Renata Polverini non cade nella trappola della rissa verbale a distanza con la sua avversaria, Emma Bonino. E respinge al mittente il tentativo di trascinare il dibattito politico al di fuori dai contenuti programmatici dopo la zuffa suscitata dalla campagna di "Libero" sull'impegno abortista della Bonino negli anni 70. Dice la Polverini: «Ciascuno ha una sua storia personale e se la porta dietro, ma questa non deve diventare motivo di discussione. Basta con l’Italia divisa, queste generazioni sono stanche di steccati ideologici di cui sembra non riusciamo a liberarci mai». E ancora: «Non voglio stare nè in un'arena nè in un pollaio. Siamo due donne e non dobbiamo essere strumentalizzate altrimenti quella che è partita come una bella campagna elettorale rischia cadute che travolgono il senso e la politica stessa». Parole ferme, che spostano l'attenzione dalla voglia di opposti estremismi di alcuni settori anche del Pd (ieri si è distinto Zingaretti) alle proposte per l'oggi e per il domani: «Voglio essere giudicata per quello che propongo e per quello che voglio fare», conclude la Polverini.
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