L’obiettivo di Palazzo Chigi è chiaro: far sì che aprire un’impresa in Italia diventi una cosa facile e veloce, senza bisogno di andarsi a intrappolare nella ragnatela di carte bollate, file e attese infinite, cavilli incomprensibili. Per dare il via a un’azienda anche piccola, infatti, basterà l’autocertificazione. I controlli certamente restano, ma inizieranno non prima di trenta giorni dall’inizio della propria attività. Il provvedimento sarà accompagnato da un altro disegno di legge costituzionale volto a integrare gli articoli 41 e 118 della Costituzione. Tutto questo cade a poco meno di una settimana da un altro importante passo compiuto dal governo per stimolare lo sviluppo: il 10 giugno scorso, infatti, è stato approvato il ddl sullo sportello unico italiano, conosciuto come “impresa in un giorno” che consente appunto agli imprenditori di aprire un’impresa in un solo giorno “compilando” un modulo direttamente attraverso Internet o rivolgendosi a un’agenzia. L’articolo 41 (che definisce la libera iniziativa economica privata stabilendo che questa non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana) viene integrato con due commi. Il primo stabilisce che «la Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria». Il secondo che «gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post». Anche l’articolo 118 della Costituzione (che, tra le altre cose, prevede l’attribuzione ai Comuni delle funzioni amministrative) sarà integrato da un nuovo comma: «Stato, Regioni ed enti locali riconoscono l’istituto della segnalazione di inizio attività e quello dell’autocertificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile, con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi penali prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione delle normative comunitarie o internazionali». Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge costituzionale Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni dovranno quindi adeguare le proprie normative.
SECOLO D'ITALIA - Pubblicazione telematica Registrazione tribunale di Roma n. 342/2009 del 6-10-2009. Partita IVA/C.F. 10091541002
invia il tuo commento alla notizia