L’incontro tra Futuro e libertà, Udc, Mpa e Api sul “caso Caliendo”, inaugura un nuovo metodo all’interno del Parlamento e un nuovo percorso all’interno della politica italiana, pur senza intaccare i doveri dei parlamentari eletti in maggioranza, che resteranno fedeli al programma di governo, e di coloro che invece essendo stati eletti in alternativa all’attuale compagine governativa hanno devono rispettare un diverso mandato elettorale. C’è oggettivamente un dato politico da non sottovalutare: è nata una nuova area, che potremmo definire “area della responsabilità”. Quest’area non va confusa con il cosiddetto “terzo polo”, che in un sistema bipolare non ha ragione d’esistere (salvo che non si sia costretti a ipotizzarlo per mancanza di democrazia nei due poli di partenza), né ha in partenza ambizioni politiche, ma dev’essere vista come una convergenza politica di chi pone al centro della propria azione politica la responsabilità. Questo polo della responsabilità potrà avere un grande ruolo nei lavori parlamentari, specialmente per correggere eventuali esagerazioni e forzature, come è già accaduto nel caso del ddl intercettazioni, dove siamo giunti a un testo equilibrato grazie ad una intelligente azione politica che rivendichiamo con orgoglio.
(Il testo integrale dell'articolo sul Secolo d'Italia di mercoledì 4 agosto)
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