2 settembre 2010 - 23:55

La politica oltre i "falchi" e i "moderati"

Flavia Perina

Dunque, nel Pdl nasce un ulteriore strumento, Generazione Italia, che si propone come motore di dibattito interno del partito a tutti i livelli: non più e non solo le esternazioni del presidente Fini; non più e non solo l'analisi e la proposta sul versante giornalistico; non più e non solo il confronto a livello parlamentare sui temi critici della bioetica, dell'immigrazione, dei nuovi diritti; non più e non solo il duello in punta di fioretto sull'organizzazione interna e sul modello di partito. L'idea è quella di portare questi temi nel "corpo" del Popolo della libertà, sul territorio, dove esiste un'ampia rete di giovani e meno giovani che non si rassegna a essere ridotta a un comitato elettorale periodicamente convocato dai vertici. È un'iniziativa che non potrà che fare bene a tutti, al di là della provenienza: il suo punto di forza è proprio l'abolizione della suddivisione 70/30 tra ex Forza Italia ed ex An, che ha creato all'interno del Pdl uno schema maggioranza/opposizione che non corrisponde alla realtà ma soltanto agli interessi di un ristretto numero di dirigenti. Così come è avulso dalla realtà il tentativo (portato avanti dal solito Vittorio Feltri) di presentare Generazione Italia come un ammortizzatore tra i finiani cosiddetti "falchi" e gli altri, i moderati, i "buoni", perché anche questa è una lettura capziosa e avulsa dalla realtà. Generazione Italia non rappresenta lo schieramento dei "finiani moderati", né un arretramento su logiche correntizie, semplicemente prende atto - come altri da tempo vanno dicendo - che non solo a Montecitorio ma anche a Forlì, o a Bologna, e persino a Milano e a Verona, c'è chi parteciperebbe volentieri al dibattito che nei mesi scorsi ha impegnato il partito a livello nazionale: serve o no una svolta di moralizzazione nella politica italiana? Come si determina? Il tema dell'immigrazione può essere affrontato solo con un approccio securitario? È giusto o no che i ragazzi stranieri nati in Italia siano cittadini a tutti gli effetti? Un partito che si chiama "della libertà" può occuparsi, oltreché di intercettazioni, di regolamentare la libera scelta di chi convive? Di dare speranze alle giovani donne e uomini che cercano una prospettiva per il futuro? Crediamo o no nella laicità dello Stato? Crediamo o no che vada premiato il merito più che i diritti di casta? Che tutti debbano avere uguali opportunità? Che la politica non sia casting ma impegno, e anche missione? Che leadership significhi guidare processi politici e non solo accodarsi ai sondaggi? Ecco i temi che Generazione Italia porterà nell'articolazione territoriale del partito, con la varietà di accenti e posizioni che dovrebbe essere il sale quotidiano di un grande schieramento come il Pdl. Se andrà bene, come speriamo, ne uscirà l'immagine di un Popolo della Libertà tutt'altro che ingessato nello schemino berlusconiani- finiani che i media raccontano più per pigrizia che per altro. Perché in questi due anni di impegno quotidiano del nostro Secolo sul fronte giornalistico e delle rassegne stampa, di Farefuturo su quello dell'elaborazione metapolitica, oltreché dei tanti parlamentari che si sono intestati iniziative di qualità, sono emerse sinergie importanti sul "merito" dei problemi che vanno ben oltre il giochino delle appartenenze, dei falchi e delle colombe e di tutti i sudoku correntizi cavalcati dai media. Le sintonie sul tema del codice antimafia tra Beppe Pisanu e Fabio Granata, per dirne una. L'interesse suscitato tra i "finiani" dalla proposta Rotondi-Brunetta sulle coppie di fatto, per dirne un'altra. Il consenso raccolto da Benedetto Della Vedova in area cattolica con la sua proposta di disarmo sul testamento biologico, per raccontarne una terza. E ancora: la diffusa sensibilità contro la censura a internet, testimoniata dalle cento firme per assegnare alla rete il Nobel della pace. Le convergenze con l'ultimo Maroni, quello che dopo il caso di via Padova ha cominciato a parlare di integrazione e diritti per i lavoratori stranieri. Tutto ciò non è comprimibile nella griglia del quotidiano referendum interno (oltreché esterno) pro o contro Berlusconi, e tantomeno nei raccontini su Fini "che vuol mangiarsi il Pdl" perché è semplicemente un'altra cosa. Si poteva aspettare il voto regionale per annunciarla? Certo, sarebbe stato più opportuno e così si prevedeva di fare, almeno fino a domenica. Poi Feltri ha servito il suo scoop sul «pesce d'aprile» finiano, sull'operazione «con abbondante uso di vaselina» - parole sue - «per impossessarsi del macchinone del Pdl senza suscitare reazioni nei passeggeri che non siano di approvazione, quasi di sollievo». E se va bene a lui, che guida il giornale di famiglia del premier, va bene a noi. Con una sola precisazione: il «macchinone» non vogliamo prendercelo ma metterlo in moto, perchè un suv impantanato non serve a nessuno e non porta da nessuna parte.

