9 febbraio 2010 - 03:30

Destra, legalità, lotta alla mafia: un'intervista da leggere

Non ci sta Fabio Granata ad accettare che all'interno del Pdl, il suo partito, la questione della legalità («Valori che hanno nutrito intere generazioni di missini») sia derubricata come una faccenda da esibizionisti. Non ci sta che, per errore di prospettiva, il fatto di credere che il nemico «non sia Saviano ma il clan dei Casalesi» significhi agli occhi dei suoi «una vocazione all'eresia e al protagonismo se non al tradimento». Di più, continuando così «il berlusconismo rischia davvero di cancellare la nostra identità, che è quella di chi crede nei valori della legalità, dell'antimafia, della giustizia, del senso dello Stato». L'aria pesante che si respira in questi giorni sul fronte della giustizia con alcune indiscrezioni che annunciano il coinvolgimento di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri e con il dibattito sul processo breve stanno facendo emergere un clima di tensione anche all'interno dello stesso Pdl. Ma, secondo il vicepresidente della Commissione nazionale Antimafia, proprio questo dovrebbe essere il momento per non creare ulteriori divisioni nel Paese.

Perché lui  – in una lunga intervista alla Stampa –  se li ricorda ancora i giorni in cui la destra guidava le manifestazioni in difesa della legalità all'indomani delle stragi di mafia. Per questo motivo, proprio oggi che questi capitoli sono stati riaperti, «come posso non sostenere il lavoro tenace di un magistrato come Antonio Ingroia che indaga sulla trattativa che ricordo perfettamente accanto a Paolo Borsellino quel giorno alla sala mortuaria per riconoscere il corpo maciullato di Giovanni Falcone?». Detto ciò, «escudo il coinvolgimento di Silvio Berlusconi in questi fatti e troverei paradossale quello di Dell'Utri che conosco come un raffinato uomo di cultura». Ecco che, nel momento in cui dei dubbi su quella stagione tornano ad aprirsi – spiega ancora Granta – «non potrei non sostenere chi dal '92 cerca irriducibilmente di affermarla. A tutti i costi, non facendo sconti a nessuno. Meglio un giorno da Borsellino che cento da Vito Ciancimino». E' per questo motivo che «liberare l'Italia dalle mafie dovrebbe rappresentare il primo punto all'ordine del giorno di qualsiasi governo».

Da un po' tempo però percepisce «una grande volontà di delegittimazione nei nostri confronti» proprio quando su questo motivo si pongono iniziative concrete. «Ormai conta di più l'ossessione della sicurezza del cittadino e delle cellule terroristiche che i valori della legalità e del contrasto alle mafie». A tutto questo Granata risponde che «in Italia i nemici non sono i magistrati ma le mafie e l'illegalità», per cui «la legalità è la precondizione dell'agire politico». Allo stesso modo, se è vero che il governo ha messo in campo delle iniziative concrete di contrasto alla mafia (come l'inasprimento del 41 bis) «il problema è quello della coerenza, dell'agire concreto. Il consiglio comunale di Fondi non è stato sciolto, un emendamento della Finanziaria mette all'asta i beni confiscati ai mafiosi con il risultato che un prestanome di un qualsiasi boss potrà rientrare in possesso di quel bene». Per Granata, insomma, accanto a quello che si è fatto occorre non abbassare la guardia né porsi politicamente come altro rispetto alla magistratura perché «è il linguaggio corrente che vanifica questo buon lavoro» che il governo ha fatto in termini di contrasto alla mafia.


