualche "destra" che prese il potere e della quale fu molto difficile liberarsi. Fini ha "strappato" ma non è solo Fini la proccupazione di Berlusconi: l'ultima intervista del ministro Calderoli da sicuramente da pensare e non dimentichiamo l'incombere di Tremonti, silenzioso e non intervenuto minimamente nelle polemiche in atto. Ma il dramma è che in tutto ciò i problemi reali del paese giacciono negletti, e chi tenta di riportarli all'attenzione di chi dovrebbe occuparsene è fortunato se viene soltanto non preso in considerazione. Adesso, fra pochi giorni, tornerà sulla ribalta il provvedimento sul processo breve - del quale è nota la finalità - sul quale c'è solo da dire che se per i suoi effetti venisse cassato anche UN SOLO processo questo sarebbe una negazione del diritto dei cittadini ad ottenere giustizia. I limiti temporali previsti dal provvedimento dovrebbero applicarsi eventualmente ai processi posthac e non a quelli in corso : tanto varrebbe promulgare una aperta amnistia, meno ipocrita e meno squallida.

La libertà di stampa e di pensiero non esiste.

caro gianluca la villa, il tuo "vediamo di essere precisi" dimostra solo l'arroganza tua e dei tuoi beniamini che dopo aver partecipato al banchetto negano l'evidenza dell'avere ancora le mani sporche di marmellata. forse per te la "libertà di pensiero" è un optional che non fa parte della tua cultura e dopo aver letto il tuo profondo pensiero sono felice che tu stia dall'altra parte rispetto alla mia.

fini ha fatto bene ha smarcarsi da berlusca dire la verita sul federalismo portera sicuramente dei benefici in termini di voto denunciare che cosi come e penalizza il sud se prima non si mettono i conti vecchi a posto frenare le ambizioni di berlusca e incominciare a dare fiato alle portofoglio delle famiglie

Mi unisco a Laele.. Fini e FLI possono essere una luce nel fangoso panorama politico italiano, i "non votanti" per nausea ormai sono tantissimi.. ma Fini dopo avere fatto passi importanti e dopo avere mostrato una lucidità politica come pochi altri, deve comunque prendere il coraggio una volta per tutte di abbandonare la Real Politik all'italiana, nel nome della quale tutti stanno scrificando tutto per puri interessi privati e lobbistici, per una cultura che ha ancora troppo del mafioso e del nepotista, e che purtroppo è il primo male dell' Italia ( se no Berlusconi col piffero sarebbe mai salito al potere..). Fini dovrebbe avere il coraggio di ammettere il grave errore di essersi imbrigliato al PDL, che chiunque sia provvisto di una certa indipendenza ideologica aveva capito fin dall'inizio che era "proprietà privata" di Berlusconi, e composto per la maggioranza di personaggi in grado di ridursi a carta igienica del cavaliere pur di salire sul carro. Oggi dovrà dimostrare di avere questo coraggio (e a mio avviso di dichiarare apertamente l'errore.. che bello sarebbe sentire finalmente un politico che scende tra gli umani dicendo << ho sbagliato>>), ma ha anche una buona opportunità data dal fatto che questa "rottura" ha consentito a FLI di essersi liberata di un po' di quella zavorra politica che veleggiava purtoppo anche in AN (v. Gasparri etc..). Di contro dovrà nuotare in un mare di squali carta igienica stampata (Libero, il Giornale), che in nome di un servilismo dato dalla pochezza intellettiva, faranno di tutto per buttargli addosso altro fango.... e su questo gli squali italiani sono i più grandi specialisti al mondo. Stefano

Mi riallaccio a BenitoM. Cosa c'entra della Vedova con noi? Niente. E con il niente non si va da nessuna parte.

Ma che c.... ci fa un radicale con Fini e i suoi neo colonnelli? ma come si può essere finiano?

Quello di Berlusconi non è "centro-destra", ma un volgare populismo alla Peròn, imperniato per di più su sè stesso e i suoi interessi.E dietro i servi di turno... Vediamo di essere precisi!

