10 settembre 2010 - 05:12

Caos liste: fuori Formigoni e Pdl nel Lazio. Si spera nel Tar

È sempre più nel caos elettorale per la maggioranza di centro-destra. La Corte d'appello di Roma ha bocciato il ricorso (il secondo) presentato dal Pdl dopo l'esclusione della lista da Roma e provincia, a causa di un ritardo nella presentazione. E da Milano arriva una notizia che può sconvolgere il quadro politico: la Corte d'appello del capoluogo lombardo non ha infatti riammesso la Lista per la Lombardia di Roberto Formigoni, respingendo il ricorso contro il precedente provvedimento di esclusione (dovuto all'irregolarità di alcune firme). Da un punto di vista tecnico la "bocciatura" più grave è quella lombarda: al momento, senza il "suo" listino, il candidato del Pdl è escluso dalla competizione. Non può insomma essere votato. Nel Lazio, invece, l'esclusione dalla competizione del partito di maggioranza dalla capitale permette comunque di votare la candidata Renata Polverini. A questo punto, sia a Milano sia a Roma, bisogna solo sperare nel Tar. Nel frattempo i ggiudici della Corte d'appello di Roma hanno riammesso il ricorso della lista civica regionale per il Lazio di Renata Polverini, esclusa ieri. Per un altro caso, quello del "listino" respinto della candidata governatrice (a cui mancava la firma del vicecoordinatore del Pdl) bisognerà invece attendere almeno domani: ma tra i promotori c'è grande ottimismo.

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commenti dei lettori

Non capisco dove sia il "complotto" dei magistrati. Mi pare evidente che nel PdL regni un'assoluta incapacità organizzativa. Non è colpa dei magistrati se qualcuno va in ritardo a presentare le liste o allega meno firme di quanto prescrive la legge. Oltretutto, non esistono "i magistrati", esiste il magistrato TIZIO o il magistrato CAIO. I magistrati della Corte di Appello o TAR del Lazio che stanno decidendo su queste vicende non sono quelli che hanno indagato o processato Berlusconi a Milano 10 anni fa. Io penso che l'unica cosa da fare è chiedere il rispetto delle regole elettorali da parte di tutti.

Aziende e professionisti, almeno dal decreto legislativo 12 aprile 2006, sanno bene che qualora vogliano concorrere ad una gara, ad un bando, ad un concorso devono adempiere ben regolate procedure: presentazione di documentazioni, autodichiarazioni, certificazioni antimafia e di regolarità contributiva, bilanci, attestazioni, ecc, il tutto corredato da firme, timbri e documenti di identità e consegnato perentoriamente entro le ore e giorno stabiliti dalla Stazione appaltante, nonchè secondo precise modalità (a mano, piuttosto che per raccomandata, ovvero con corriere, etc). La presenza di questi documenti consente all’impresa/professionista la possibilità di partecipare alla gara e quindi di veder valutato il proprio progetto/offerta tecnica. Naturalmente l’assenza di una firma o di un timbro, la mancanza o l’errore di un documento determinano l’esclusione dall’intera procedura e quindi l’impossibilità anche solo di aprire la “busta” con l’offerta tecnica. Allo stesso modo un errore o un ritardo dalla consegna comportano l’esclusione dell’azienda, così come se prevista una consegna a mano l’eventuale invio attraverso un corriere produce l’esclusione dalla gara. Alla mia impresa è successo, e qualunque avvocato amministrativista sconsiglia qualsiasi ricorso al TAR, perchè sicuramente rigettato. Come ben sanno aziende e professionisti che normalmente lavorano in questo Paese queste sono le regole (a volte fin troppo burocratiche, certo!) per essere sul mercato: la volontà di partecipare ad una gara corrisponde alla libera adesione alle sue procedure, che sono ben note e pubblicate. Perchè questo sistema non dovrebbe valere per altre procedure pubbliche, come appunto le elezioni, a cui i partiti partecipano per adesione volontaria all’interno di un sistema di regole comunque annoso e ben conosciuto?

Io alla fine sono arrivato a pensare che tutti questi magistrati siano addirittura degli inconsapevoli alleati di Berlusconi e del PDL. Cosi' facendo, con il loro comportamento e le loro decisioni pregiudizievolmente avverse al loro nemico di sempre non fanno altro che rinsaldarne la leadership e di fatto gli danno ragione quando li attacca anche pesantemente.

Al di là dell'innegabile imperizia di chi ha causato queste buffe comiche, non credo che si possa lasciare fuori dalla competizione elettorale un candidato ed un partito che rappresentano buona parte dell'elettorato. Ora chi deve gestire la cosa pubblica oltreché ai cavilli dovrebbe essere capace di utilizzare le indubbie capacità culturali per capire tutto cio'. La praticità e il buon senso dovrebbero prevalere sulla forma delle 500 o mille firme che siano.Ma davvero pensiamo che il PDL e Renata Polverini non abbiano 5000 o quanti sono seguaci? Ed allora propongo per il futuro che chi nell'elezione precedente abbia riscosso un consenso che vada oltre x voti non sia tenuto a raccogliere alcuna firma ma è iscritto di diritto alla competizione elettorale purché lo voglia, ovviamente.

Anche io mi chiedo cosa farà Fini. Come terza Carica dello Stato, cosa risponderà al Ministro dell'Interno che minaccia, al Presidente del Consiglio che prevede disordini?? Ci sono le REGOLE e bisogna rispettarle .PUNTO!!

ragazzi, siamo seri: il PdL ha fatto una pessima figura, ingigantita da dichiarazioni scomposte o, peggio, vagamente minacciose; coinvolgere il presidente della Repubblica è patetico, oltre che folle; l'ipotesi di un de-cretino incostituzionale e para-golpista sono convinto che Gianfranco Fini si guarderà bene dall'avallare tali farneticanti ipotesi dimostrando ancora una volta che l'essere leali è cosa ben diversa dall'essere zerbini (per quel ruolo bastano e avanzano i capezzoni e gli straqudani...)