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commenti dei lettori

Sono fermamente e non tendenzialmente di sinistra e, a parte la mia ignoranza su Celine, mi riconosco pressochè integralmente nelle riflessioni di Tiziano e quindi non lo voglio "copiare". Quello che soprattutto condivido è la speranza che anche il vostro modo di fare cultura politica aiuti il Paese ad uscire dalla notte, molto profonda, in cui sta vivendo per via di una concezione e una prassi governativa esclusivamente dirigista e leaderistica, miope e antitetica a reali possibilità di confronto e di dialettica sociale. Auguri e buon lavoro.

Non capisco le perplessità di chi teme GI. Forse imporrà a qualcuno di iniziare beriamente a pensare al Pdl? A ricnsidererarne le architravi culturali, anzichè trastullarsi solo con elezioni e liste? E 'questo quello che si teme?

sono con Fini per la nascita di generazione italia per un pdl più legato alla meritocrazia che al velinismo!

Sono tendenzialmente di sinistra, anche se talvolta ho assunto delle posizioni controtendenza, rispetto a quelle propugnate dalla mia parte politica. In breve, sono un individuo senza dogmi, senza padroni e non faccio difese d'ufficio per nessuno. Non ho mai avuto preconcetti su alcunché, ma mi sono sempre basato sul riscontro diretto di ciò che mi veniva presentato come qualcosa di altro e distante rispetto a me. Ho sempre sostenuto che per esprimere una critica verso qualcosa bisogna prima conoscerla, informarsi da varie fonti, avere l'umiltà di mettersi per un pò in discussione e poi l'intelligenza di ammettere di avere sbagliato completamente, in parte, poco od anche per nulla. Per esempio, tanti anni fa mi avvicinai alla figura di Louis Ferdinand Celine, all'inizio fui sconsigliato da tanti, mi dissero che era stato un collaborazionista di "estrema destra", un filonazista attivo nella persecuzione degli ebrei. Volli comunque iniziare a cercare notizie su di lui, a leggere i suoi scritti ed i romanzi, fu così che conobbi quella che a mio avviso è la geniale figura di un artista ed intellettuale tra i maggiori di tutti i tempi, ingiustamente marchiato e perseguitato. Ha scritto dei capolavori assoluti che io rileggo a distanza di anni come fosse la prima volta. Dico questo perché negli ultimi tempi "Il Secolo" è divenuto per me un punto di riferimento, un giornale libero, moderno, "curioso" nel senso migliore del termine, aperto al confronto ed elemento non di secondaria importanza, assolutamente estraneo all'appiattimento culturale e di regime che purtroppo si è instaurato nel nostro paese. Io ho una profonda stima di voi che all'interno del Pdl vi siete posti dei dubbi, avete dato il via ad un dibattito costruttivo che sembrava prima impossibile, vi vedo persino come possibili mie figure di riferimento in un ipotetico scenario politico futuro, ma non posso che biasimare la leadership attuale e l'impostazione predominante del centrodestra, mi chiedo quando finirà questa eterna notte del nostro paese, in un vortice fatto di volgarità, dispotismo, autoritarismo, corruzione, tra fondamentalismo leghista e programmatica delegittimazione quotidiana delle strutture portanti di ogni paese democratico. Non voglio sottovalutare gli errori della sinistra, ne ha fatti tanti, ma un periodo così buio e senza speranze io non lo ricordo. Ancora la mia sincera gratitudine per la vostra onestà anche intellettuale.

