«Noi abbiamo cercato sul Secolo di ieri di suonare la sveglia per il PdL, dicendo cose magari da discutere. Feltri oggi invece ha recitato il de profundis per il Partito di Berlusconi». Lo afferma il deputato finiano Benedetto Della Vedova che commenta, da Radio Radicale, le cose scritte nel suo editoriale da Vittotio Feltri. «Non é in discussione la attuale leadership del Cavaliere - spiega Della Vedova - da parte di nessuno. Però un partito vitale non può accettare il destino indicato da Feltri: accompagnare Berlusconi fino al diluvio, silenti in cambio della poltrona, lasciando ai superstiti il compito di ricostruire un nuovo partito. Così il partito non vive, ma muore subito». «Berlusconi dovrebbe avere piú fiducia in se stesso e nella sua stessa leadership - prosegue Della Vedova - questo gli consentirebbe di governare come e meglio di oggi e nel contempo assecondare una sana competizione di idee e di personalità dentro il “suo” partito, anziché asserragliarsi in un fortino di presunti fedelissimi. Questa competizione, normale in tutti i grandi partiti, può essere una risorsa e non un peso per il Cavaliere, per il suo governo e in modo decisivo per il futuro del Pdl. Sempre che qualcuno pensi per il partito ad un futuro diverso da quello indicato da Feltri».
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