Vecchio Finiano, siamo in perfetta sintonia di vedute purtroppo. Disgraziatamente la classe dirigente cui Lei, io e moltissimi altri che abbiamo contribuito ad eleggere, si è dimostrata alla prova dei fatti non degna del nostro voto e delle nostre passioni. Ma ciò che mi e ci rincresce maggiormente è dover dare ragione a persone di cui abbiamo la massimi disistima sotto ogni aspetto. Meglio tacersi d'ora in poi e pensare soltanto a noi stessi. Questa è la "famosa classe dirigente"! Con molta sincerità tra di noi dobbiamo ammettere, anche se ob torto collo, che ne avremmo fatto volentieri a meno. Ad ogni modo niente di preoccupante perché noi continueremo a vivere molto bene!

per me che arrivo dall'msi ciò che vedo di lui oggi e dei cosiddetti finiani mi mette molta tristezza e da elettore mi sento tradito. per me, chi tradisce perde tutto, compresa stima e rispetto. putroppo e sottolineo "purtroppo", alla lunga fini si è rivelato un politico della prima repubblica, con tutto ciò di negativo che comporta questa etichetta.

Fini non ti dimettere non hai commesso alcun errore hai solo posto alcune questioni legittime fai il terzo polo come in Inghilterra

Egregio on.Della Vedova,dopo il mio primo intervento, riintervengo per la necessità di evidenziare ai tanti elettori del centro-destra ,che non vogliono guardare in faccia alla realtà ed accettano Berlusconi acriticamente,i fatti accaduti nelle ultime 24 ore .L'accaduto dimostra,per l'ennesima volta, come Berlusconi sia un ciarlatano della politica ,che a ogni piè sospinto scende nella piazza mediatica per spacciare i suoi intrugli come ricette miracolose. Appena ieri si è tenuto un incontro nel quale Berlusconi chiedeva a Bossi di allargare la maggioranza facendo entrare nel governo anche l'UDC.Bossi non ne ha voluto sapere e Berlusconi si è ritrovato punto e daccapo e con da giustificare al suo popolo l'insuccesso delle sua iniziativa.Il signorotto lombardo che fa allora,come al solito sposta l'attenzione dal suo insuccesso e fa la morale a chi in questi ultimi giorni si è esercitato a pensare di resuscitare alleanze dal collante incerto. Quest'ultima dichiarazione fatta al suo popolo adorante è la prova della massima faccia di bronzo possibile che possa avere un politico. Berlusconi si rende ben conto(e noi tutti glielo abbiamo permesso,giorno dopo giorno sempre un sassolino grande e piccolo per costruire questa mostruosità) di quanto cialtronesco sia il suo modo di fare politica ricorrendo a trucchi scoperti per giustificarsi. Berlusconi si riunisce con Bossi per convicerlo ad allearsi con uno stronzo,il quale a sua volta accusa il padano di essere un trafficante di quote latte e di banche. Se questo non è incerto collante tra i due a cosa dobbiamo assistere ad un duello rusticano combattuto alle sorgenti del Pò per capire che tra le due parti vi siano prospettive di riappacificazione incertissime. Ma Berlusconi dov'era quando l'UDC votava contro la legge sul federalismo,se non è questo un programma incerto . Ma lui è uno spudorato,dice tutto ed il contrario di tutto nello stesso momento che si pronuncia. Mi meraviglio come cotanti Direttori di de il Giornale,Il Tempo e Libero non abbiano mai notato le pesantissime contraddizioni di Berlusconi.Lei,on.Della Vedavoa,conclude il suo pezzo dicendo che " Finito il tempo delle tattiche agostane, l’esistenza di “due centro-destra”, quello di Berlusconi e quello di Fini, sarà davanti agli occhi di tutti ". In effetti è proprio così,ora però aspettiamo le dichiarazioni del Presidente Fini o chi per Lui autorevolmente potrà esprimerle .In definitiva mi chiedo se Lei ritiene veramente che si possa restare alleati per i prossimi mesi con un ciarlatano della politica ?