L'intervista su LA STAMPA.it

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49657girata.asp

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commenti dei lettori

Ho l'impressione che all'onorevole Granata sfugga più di qualche cosa. Ricordiamo che il lavoro di quesi 2 Grandi Magistrati si affidò solo all'applicazione della legge e non alla "moralizzazione" dei costumi. Fu quest'approccio laico che consentì il successo contro la mafia. Il non essere ideologicamente coinvolti nell'azione giudiziaria evitò la strumentalizzazione della mafia. Così i pentiti non furono usati come amplificatori di idelogie politiche pro o antigovernative, ma, più semplicemente e onestamente verificati! E, infatti, molti "pentiti" depistanti furono smascherati e ricacciati nelle celle, dove meritavano di stare. Oggi, l'impressione, e che ci si "pente" per infangare il centrodestra e, non si è autenticamente pentiti, se non si coinvolge Berlusconi o i suoi collaboratori. Pensi, onorevole Granata, che ero convinto che la mafia siciliana controllasse anche quella americana e invece ..... è Berlusconi che comanda tutto! Grandioso! Onorevole Granata, certo che vogliamo distruggere la Mafia, come fece il prefetto Mori, ma stando dalla parte dei veri amici di Falcone e Borsellino, quelli che gli furono amici in vita; questi di oggi gli divennero amici al funerale, perchè in precedenza li ostacolarono sottobanco. Non vorrà credere a tutte le panzane dell'antimafia di Violante! I vari processi Andreotti hanno già dimostrato l'inconsistenza dei teoremi e hanno assorbito risorse umane ed economiche alla lotta alla Mafia, che la Mafia ha saputo sfruttare ed ancora ringrazia. Mi fermo qui, ma moltissime altre cose si potrebbero dire e fare contro la Mafia e chi dovrebbe combatterla. Vorrei però ricordare che il primo codice di leggi che conosciamo, fu quello di Hammirabi nell'antica Babilonia: esso stabiliva pene esemplari per tutti i reati, ma le più pesanti erano per quei giudici che facevano cattivo uso della legge per loro scopi!

Chi entra nel Pdl dev'essere innanzitutto di idee liberali e come tale respingere i teoremi giudiziari e le deviazioni di certi Pm ignari dei loro doveri verso lo Stato (che impongono l'accertamento della verità raccogliendo, tanto per fare un esempio, oltre a indizi e prove a carico di qualcuno, anche quelli a discarico, senza pregiudizi, e a formare un teorema solo al termine delle acquisizioni e non prima). Quelli che non si comportano così sono da equiparare ai mafiosi veri e quantomeno cacciati.

x Enrico.1°)il PdL é nato con alcune idee-basi e chi vi ha aderito le ha fatte proprie.Se qualcuno poi ha cambiato idea é giusto che lo dica ,che solleciti una discussione ,ma senza la pretesa che la propria nuova idea sia considerata il "verbo".Se la maggioranza non vuole cambiare idea ... se ne và.No? 2°)quali sono le amicizie MOLTO pericolose? e di chi? non é che tutti possiamo fare affermazioni generiche del tipo annozero o di pentiti (tipo Spatuzza) e farle sembrare "vere"!Bisogna tirare fuori le PROVE! Purtroppo, una parte della Magistratura ha agito ed agisce in modo tale da convincere elettori ed iscritti al PdL che Berlusconi sia nel loto mirino e che debba essere "travolto" ad ogni costo,alla faccia della democrazia.Sì,ogni cittadino può e deve essere perseguito dalla legge, ma é anche vero che nessun cittadino possa essere perseguitato dalla Magistratura per 15 anni e restare in silenzio! 3°)non ho capito il senso della tua affermazione in ordine alla lotta alla illegalità ed alla mafia! ma,per caso,la sinistra é esente da illegalità e/o da mafiosi? o -per contro- la destra al governo ha agito per favorire illegalità e/o mafiosi? Mi dispiace, ma con queste idee é bene che tu continui a dare il tuo voto a sinistra.

X Gianfranco: Chi "obbliga" i ragazzi di "Ammazzateci tutti!" a restare i Calabria? Perché non se ne vanno? Se in casa tua entra acqua dal tetto... cerchi di riparalo o te ne vai e la lasci andare in rovina? Non potrebbe essere che, così, tanto per ipotizzare, qualcuno si sia convinto che il PDL, proprio perché MOLTO forte (ma con amicizie MOLTO pericolose) potrebbe, se ben "gestito" fare MOLTO bene al Paese... ma che, potrebbe anche, in caso contrario DISTRUGGERLO? Io sono, principalmente per la legalità (e quindi per la lotta alla mafia) e se la destra, "una" destra, decidesse di fare sua trasparentemente e coerentemente questa bandiera, io potrei anche votarla. E' una questione di priorità. Io sono, più o meno, di sinistra (almeno nel senso lamalfiano della politica dei redditi) ma sono convinto che se non si mette al primo posto, e si risolve, a monte il problema della legalità e della lotta alla mafia, non ci sarà mai spazio per nessun avanzamento sociale.

