2 settembre 2010 - 23:57

La Polverini: basta, non voglio né arena né pollaio

Renata Polverini non cade nella trappola della rissa verbale a distanza con la sua avversaria, Emma Bonino. E respinge al mittente il tentativo di trascinare il dibattito politico al di fuori dai contenuti programmatici dopo la zuffa suscitata dalla campagna di "Libero" sull'impegno abortista della Bonino negli anni 70. Dice la Polverini: «Ciascuno ha una sua storia personale e se la porta dietro, ma questa non deve diventare motivo di discussione. Basta con l’Italia divisa, queste generazioni sono stanche di steccati ideologici di cui sembra non riusciamo a liberarci mai». E ancora: «Non voglio stare nè in un'arena nè in un pollaio. Siamo due donne e non dobbiamo essere strumentalizzate altrimenti quella che è partita come una bella campagna elettorale rischia cadute che travolgono il senso e la politica stessa».  Parole ferme, che spostano l'attenzione dalla voglia di opposti estremismi di alcuni settori anche del Pd (ieri si è distinto Zingaretti) alle proposte per l'oggi e per il domani: «Voglio essere giudicata per quello che propongo e per quello che voglio fare», conclude la Polverini.

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commenti dei lettori

ammetto che non ero entusiasta della candidatura di Polverini, ma questo approccio mi pare da applausi: avanti così!

Fino a quando non si pubblicano i dissensi i commenti languiranno. E'come un parlarsi addosso senza costrutto. E' il dibattito il sale della Democrazia.

Cari amici della Redazione, gradirei molto ci fosse una maggiore varietà di notizie da commentare e tempismo nell'inserire i commenti. Grazie per l'attenzione e buon lavoro.

Mia gentile e stimata Sig.ra Polverini, pienamente d'accordo con Lei. Occorre ad ogni modo erigere uno steccato intorno alle persone veramente pericolose, tutte rivolte ad un passato non certo edificante. Mio Dio, Nostro Padre sapiente, ti prego di pensarci Tu e subito!

E' davvero inutile tornare sempre al passato né la politica può ridursi ad una rissa continua e banale su tutto. Renata Polverini conosce bene le esigenze primarie dei cittadini e saprà proporre e soprattutto fare quello che è indispensabile al più presto per i più giovani desiderosi di lavorare e partecipare alla gestione della cosa pubblica e per i meno giovani sempre più attenti alla salute da curare in strutture efficienti, gestite ed amministrate da persone capaci, competenti e oneste che mettano la dignità dell'uomo al primo posto.Ci vuole una svolta decisiva alla politica italiana subito,senza ulteriori deroghe, per ridare speranza e fiducia a tutti e credere nel futuro.

Qualcuno aveva ancora dei dubbi sull'idoneità della Polverini a rappresentare al meglio i moderati? Viva la Bonino ma ancor più viva Renata. Sarà un bel match.

Le zuffe "ideologiche" non appartengono, purtroppo, solo al Pd ma sono nel DNA di certi politicanti (non politici) che non avendo altro modo di captare il consenso la buttano sulla rissa o sulla demagogia: in tal senso Di Pietro è un vero maestro nel presentare finti programmi basati solo su di un giustizialismo (già adottato ai tempi di Tangentopoli sulla pelle di tanti ex Psi e ex DC). Per non svilire il mio commento, e scadere nella polemicuccia, mi astengo dal continuare su tale strada e con soddisfazione prendo atto che Renata Polverini abbia mostrato di saper neutralizzare il miglior cavallo di battaglia della sinistra italiana "l'attacco all'avversario": Libero e Il Giornale però, anche in un passato recente, hanno mostrato di “gradire” lo scontro con gli avversari o con coloro che vengano individuati come tali (v. la campagna contro il Presidente Fini). Per fortuna il segretario generale dell’UGL si è svincolato dai mezzucci utilizzati da un certo giornalismo molto popolare in questo Paese ormai assuefatto alle risse televisive fra i personaggi più disparati. Mi piacerebbe capire se si tratta di un esempio isolato di intelligenza politica oppure di una nuova tendenza che stia soppiantando la deprecabile e vuota politica degli ultimi 15 anni: hai visto mai che gli “altri” capiscano che la Destra abbia le credenziali per insegnare a fare politica! In questo scenario futuribile si potrebbe prospettare che tanti esponenti del PDL e del PD, politici dell’ultima ora o addirittura improvvisati, si ravvedano su coloro che per anni hanno apostrofato come “fascisti” e relegato in un “angolo”: chissà se davvero si renderanno conto che fare audience o, ancor peggio, aver lanciato qualche bomba molotov (per una “buona causa” si capisce) sarà di sicuro sufficiente per sentirsi un politico, ma non per esserlo veramente? Sarebbe bello ma, tornando con i piedi per terra, credo che anche in questa campagna elettorale, e ancora di più nelle prossime, assisteremo all’usuale utilizzo dei colpi bassi, con buona pace delle (piccole ed ingenue) speranze di chi sa da tempo che a Destra la Politica si fa da sempre e con dignità.