Attenzione al processo breve e alla norma transitoria con cui Silvio vuole l'impunità! Sarà questo il punto che qualificherà i finiani. O che squaliferà i finiani. Io sono pronto a continuare a non votare, anche se m'ero convinto di riprendere a votare. Questa è la linea del Piave. Quanti la pensano come me? Perchè non fate un sondaggio ? Laele 1151

Gentile direttrice, leggo l'articolo di Della Vedova che, con il consueto stile garbato ma fermo e preciso, fissa alcuni punti fermi sulla azione del Fli e sulla relativa collocazione nel panorama europeo. Trovo convincente la distinzione fra una destra ancorata a nostalgiche - ancorchè deprecabili - suggestioni del '900, vera e propria archeologia politica, ed una destra moderna ed innovativa, legalitaria e liberale, perfettamente innervata nel tessuto democratico europeo. Emerge in modo quasi imbarazzante la vetustà delle posizioni berlusconiane, sempre più sterilmente populiste, ed a prescindere dai suoi problemi giudiziari (che però sono tanti, per giunta maturati quando non era ancora parlamentare nè Presidente del Consiglio), appare sempre più profondo il solco fra la capacità di costruire consenso e l'uso dello stesso per sostenere una incisiva azione di governo. Questo è il punto: un piazzista bravissimo a vendere il prodotto, ma che resta pur sempre evanescente ed inconsistente, malgrado l'impegno e la bravura di alcuni ministri. Sarebbe assai più facile generare una alleanza solida Pdl - Fli, e ridare slancio all'azione di governo se si facesse da parte, ma non lo farà mai spontaneamente. Un vero statista si sarebbe da tempo sottoposto all'azione della magistratura, liberando se stesso ed il paese da una assurda tensione paralizzante. Si potrà ancora sostenere questo governo, ma il suo destino è ineluttabilmente segnato dalle strutturali incapacità del capo di dargli un corpo ed un'anima.

Vi siete chiesti cosa importa agli italiani ? Fate solo filosofia di basso livello. Gli italiani vogliono vedere sviluppo e buoni investimenti veri e non soldi sprecati al sud per interessi di bottega elettorale. I filosofi inutili a casa VIGLIAMO FATTI CONCRETI - speriamo di non essere censurato come voce contraria

La trovo un'analisi perfetta circa la attuale situazione. Penso che le due anime possano tranquillamente convivere nell'ambito di un sereno dibattito interno-come richiesto da FINI- senza ostracismi, espulsioni, anatemi, minacce di elezioni. attacchi alla sig.ra Tulliani e cretinate varie . La fedeltà al programma elettorale e di governo è l'unico vessillo a cui fare riferimento e che contraddistingue la buona politica per il Paese. La richiesta di fedeltà assoluta all'uomo capo di governo non appartierne alla cultura di una vera destra europea, moderna, liberale o sociale. Gli uomini passano, le idee restano.

Per dire di essere un nuovo partito di destra in alternativa al PDL occorre fare quanto ha fatto il governo tedesco ieri. Per il centrodestra tedesco la libertà di stampa è un valore costitutivo della democrazia, quindi non solo va difesa ma potenziata con l'ausilio dei medesimi . Il governo ha approvato un disegno di legge volto appunto a proteggere maggiormente i giornalisti, in particolare quando diffondono informazioni riservate o segreti istruttori. Questo vorremmo leggere nei giornali italiani ma l'esecutivo cerca di fare il contraio. La nuova legge stabilisce con chiarezza inequivocabile che solo le fonti le quali passano le informazioni riservate, ma non i giornalisti stessi, possono essere perseguite in base al diritto penale. Questo è stare in Europa a pieno diritto nelle regole del trattato costitutivo e non usare leggi e leggine per impedire di conoscere la verità dai giornali e giornalisti liberi, che dopo tutto fanno il loro mestiere. Se queste sono tra le premesse di un nuovo partito di destra che auspica Della Vedova, ben venga ( insieme ad altro ben inteso).

Certamente le due destre sono molto diverse tra di loro. Al cavaliere e a Bossi,però,tutto ciò interessa poco. Sanno bene che il potere logora solo chi non ce l'ha. Loro il potere vogliono dividerselo in due, senza Fini e i finiani. Al cavaliere interessa il processo breve più di tutto il resto, perchè la sua entrata in politica è stata determinata da motivi ben precisi ampiamente illustrati anche ad Indro Montanelli e ai suoi fan. Se il Pdl che ha cacciato i finiani è in caduta libera, a favore della lega e dei finiani ,per ora non incide sul quadro politico. Come non conta affatto ciò che succede a sinistra,laddove,in modo penoso, non si mettono mai d'accordo neppure sul possibile segretario. C'è solo un gran polverone,una confusione preoccupante, nella quale i sondaggi contano poco o quasi niente.

non appoggiarelo sul processo breve!!! per favore!!!!!