Cari amici legalisti, poche annotazioni. 1°: i Pm rossi e i poteri occulti votati a demolire gli avversari politici con grande spreco di denaro pubblico non sono migliori dei mafiosi. 2°: che ne è del principio legalitario e liberale per il quale ogni accusato è innocente fino a prova (vera, schiacciante prova)contraria? 3°: volete che siano i Pm a decidere chi può e chi non può esercitare i diritti politici, in barba agli elettori? Basta un avviso di garanzia...

X Antonio.Sì,vabbene,ma chi vi obbliga a restare (se siete del PdL!)?Andatevene!!c'é qualcuno che vi trattiene?

Salve, è la prima volta che scrivo su questo blog. Ho 30 anni e la prima volta che ebbi la possibilità di votare grazie alla maggiore età votai Fini. Successivamente girando su internet mi informai e cambiai radicalmente passando all'IDV. Mi dispiace, l'idea della destra legalitaria (che a mio avviso, se avesse continuato su quella strada oggi verrebbe tacciata come giustizialista!) come quella dei ragazzi di azione giovani che non solidarizzarono con Dell'Utri dopo la condanna in primo grado per mafia, era insita nella mia moralità, ma come si suol dire "Dimmi con chi vai, ti dirò chi sei!". Lo smarcamento di alcuni come l'on. Granata su questioni di etica politica arrivano secondo me tardi, dopo 15 anni di connivenza e legiferazione a tutto vantaggio di Berlusconi e dei suoi problemi giudiziari. E' inopportuno che Cosentino si candidi e anche solo che resti a capo del CIPE? E allora non valeva lo stesso per Berlusconi come truccatore di bilanci, evasore fiscale o falso testimone o corruttore di giudici? Semplicemente come ha detto bene Peter Gomez qualche puntata fa ad EXIT l'attuale classe politica è inadeguata nel complesso a legiferare su temi di giustizia... http://www.youtube.com/watch?v=j2VqvttqHSM ormai è tardi per convincermi a votare nuovamente Fini, aspetto solo il momento in cui DiPietro possa governare da solo (senza quegli inciuciari del PD) per dimostrarci veramente se è diverso dagli altri oppure se diceva bene un certo ministro che "con la mafia bisogna imparare a convivere!". Anche se fortemente critico nei confronti di AN per la svolta Berluscon-populista avuta in questi 15 anni, mi dispiace però sinceramente che oggi il Presidente Fini debba provare il manganello mediatico in passato utilizzato su DiPietro, Grillo e altri oppositori del Cavaliere. Ringrazio però il Presidente per quello "STRONZO". Per un attimo mi sono sentito DAVVERO rappresentato da un grande politico che ricopriva una carica istituzionale rappresentativa di tutto il popolo! CORDIALI SALUTI

