Qualche recrudescenza di toni, in campagna elettorale, è da mettere in conto. Esagera però “Europa”, andando a rovistare nei malumori, gelosie e invidie che sarebbero presenti nel comitato elettorale di Renata Polverini. Fonti rigorosamente anonime, naturalmente, le quali ora puntano su Claudio Velardi, l’esperto che segue la candidata Pdl per l’immagine, ora passano direttamente al bersaglio più grosso, cioè la stessa Renata Polverini. Le sue colpe? «Sembra Paperino». In pratica si metterebbe nei guai da sola, dando risposte inadeguate. In realtà si tratta solo di risposte sincere, poco in sintonia con il politichese masticato dagli apparati. La paperinite di Renata Polverini, allora, risulta tutt’altro che lesiva della sua immagine e della sua credibilità, semmai la rende più simpatica, di certo più vicina al modo di pensare degli elettori comuni rispetto alle esigue fette di politicanti arroccati nei partiti perché non avrebbero, in alternativa, altri mestieri da praticare per vivere. E quali sarebbero poi le gaffe inanellate dall’imitazione in giacca rossa del papero disneyano (peraltro personaggio amatissimo)? Intanto, il fatto che non vuole tagliare i posti letto negli ospedali. Intenzione lodevolissima, anche se non fosse praticabile. Poi il fatto che ha detto di non sapere cosa sia il fascicolo di fabbricato, faccenda che riguarda più gli amministratori di condominio che gli amministratori di una Regione. E ancora il fatto che ha detto di rifiutare l’equazione immigrati = delinquenza; un’espressione in piena sintonia con il buon senso. E infine la tormentata frase sulle coppie di fatto, altro tema che non sta certo in cima alle emergenze da affrontare in caso Polverini riuscisse a insediarsi al posto dell’opaco Piero Marrazzo.
l'articolo integrale sul Secolo cartaceo di sabato 6 febbraio
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