22 febbraio 2012 - 22:08

Imprese, sarà “rivoluzione”: ma quando?

L’obiettivo di Palazzo Chigi è chiaro: far sì che aprire un’impresa in Italia diventi una cosa facile e veloce, senza bisogno di andarsi a intrappolare nella ragnatela di carte bollate, file e attese infinite, cavilli incomprensibili. Per dare il via a un’azienda anche piccola, infatti, basterà l’autocertificazione. I controlli certamente restano, ma inizieranno non prima di trenta giorni dall’inizio della propria attività. Il provvedimento sarà accompagnato da un altro disegno di legge costituzionale volto a integrare gli articoli 41 e 118 della Costituzione. Tutto questo cade a poco meno di una settimana da un altro importante passo compiuto dal governo per stimolare lo sviluppo: il 10 giugno scorso, infatti, è stato approvato il ddl sullo sportello unico italiano, conosciuto come “impresa in un giorno” che consente appunto agli imprenditori di aprire un’impresa in un solo giorno “compilando” un modulo direttamente attraverso Internet o rivolgendosi a un’agenzia. L’articolo 41 (che definisce la libera iniziativa economica privata stabilendo che questa non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana) viene integrato con due commi. Il primo stabilisce che «la Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria». Il secondo che «gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post». Anche l’articolo 118 della Costituzione (che, tra le altre cose, prevede l’attribuzione ai Comuni delle funzioni amministrative) sarà integrato da un nuovo comma: «Stato, Regioni ed enti locali riconoscono l’istituto della segnalazione di inizio attività e quello dell’autocertificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile, con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi penali prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione delle normative comunitarie o internazionali». Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge costituzionale Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni dovranno quindi adeguare le proprie normative.

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commenti dei lettori

Per il Sig. Riolfi. Quest'oggi ho inviato alla Corte Costituzionale una richiesta ufficiale di parere vincolante in merito alla questione del Movimento Politico Lega Nord, definizione presa dall'articolo 1 di tale partito. Come vede mi prendo sempre le mie responsabilità in merito a quanto esprimo. Sarà mia premura rendere pubblica l'eventuale risposta che questa istituzione mi darà in merito. Non solo. Sappia sin d'ora che se la risposta dovesse essere quelle che mi auguro andrò oltre. E stia tranquillo che a quel punto ne vedrà delle belle, almeno per me. Cordialmente.

Sig. Cecconi, non sono un redattore, ma trattandosi di un blog, ed essendo in democrazia reale e non relativa (!)esprimo la mia opinione su quanto da lei sostenuto. Le responsabilità dovrebbe prendersele una persona come lei che giudica coloro i quali la pensano in modo diverso (c.d. scissionisti), palesando la linea comune che vige all'interno di quel contenitore politico che eufemisticamente è chiamato popolo delle libertà. Fortuna che esistono persone che ancora pensano e riflettono senza pedissequamente seguire i voleri del padroncino.

Dobbiamo ringraziare "il manifesto" per un interessantissimo articolo di Libero Gianni che traccia le origini dell'art. 41 attraverso il dibattito all'Assemblea Costituente. L'impostazione dell'articolo 41 deriva dall'analisi di un pensatore liberale (e liberista) come Friedrich von Hayek, riportata in (cito dall'articolo di LG) "un libro che all'epoca circolava ed era sul banco di molti costituenti (a partire da quello di Meuccio Ruini). Una bella antologia curata da Bresciani Turroni, pubblicata da Einaudi nel 1946 che raccoglieva saggi di vari autori (da Von Hayek a Von Mises), tutti volti a mostrare la fallacia dei sistemi collettivistici e a sviluppare una critica serrata «all'interventismo statale in una società capitalistica». Questo interventismo, proprio secondo Von Hayek, va distinto dagli interventi sulla «impalcatura giuridica». Oggetto della critica di Hayek in quel saggio sono gli interventi diretti dei pubblici poteri, quelli che incidono sulle «quantità», sui «metodi» e sui «prezzi», insomma tutto l'armamentario di cui gli Stati occidentali si dotarono dopo la crisi del '29. Non viene invece escluso, anzi auspicato, l'intervento del legislatore sulla «impalcatura giuridica» per assicurare «il più facile ed il più efficace funzionamento della concorrenza»." L'articolo intero si trova su http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100619/pagina/10/pezzo/280793/

Che sia il solito slogan virtuale??