Mah. detto da un liberale-liberista, non vi capisco. Avete un linguaggio ed una apparenza da Partito d'Azione (e non è un elogio). Sembrate veramente bearvi del riconoscimento a sinistra, quando dovreste "timere danaos et dona ferentes", visto che a sinistra il problema NON è Berlusconi, ma la perdita progressiva del potere, ed ad un Fini Presidente del Consiglio farebbero esattamente lo stesso servizietto giudiziario e giornalistico fatto a B. Se pensate altrimenti , vi consiglio di fermarvi e riflettere. Un po' di memoria storica vi aiuterebbe . Se il problema è che non riuscite ad imporvi nel marasma Pdl, lo capisco, ma non è colle uscite continue di Fini che si combatte Berlusconi. Certo, il silenzio timoroso dei riformisti del Pd ha rivelato quanto sia inutile il liberalesimo pavido e cauto. Ma la controproposta non è certo seminare caos : insisto, dovrebe bastarVi l'elogio di Unità o Repubblica, per avere profondi brividi spinali. Pòligraf

PER IL CAMBIAMENTO Sembra ormai assodato che Fini si stia spostando a sinistra. Ma anche un "vecchio liberale" come Marco Travaglio trova più ospitalità e accoglienza nel pubblico di sinistra che in quello di destra. Le due cose mostrano un unico filo conduttore: 1) la cosiddetta sinistra politica ha poche idee 2) il liberalismo è ancora un motore di innovazione sociale 3) la cosiddetta destra politica è sdraiata su posizioni storicamente superate Non bisogna allora avere paura del liberalismo e non bisogna, di conseguenza, lasciarsi irretire da superate definizioni politiche quali "destra" e "sinistra". Le opzioni avanzate prima da Fare Futuro e ora da Generazione Italia sono di chiara impronta liberale e, come tale, non solo progressite ma anche avvalorate da una categoria che in politica si credeva dispersa: il buon senso, unito ad un pragmatismo di cui la politica ha disperato bisogno. Sono opzioni di cambiamento di rotta per un Paese che ha bisogno di una profonda trasformazione culturale prima che politica, così come di un passaggio generazionale nel modello di conduzione politica Gilberto Borzini tel. cell 3293081356 http://paroladiborz.blogspot.com

POTERI E PREPOTENTI E' chiaro che gli ispettori mandati dal ministro Alfano alla Procura di Trani mica possono arrestare i colleghi o strappargli a forza i documenti dell'indagine . Lo sanno entrambe le parti ed è impensabile immaginare che gli ispettori lo tentino , sotto gli occhi di tutta Italia e in un momento così teso . Possono solo parlarsi . Il presidente Napolitano ricorda : come recita lo stesso regolamento del CSM , quest'ultimo può prendere in esame le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dell'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizia , e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste . Invece il CSM l'ha fatto eccome , sostenuto dai soliti caporioni dell'ANM e sinistra in genere . Perché ? Ogni tanto facciamo le persone serie , senza raccontarci balle evidenti al mondo intero . La scelta del CSM non lascia dubbi : noi comandiamo e nessuno si deve permettere di contrastarci , neanche se lo prevede la legge . Atteggiamento rituale in non pochi esemplari della categoria . Che fare , cedere ancora una volta ? Dirompente che sia vedo solo una soluzione . Ogni soggetto che abbia dall'ordinamento giuridico dello Stato un potere lo esasperi proprio come fanno loro . Il ministro ordini a tutti i suoi dipendenti , forza pubblica , impiegati etc , di obbedire solo a lui , non ai magistrati , che secondo la Costituzione possono disporre direttamente solo della polizia giudiziaria . Si rompe lo Stato di diritto ? Perché , c'è uno Stato di diritto quando una categoria crede di poter comandare senza limiti a tutti i cittadini ? E la faccia di lamentarsi se ogni tanto riceve un insulto da Berlusconi ? Cremona 17 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info POTERI E PREPOTENTI E' chiaro che gli ispettori mandati dal ministro Alfano alla Procura di Trani mica possono arrestare i colleghi o strappargli a forza i documenti dell'indagine . Lo sanno entrambe le parti ed è impensabile immaginare che gli ispettori lo tentino , sotto gli occhi di tutta Italia e in un momento così teso . Possono solo parlarsi . Il presidente Napolitano ricorda : come recita lo stesso regolamento del CSM , quest'ultimo può prendere in esame le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dell'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizia , e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste . Invece il CSM l'ha fatto eccome , sostenuto dai soliti caporioni dell'ANM e sinistra in genere . Perché ? Ogni tanto facciamo le persone serie , senza raccontarci balle evidenti al mondo intero . La scelta del CSM non lascia dubbi : noi comandiamo e nessuno si deve permettere di contrastarci , neanche se lo prevede la legge . Atteggiamento rituale in non pochi esemplari della categoria . Che fare , cedere ancora una volta ? Dirompente che sia vedo solo una soluzione . Ogni soggetto che abbia dall'ordinamento giuridico dello Stato un potere lo esasperi proprio come fanno loro . Il ministro ordini a tutti i suoi dipendenti , forza pubblica , impiegati etc , di obbedire solo a lui , non ai magistrati , che secondo la Costituzione possono disporre direttamente solo della polizia giudiziaria . Si rompe lo Stato di diritto ? Perché , c'è uno Stato di diritto quando una categoria crede di poter comandare senza limiti a tutti i cittadini ? E la faccia di lamentarsi se ogni tanto riceve un insulto da Berlusconi ? Cremona 17 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info