Della Vedova ha detto una cosa: che l'esperienza (fallimentare, aggiungo io) dell'Elefantino con Segni del 99 fu solo un anticipare i tempi. Proprio convinto Della Vedova che i "tempi" scelti oggi da Fini gli rendano un qualche merito e giustizia sui temi proposti? O forse ha bisogno di un ennesimo riscontro delle urne per verificare ancora una volta che Fini è fuori tempo massimo? Fini frequenti maggiormente il popolo, le città, si faccia un giro sugli autobus, insomma tocchi con mano il sentimento popolare e le ragioni del popolo che non sono poi merce così avariata o da cui starsene troppo distanti come per evitare un contagio. Provi Fini a guardare i molteplici aspetti dell'immigrazione e ad ascoltare le opinioni delle gente, oltre che valutare i comportamenti. Provi fini a pensare che la maggioranza del popolo italiano è una parte silenziosa: che tanto per dire non fa il rumore della sinistra minoritaria, ma è un popolo che si compone di persone mature, molti anziani, molta gente che ha vissuto esperienze personali e collettive di vario conio. Che per l'appunto non appaiono, che non manifestano, che lasciano che le proprie opinioni e pensieri desolati siano appena appena sussurrati e percettibili e che peraltro si materializzano nel segreto dell'urna. Lì, nel segreto dell'urna, le opinioni e le tendenze sono chiare, chiarissime. Bisogna che un politico sappia ascoltare ed interpretare i silenzi dell'urna: è lì che si nasconde la verità del popolo e ciò che esso richiede.

Sono nato nel 1949, ho passato il '68 nelle file della Giovane Italia e poi nel MSI, ne ho prese e ne ho date, ma non sarò mai affianco ad un democristiano come Casini o peggio con Rutelli, meglio Vendola almeno sappiamo chi è. Basta col difendere un Sud pieno di mafiosi e di dipendenti pubblici. Ci vogliono le riforme dimezzare lo stato spendaccione, dimezzare il numero dei Senatori e degli Onorevoli, riunire i piccoli Comuni,via i consorzi, liberalizzare taxi, farmacie, notai e qualsiasi licenza pubblica, tutti in corsa e vinca il migliore!agli altri la sferza!!

....ripartire da trentatre è un obbligo: ce la possiamo fare se non si imbarcano gli indecenti che già si sono spesi per razziare l'Italia e gli italiani. Tenete fuori capitani d'industria, palazzinari e banchieri, bravi solo a fare soldi senza mai saziarsi !!

Una politica Italiana che si allaccia al PPe è l'unica soluzione vincente, il futuro è una visione Europea della politica proiettata alla globalità; non è possibile, nel terzo millennio, pensare a partitini tipo lega o di qualsiasi genere.Non è pensabile fare un'Europa Unita con partiti che servino soltanto a soddisfare caste o settori di vario genere.Sappiate che non sono molto pratico di politica, ma credo che il futuro non avrà molto del secolo passato,io non lo vedrò, ma Voi avete il dovere di pensare ed operare per le future generazioni.

Grazie On. Della Vedova. Avevo qualche dubbio sul nuovo percorso di Fini,ora ho le idee chiare. Questa destra non è la mia destra.Non lo è quella di Berlusconi,ma questa che rinnega tutto (Dio-Patria-Famiglia) è per le coppie di fatto e via farneticando,è lontana da me anni luce.Grazie di nuovo.