Sigg. Redattori, Non vi piacciono i quesiti da me posti nel messaggio che non avete ancora voluto editare? Ditelo e assumetevi le Vostre piene responsabilità Siamo ancora in un sistema democratico (sino a quando?) o sbaglio?

Primo, non mi pare che questo paese del quale oltre il 50% vive nella più totale illegalità (camorra, mafia, ndrangheta e cricche varie) abbia bisogno di una deregulation ulteriore: semmai avrebbe bisogno di una SFERZATA di legalità! Secondo, per semplificare i percorsi burocratici la riforma costituzionale non serve, la vogliono fare per ALTRI motivi, non capite? E anche per fare un pò di "casino politico",gettare un pò di fumo negli occhi dei gonzi,che diranno "bravi, bravi, è proprio vero!!!..."; tanto si sa che per cambiare la Costituzione ci vogliono anni.... Per semplificare ci vogliono poche e semplici leggi, guardate invece una qualsiasi legge italiana, se ci capite subito qualcosa, senza dovere consultare decine di altri commi richiamati, pago a tutti una cassetta di champagne!

Mi unisco a Donatella e Melchiorre nel chiedere liberalizzazioni e abolizioni degli albi e ordini professionali. Forza Fini, si faccia promotore fino alla realizzazione coinvolgendo tutti quelli che ci stanno: ma davvero però!! La seguiamo speranzosi.

Spett.le Redazione tutta, quando vogliamo iniziare a parlare di quei quattro pagliaccioni scissionisti che continuano a straparlare e a sperperare i nostri soldi con gli altrettanti pagliaccioni di altre posizioni politiche? Vogliamo iniziare a pubblicare i vari curricula di questi beceri? Oppure state facendo il gioco delle parti? E' possibile che non comprendiate ancora il disastro che questi pagliaccioni da strapazzo stanno facendo al nostro paese? E' possibile ancora che nessuna Procura della Repubblica non si prenda l'onere di accusare sempre gli stessi squalidi per un reato contemplato dalla nostra Carta Costituzionale? Secondo Voi questo è vero giornalismo? Aspetto risposte urgenti.

Vedo che avevo ragione. Ancora non ho sentito una parola sulle liberalizzazioni delle professioni. Mi ero illuso nel pensare che un giovane laureato con questo disegno di legge potesse aprire un proprio studio, partecipare a concorsi di consulenza, esercitare un mestiere. Fino a quando le lobby parlamentari di categoria non verranno smantellate non cambierà niente, ricordando l'espressione di Tommasi di Lampedusa. Aprire un dibattito su questo argomento e su quello parallelo sul credito d'onore ai giovani sarebbe opportuno per tutta la carta stampata. Ma forse dimentico che anche i giornalisti hanno un Ordine Professionale!

In attesa dell'ennesima nuova legge cominciassero intanto a scriverle meglio, così da "facilitare" il lavoro di noi burocrati (vedi ad esempio il decreto legislativo Brunetta o il decreto legge n. 78, credo tra i peggiori testi normativi degli ultimi anni)

Sarà così anche per chi vuole aprire una farmacia o avere la licenza per guidare il taxi?

Per concludere il mio pensiero precedente affermo: se la classe politica e dirigente è la peggiore della nostra storia pluri millenaria tutte le altre classi sono peggiori ancor più.

Da circa dieci anni nel nostro paese abbiamo la peggiore classe politica e dirigente che la nostra storia più che millenaria ricordi a livello storico.

Giusta domanda? Ora provate a dare una risposta semplice a un quesito semplicissimo posto da Marchionne, Amministratore Delegato di FIAT SpA, solo oggi tanto per rimare agli ultimi minuti della nostra storia a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale. Penoso davvero! Eppure il quesito è davvero semplice e solo i delinquenti non hanno ancora ben compreso. Vogliamo parlare anche dell'ultima nomina oppure no?

Come sarà facile aprire un azienda commerciale o artigina sarà bene per parità di trattamento aprire anche alla possibilità di un giovane ragionier, ingegnere, architetto, avvocato ecc di iniziare la professione per la quale il giovane a studiato, senza dover ricorrere agli ordini professionali e ad abilitazioni corporative. Aboliamo gli ordini professionali quindi e cosi potremo equilibrare i costi della prestazione dei professionisti in una verà indipendenza , concorrenza e libertà di mercato. Ma forse di questo progetto di legge mi è sfuggito qualche particolare.