Caro Presidente FINI, condivido le sue scelte... un caro saluto Ciro Costagliola Vice Sindaco del Comune di Viareggio

UNA MORATORIA CONTRO LE “POLEMICHE INTERNE” AL PDL Sulla stampa di centrodestra, ma non solo, e su diversi siti, non passa giorno che il confronto sugli “assetti interni” del PdL non diventi oggetto di polemiche al calor bianco. Spesso gli attacchi sono “ad personam”, con Gianfranco Fini individuato come il “nemico principale” o – solito vizio italico – come il “traditore della causa”… berlusconiana. A prevalere è la politica urlata, tanto teatrale, quanto irragionevole nell’irriverente strattonamento di Silvio Berlusconi, invitato, di volta, a farla finita con il “traditori”, a chiudere “il teatrino”, a “mandarli tutti a casa” e a dire basta con “i giochetti” dei finiani. Si tratta di un assedio sfibrante, che non aiuta a ricucire strappi e a svelenire il clima e che soprattutto rischia di ritorcersi proprio contro il Presidente del Consiglio, per il quale dicono di lavorare i suoi irriducibili “laudatores”. Il pasticciaccio delle liste elettorali conferma questa impressione, per non parlare delle risse, anche fisiche, con le quali ex di Fi ed ex di An – è accaduto a Milano, ma non solo – impegnano questi giorni di vigilia elettorale. Lasciando da parte le facili polemiche “ad personam” e certi richiami alti alla politica dell’appartenenza (andatevi a leggere – sul sito nazionale del PdL – l’elenco dei “soci fondatori”) un bagno di realismo non guasterebbe, partendo da una domanda semplice-semplice: che cosa chiede, oggi, la gente “normale” ? A breve, risposte immediate alle tanti crisi che hanno segnato e segnano ancora il nostro Paese (dal mondo del lavoro alla scuola, dalla Pubblica Amministrazione alle infrastrutture, dai servizi sociali all’ordine pubblico). In una prospettiva più ampia, di iniziare a rinsaldare quella coesione che purtroppo, oggi, ancora manca, e che riguarda i rapporti tra il Nord ed il Sud del Paese, quelli tra le generazioni, quelli tra capitale e lavoro. Discutere di “buon governo” e delle più ampie prospettive della crescita nazionale vuole dire essere dei “traditori” ? Invitare ad un “ritorno al reale” contro tutti i radicalismi, significa essere antiberlusconiani ? A me pare francamente il contrario. E’ anzi ritrovando l’essenza dei percorsi del centrodestra, in tutte le sue diverse componenti, che si può sperare di dare nuovo slancio all’azione di governo. Non ci inventiamo niente di nuovo. Gianni Baget Bozzo, il grande consigliere di Berlusconi, scriveva agli albori di Forza Italia: “Forza Italia non è un partito ideologico. Forza Italia non ha ideologie, essa formula il suo programma politico sulla base del senso comune dei cittadini, cercando di dare forma politica e conseguentemente istituzionale a ciò che i cittadini si attendono. Forza Italia è un partito realista, crede cioè che la domanda politica che sale dal popolo sia razionale e che il compito del partito non ideologico sia quello di interpretarla”. Ritrovare le ragioni di un partito non ideologico (nel momento in cui il berlusconismo di certi “laudatores” rischia di trasformarsi in un’ideologia), del “senso comune dei cittadini” (mentre certi radicalismi lo allontanano), della necessità di dare forma politica a ciò che i cittadini si attendono (contro chi vorrebbe un PdL tanto “leggero”, nella struttura e nel dibattito, da apparire inesistente) sono, ancora oggi, fattori essenziali per il radicamento e la crescita del PdL e per il rilancio dell’azione di governo. Il resto è politica-politicante, tanto inutile quanto dannosa ed inconcludente, specie a pochi giorni dal voto per le “regionali”. Da qui una proposta: lanciamo una moratoria contro le polemiche interne al PdL fino all’appuntamento elettorale del 28-29 marzo e concentriamoci sugli avversari esterni e sulle questioni di sostanza, quelle che interessano la gente: le idee, i programmi, gli impegni per costruire una nuova speranza di cambiamento e per dare ali ai candidati del centrodestra. Insomma, proviamo a volare alto… le polemiche terra-terra lasciamole al dopo-voto.