Dissento profondamente dalla lettura di Della Vedova. La semplificazione partitica all'americana peraltro orfana del Presidenzialismo nella versione Italiana, porta ad avere due contenitori politici alternativi nei quali si possono avere come nel partito repubblicano americano espressioni quasi filonaziste fino a quelle liberiste, così come nel partito democratico da espressioni trotskiste fino a quelle liberal. Il Presidente degli Stati Uniti eletto è il capo indiscusso per 4 anni dell'Amministrazione ed ha il compito di portare avanti il programma anche se a parte del suo partito rimane indigesto. Obama ha promesso la riforma del sistema sanitario e contro anche parte del suo partito l'ha realizzata. Se il Presidente non riesce nel suo impegno è la sua Amministrazione che ha fallito. Nel cercare di ammodernare il nostro sistema si è cercato di arrivare ad un Premierato di fatto anche senza riforma costituzionale , questo per colpa non dell'elettorato , ma della classe politica ormai fattasi sempre più casta con gli elettori ridotti sempre più a rango di sudditi. Se questo governo non sarà in grado di realizzare il programma a fallire sarà Berlusconi e non la coalizione che lo ha sostenuto. Se fosse saltato il G8 dell'Aquila , o non si fosse salvata l'Alitalia, o se Napoli fosse rimasta sotto l'immondizia o se i terremotati avessero passato l'inverno all'agghiaccio,il responsabile sarebbe stato Berlusconi e non la coalizione di governo, il fallimento cioè sarebbe ricaduto sul Premier e non sulla colazione. E' per questo motivo che Berlusconi non può mediare sui punti programmatici. Tutto il resto è vecchia politica, talmente vecchia che se si dovesse tornare a votare per colpa dei Finiani molti elettori che hanno votato PDL o non voteranno più o pittosto voteranno Lega. La vera riforma che voi casta politica vi guardate bene da introdurre è quella del vincolo di mandato. A quest'ora i traditori sarebbero fuori dal Parlamento.

Egregio on. Della Vedova,Lei ritiene che il Presidente Fini e Berlusconi non hanno altra scelta che restare alleati per i prossimi semestri;ho forti dubbi.Berlusconi ha l'obiettivo primario dal salversi dai processi;Fini ha altri obiettivi da Lei illustrati nel suo articolo.Pertanto sono obiettivi inconciliabili in quanto Berlusconi ha necessità come l'aria di avere una legge che lo renda impunito e tale legge non è nel programma del Pdl,quindi non v'è alcun obbligo da parte del Presidente Fini e del gruppo di Fli ad approvare leggi ultronee al perimetro predefinito.Nel merito il processo breve o altre leggi simili non semrano affatto condivise dal gruppo di Fli.Il signorotto lombardo oggi dopo l'infruttuoso esito dell'incontro con il senatore Bossi sarà molto ,ma molto più preoccupato.La Lega non vuole l'UDC nella maggioranza,l'unica concessione fatta a Berlusconi e che non continuerà a premere l'accelleratore sulla richiesta di elezioni.Intanto Berlusconi dovrà darsi da fare per raccogliere voti in Parlamento per far passare una legge che gli eviti di fare i processi anche quando non rivestirà più la carica.Solo allora si potrà andare al elezioni anticipate.Quindi la palla ora non è più solo nelle mani di Fli ma anche in quella dell'UDC.Berlusconi spera che l'on.Casini gli faccia quest'ultimo piacere,chissà quali lusinghe e vantaggiose promesse sarà disposto a fare il signorotto lombardo.Staremo a vedere se sarà così e se sarà cosa chiederà in cambio l'on.Casini.Per il mercato delle vacche è troppo poco concedere aiuti fiscali in funzione del quoziente familiare.Un obiettivo politico dichiarato costantemente dall'UDC(visto che si tratta della sua sopravvivenza) è il cambio della legge elettorale.Avverrà questo scambio ? Si tratterà di guadagnarsi l'impunità per perdere il sistema elettorale che ha permesso sinora a Berlusconi di potersi creare questo tipo di potere politico.

Scusa ma tu cosa c'entri con il Centro-Destra, tu sei un radicale, cosa pensi della famiglia, e sul caso Englaro come ti sei posizionato, e sulla droga cosa ci dici, il metodo Muccioli lo approvi ? Nel 1999 noi di AN abbiamo regalato il seggio a Mario Segni, quello che nel 1994 ha vinto la lotteria ed ha perso il biglietto, giustamente andava risarcito.