Se mi posso permettere Gentile Direttore Perina. Esiste una legge, prima di tutto etica e professionale e costituzionale, che permette ad un ministro e/o un parlamentare (indipendentemente dallo schieramento partitico, sia ben chiaro) di "sparare" imbecillità e "strunzate" su un qualsiasi argomento della vita politica italiana e non solo? A me non risulta ma forse sono rimasto indietro nei miei aggiornamenti giuridici. Le posso chiedere gentilmente di aggiornarmi in tal senso? Mi creda che rimango basito ed esterrefatto, insieme a quei "poveri imbecilli di italiani (ovviamente intelligenti, repetita iuvant)", quando leggiamo le dichiarazioni di tali "politici"(forse sarebbe piùopportuno definirli falsi politicanti da strapazzo, sbaglio?)sui vari argomenti. Perché non propone in modo bipartizan una legge di amdare a scuola tutti questi individui? Chiaramente la scuola inizia dall'asilo e non credo esista limite di età. Eh eh eh eh eh eh. Se non vuole pubblicare questa mia e-mail faccia pure, comprendo benissimo le motivazioni; La stimo troppo! Eh eh eh eh eh eh eh P.S. Non se La prenda se sorrido insieme alla stragrande maggioranza del "popolo italiano" che solo i poveri imbecilli credono di poter "prendere in giro"(sappiamo entrambi come tale espressione viene recitata qui a Roma, lo spieghi ai suoi colleghi parlamentari di ogni ordine e grado per far comprendere loro che "la pacchia è finita", il resto non conta un cazzo come recitava il Marchese del Grillo). Mi scusi per questa espressione, forse un pò forte ma sono parole non mie e solo riportare da un film magnifico. E rido ancora, il dramma per tutti che non vogliono comprendere che non sono il solo! Eh eh eh eh eh eh eh eh

E che cosa mai dovrebbe dire l'Onorevole Fini? Che posizione dovrebbe prendere? La bocciatura dei ricorsi ha Roma e Milano ha dimostrato ancora, se ve ne fosse stato bisogno l'incapacità da parte dei burocrati (ma non solo) del partito di gestire situazioni importanti ed impegnative. C'è stato un grossolano errore nella tempistica della presentazione delle liste che i magistrati hanno rilevato e come ci viene insegnato purtroppo gli errori si pagano a caro prezzo. Inutile e troppo facile dire Fini dovrebbe schierarsi. Qui non si tratta di schierarsi ma semmai semplicemente di constatare. Constatare? A me l'unica costatazione che viene in mente è che vi è stato un errore assoluto nel voler costruire un partito unico dalle molte anime divise in una parte del quale la "vecchia" plutocrazia regna sovrana e ci racconta tante di quelle balle da lasciare a volte esterefatti. Brutto è rilevare che non vi sono alternative a una classe politica nel complesso povera per non dire infingarda che nella globalità meriterebbe un "sacco" cileno.

La successione delle sentenze dal "legittimo impedimento" in poi delinea un quadro chiarissimo: è la guerra tra le toghe e il PdL. Se anche i Tar si pronunceranno in conformità si aprirà una crisi istituzionale gravissima.

Ritengo che alla fine tutto si risolverà al meglio come ha spiegato magistralmente il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Capotosti. Infatti se le regole normative sono importanti tuttavia occorre tener sempre presente che queste non possono assolutamente impedire il diritto di voto di milioni di elettori sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Ma questo non mi impedisce certamente di far finta di non dover prendere atto, mio malgrado, della totale mancanza di organizzazione del PDL nelle due entità geografiche maggiori del nostro paese. Qui mi voglio fermare per non dover esprimere giudizi molto più duri e certamente meno piacevoli per le persone implicate. L'unica cosa certa è che, come ha scritto in modo molto diretto e veritiero sul Corsera Galli della Loggia e su Il Messaggero Talamo e Sardo, siamo proprio "a carissimo amico", tanto per usare un eufemismo. Ma ora è meglio tacersi e non parlare del redde rationem preannunciato da "qualcuno"; sicuramente sarebbe opportuno che quel "qualcuno" iniziasse a fare il mea culpa insieme a tutti i peones che hanno starnazzato e continuano a starnazzare in modo stridulo e, diciamolo, anche fuori luogo. Iniziassero a pensare, almeno impiegheranno il propro tempo in modo costruttivo. Inoltre imparassero a memoria i tre articoli da me citati e meditassero sui concetti espressi. Chiedo scusa al Direttore Perina, alla Redazione tutta e ai vari lettori per questo mio sfogo. Un caro saluto a tutti.

Mi sembra che il quadro che si delinea dopo la bocciatura del ricorso di Formigoni sia molto preoccupante e dovrebbe suscitare lo sdegno e la compattezza di tutto il centro destra. L'onorevole Fini che farà a questo punto ? Si asterrà da ogni commento in quanto rappresentante di un'alta carica istituzionale ? Non mi pare che la cosa lo abbia mai frenato in questi 2 anni... Darà quindi un parere su quello che sta accadendo ? E se lo farà , ci sarà qualche speranza che dica ciò che ti aspetti da un alleato fedele e leale che nei momenti critici si stringe a te e fa quadrato, rimandando le critiche ad altre fasi ? Oppure anche questa volta coglierà solo l'occasione per marcare la sua differenza da Berlusconi ?