Buongiorno, registro che il Presidente Fini fonda il suo credo sulla democrazia interna e sulla collegialità; nel contempo attua iniziative operative e politiche con modalità di soeprendente autonomia che hanno il sapore di un imminente spin-off e di un forte disorientamento degli elettori. Non ci capisco piu' niente. Cordialmente

io sono di sinistra, ma mi piace leggere i commenti dei vostri elettori, sono molto meglio dei loro rappresentanti e mi consola apprendere che da qualsiasi parte tu la guardi "la Politica" viaggia per conto suo senza tenere conto dei suoi elettori. Grazie per l'ospitalità

sono di sinistra. vi leggo con piacere, interesse e con la speranza di avere finalmente una destra avversaria, non nemica, moderna e propositiva. liberatevi di berlusconi e della sua cricca, per favore.

DOVE SONO I POTERI Mi spiace veramente moltissimo che nella faccenda dei talk show la discussione sia andata solo nel senso vanno/non vanno fatti . Quando il problema da risolvere è preliminarmente , qui e in altre simili , CHI ha il potere di decidere . La Costituzione dice che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi . Quando la città organizza una maratona , usando leggi e regolamenti in vigore , blocca certe strade al posto di altre . Con gli stessi strumenti giuridici fissa i giorni di mercato , la zona e i posti . Spero sia pacifico per tutti che la scelta porta il sorriso a un cittadino , fastidio all'altro . Che si rivolge al giudice per stabilire se il Comune ha preso la decisione giusta . Insomma , poiché la vita sociale è regolata , per fortuna , dalla legge , il decisore finale è sempre il giudice . Va bene a tutti ? Io spero di no , se siamo davvero convinti che il fondamento della democrazia sia la divisione dei poteri . Già i tre classici sono due , nessuno vorrà sostenere , specie da quando vige il bipartitismo quasi perfetto , che il Parlamento faccia le leggi . Si limita ad approvare le scelte del governo , sennò tutti a casa . Per fortuna oggi nelle società libere i poteri sono ben altro che i tre canonici , basta pensare a quello impalpabile ma fortissimo della pubblica opinione . Ma quanti sono i poteri effettivi , se ogni divergenza va davanti al giudice ? Il Ministro crede di poter mandare gli ispettori alla Procura di Trani : mandarli , fisicamente parlando , può , ma i procuratori appoggiati dal Csm stabiliscono che hanno il diritto esclusivo a una visita turistica . Mi spiace sia rimasta inosservata l'ultima intervista al presidente della Corte Costituzionale : basta col principio giacobino che la volontà del popolo sia legge . Lo è , ma attraverso i modi e i limiti fissati dalla Costituzione . Cioè da lui e compari . Noi moderni spesso e scioccamente ridiamo dell'arretratezza delle istituzioni del tempo che fu , a cominciare dal potere assoluto dei monarchi . Modi a parte , cosa c'è di diverso in quello dei giudici, , che dettano su ogni argomento ? Ricordo una vecchia intervista di Pecorella : inutili nuove leggi , tanto i giudici le interpretano e applicano come vogliono . In nome ma senza l'equilibrio del popolo italiano . Da vent'anni appoggiati dalla sinistra , che li credeva alleati senza capire che , non tutti , ovvio , gli squilibrati possono appoggiarsi tatticamente a un partito , che usano per sfogare la propria voluttà di potere senza passare dal voto . Togliamoci qualche curiosità . Perché questa sopraffazione verso i governi , specie di destra , ma silenzio quasi completo fino al 16 febbraio 1992 ? perché , in tema di difesa dei principi sociali , silenzio assoluto verso le innumerevoli malefatte dei sindacati confederali , specie nel pubblico impiego ? Se avete voglia andate sul blog alle voci Inps e giudici e leggete : ho fatto regolari esposti scritti alle varie Procure interessate . Risposta : silenzio , l'arma che uccide nei sistemi democratici . Neanche una querela per diffamazione e sì che ho scritto cose pesanti . Cremona 16 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info

Grazie ai nuovi indirizzi dati dal Presidente Fini, che prospettò una Destra Laica e Moderna, capace di confrontarsi sui temi critici della bioetica, dell'immigrazione, dei nuovi diritti costituimmo qualche anno fa IDEANUOVA. Un laboratorio politico culturale,all'interno del circolo di AN di Cittanova(RC), capace di dare contributi anche amministrativi in termini di idee progetti e numeri, capace di provocazioni e di slanci politici che oggi, finalmente, trovano il contenitore naturale che aspettavamo. Da un'IDEANUOVA nasce Generazione Italia, potremmo dire orgogliosi, per continuare a confrontarci sia nei dibattiti pubblici che nelle discussioni private superando steccati ideologici e per poter scegliere e proporre ciò che è giusto perchè lo è, e non solo perchè è di destra o di sinistra. Come "nuova generazione" impegnata in politica, ringraziamo il Presidente Fini per questa nuova opportunità che ci offre, nella speranza che sia (per Noi)la volta buona!!!!

"Finalmente Fini non è più solo".. ed è arrivato il momento di capire chi è con lui.

bene bene ci voleva proprio . mi piacerebbe sapere come fare x aderire a questo movimento politico. grazie gianfranco

Finalmente si torna a parlare e a fare Politica vera,quella che appassiona. Finalmente Fini non è più solo, anche se non lo è mai stato, grazie al Secolo a Fare Futuro e ai parlamentari che hanno" osato "criticare lo stato di assoluto abbandono al "pressappochismo"in cui versava il PDL. Noi siamo stati abituati a stare con la gente e nella gente di qualsiasi estrazione sociale e abbiamo dovuto anche, ingoiare rospi, per il quieto vivere di questa grande ammucchiata, che non è la nostra, ma che il bipartitismo imposto da, e, su un predellino ci ha costretto. I pagliacci pennivendoli direttori di Giornale/i hanno da sempre cercato di demolire l'unica voce libera della politica, con lo scopo di regalare l'Italia del Nord alla Lega e ai suoi compari. Dove erano i vari Feltri e compagnia bella quando i nostri giovani morivano in difesa della libertà, contro il comunismo e il regime democristiano che aveva inventato l'arco costituzionale?

Finalmente si torna a parlare e a fare Politica vera,quella che appassiona. Finalmente Fini non è più solo, anche se non lo è mai stato, grazie al Secolo a Fare Futuro e ai parlamentari che hanno" osato "criticare lo stato di assoluto abbandono al "pressappochismo"in cui versava il PDL. Noi siamo stati abituati a stare con la gente e nella gente di qualsiasi estrazione sociale e abbiamo dovuto anche, ingoiare rospi, per il quieto vivere di questa grande ammucchiata, che non è la nostra, ma che il bipartitismo imposto da, e, su un predellino ci ha costretto. I pagliacci pennivendoli direttori di Giornale/i hanno da sempre cercato di demolire l'unica voce libera della politica, con lo scopo di regalare l'Italia del Nord alla Lega e ai suoi compari. Dove erano i vari Feltri e compagnia bella quando i nostri giovani morivano in difesa della libertà, contro il comunismo e il regime democristiano che aveva inventato l'arco costituzionale?

Che sia la volta buona per veder nascere una destra laica, giovane, dinamica, al passo con l'Europa che si occupi di temi seri come crisi, lavoro, immigrazione, integrazione, e non perennemente occupata a difendere e giustificare con iperboli verbali atteggiamenti a dir poco discutibili di ingombranti alleati? Ma avrete il coraggio di andare fino in fondo???? Cerco sui canali Rai dibattiti politici perchè tra qualche settimana ci sono le elezioni (sapete com'è dicono che il voto sia un diritto, ma se non so' nulla del programma di chi vota come posso andare alle urne) e vorrei saperne di più ma in televisione trovo solo servizi sui litigi e intossicazioni alimentari di alcuni primati confinati su un isola del Sud America. Cominciate da lì.

Cara Flavia, mi permetto di chiamarla così perchè la considero una amica e chissa se un giorno avrò il privilegio di conoscerla, sono d'accordo con lei ed auguro il più grande successo a Generazione Italia costituita dall'on. Italo Bocchino. Le finalità di tale organizzazione sono di alto livello e la sua ramificazione sul territorio potrà permettere degli incontri e di confronti di idee che oggi purtroppo non avvengono. Un obbiettivo che considero più che importante è la ricerca di teste pensanti, specialmenti fra i giovani, che possano far parte quanto prima di una nuova classe dirigente, che è ciò di cui il paese ha un disperato bisogno. Dobbiamo utilizzare l'apporto di creatività e di innovazione che i giovani possono fornire, integrandolo con l'esperienza e le competenze dei più anziani. Questo dovrebbe essere un obbiettivo generale della società e, visto che non lo è, è rilevante, sul piano sociale e culturale, che Generazione Italia voglia prendersene la responsabilità, almeno per quello che le è possibile. Questa iniziativa nasce per l'azione dell'on. Bocchino ed è auspicabile che riesca a "reclutare", oltre agli ex AN, anche gli elementi più consapevoli degli ex FI, come ad esempio l'on. Beppe Pisanu, che probabilmente è stato uno dei migliori ministri dell'interno della nostra storia più recente. Non sarà un cammino facile; le resistenze e l'ostruzionismo saranno forti, non facciamoci illusioni, ma è un grande occasione da non perdere. Ci sono temi scottanti, e non serve che li esplicito perchè li conosciamo tutti, sui quali giungere a conclusioni condivise sarà impossibile, a meno che Qualcuno (la "Q" non è un errore di scrittura) non si renda conto che in una vera democrazia è la legge che detiene il primato e non il cosidetto "consenso popolare", che si vorrebbe vedere come equivalente ad un mandato in bianco e capace di giustificare ed assolvere qualsiasi cosa. Se non verrà risolto una volta per tutte il problema della legalità - che per me, ottuso uomo di destra, è la base della democrazia - non andremo da nessuna parte e resteremo impantanati, ormai da troppo tempo, nei conflitti fra poteri dello Stato, caratterizzati da reciproche interferenze vere e/o presunte. Non credo, come si accenna in un altro articolo, che sarà possibile una sinergia fra Generazione Italia e i Promotori della Libertà : finalità troppo diverse : la prima si vuole rivolgere alla ragione, i secondi alla pancia. Al massimo potrebbe venir fuori una emulsione, ma le emulsioni non hanno vita lunga. Tuttavia, deve guidarci l'ottimismo della ragione e così che Generazione Italia vada avanti e che svolga effettivamente una efficace azione educativa e attragga i migliori fra i nostri giovani, perchè i giovani sono il futuro del nostro paese. Che Feltri scriva quello che vuole, che interpreti la realtà come vuole, che si arrocchi sulle sue posizioni. Non ha importanza: gli italiani non sono stupidi e sono molto meno manipolabili di quanto a molti fa comodo credere e far credere. La forza della ragione prima o poi prevale e costruisce la strada giusta da seguire e ciò che non la segue e rimane fuori sono scorie.