Fabio Granata è persona attenta e prudente e si muove in politica con notevole abilità,per cui incassa stima anche da quanti si trovano su posizioni politiche diverse e distanti dalle sue.Non in pochi hanno notato il suo stato di disagio negli interventi pubblici degli ultimi tempi,ora confermato dalla dittatoriale minaccia del capo del governo.Lo sà Granata,lo sà anche Fini,come lo sanno tutti,che il PDL è una casta padronale in cui impera una sola volontà,quella del capo,il quale ha l'unico obietivo di liberarsi delle istituzioni,in primis la magistratura.Ma ora che l'aut aut è ultimativo,Granata sembra essere l'unico in grado di chiamare Fini ad una profonda riflessione che lo porti a decidere se indossare il saio e cospargersi la testa di cenere,oppure sbattere la porta, come fece Montanelli quando rifiutò sdegnosamente che altri dettassero la linea editoriale del giornale di famiglia.Si illude Bocchino se pensa che Fini è cofondatore del PDL.Il sottosegretario Menia ha rivelato in una intervista ad un quotidiano di aver previsto che a quelli di AN sarebbe toccato il servizio di portierato dell'edificio berlusconiano.Fu una facile profezia,oggidì cruda realtà,aggravata pure dal passaggio in massa degli ex aennini alla corte del sovrano che li ha relegati alla diffusione del suo tracotante verbo.Fini non sembra intenzionato a rivestire il ruolo di figurante sia nel partito e più ancora nel suo ruolo istituzionale.Purtroppo con un seguito sparuto non è facile varcare il Rubicone,come si dice,anche perchè non è prefigurabile quale impatto potrebbe avere nella pubblica opinione un gesto clamoroso come l'uscita dalla tana del lupo.D'altra parte Fini si deve ormai convincere che protrarre il braccio di ferro con Bossi e Berlusconi è tempo perduto perchè i due sono complementari e lavorano ciascuno per raggiungere i loro scopi.E quindi,se ha ragione chi dice che oggi i finiani non supererebbero le dieci unità,si capisce bene che così malmesso Fini non è in grado di spaventare nè il PDL e meno che mai il monarca assoluto.Anzi,se fosse reale la minaccia scandita da Berlusconi,può anche arrivare il decreto di espulsione,quale risposta conclusiva alle "comiche finali", affronto forse sopito,ma non dimanticato.Il politico ha per sua guida l'imperativo categorico che è il possibilismo.L'uomo ha un patrimonio inestimabile che è la propria dignità.Gianfranco Fini ne ha tanta e saprà esserne geloso custode.

Buongiorno a tutti: scusate se mi intrometto nella vostra discussione, ma vorrei precisare due cose. La prima: la verità giudiziaria non è necessariamente uguale alla verità storica, perché i criteri sui quali si basa una sentenza sono diversi da quelli su cui si basa la ricostruzione storica. La seconda: la verità giudiziaria dice che l'on. Andreotti ha commesso il reato di partecipazione a Cosa Nostra fino al 1980, ma il reato è stato prescritto. Mentre è stato assolto per i fatti avvenuti dopo il 1980.

X Carmela: Siamo d'accordo, il blocco è questo e non penso se ne uscirà finchè Berlusconi sarà presente nella vita politica. Purtroppo

X Luca: Non volevo dire che il suo intervento conteneva elementi di berlusconite, e se così sembrava me ne scuso. Solo far presente il mio stato d'animo, per il quale ogni foglia che deve essere spostata ha come contraltare il sospetto che possa essere spostata pro o contro Berlusconi, per il quale vale senza dubbio la presunzione di innocenza. Io mi preoccupo di questo corto circuito legislativo-amministrativo-mediatico-politico del paese. Questo è un fatto del quale dovremmo iniziare ad interessarci, senza incorrere in giudizi pro-magistratura o contro. Semplicemente fare i conti con la realtà, unica nel panorama europeo. Sta in gran parte qui il blocco di cui molti commentatori parlano e che affligge l'Italia.

Che bella l'intervista all'on. Granata della Stampa di ieri. Finalmente!!! L'ho letta e riletta, ogni parola è da condividere. E' l'esternazione forte del nostro diverso sentire e dei nostri antichi valori. Spiace che diversi esponenti ex-An, l'abbiano contestata. Io voglio dire grazie all'on.Perina, all'on. Fini, a Voi tutti del Secolo per l'impegno profuso nel riaffermare la nostra identità, nonostante la contrarietà dei grandi giornali d'area, Libero ed Il Giornale. Ricordate quella meravigliosa foto natalizia di bimba di colore, in braccio all'on Fini, sul Secolo di alcuni anni fa, allora diretto dall'on Accame ? Ho ricominciato a leggervi- dopo anni - per le Vostre recenti posizioni e Vi prego, non abbandonatele. A proposito, perchè non lanciate degli abbonamenti popolari,(come già avvenuto in passato) accessibili a noi pensionati ?

Gentile Carmela il mio intervento intendeva essere diviso in due parti. La prima, attinente l'intervista riportata esprimeva il senso di giustizia e legalità che appartiene a tutti noi e, come detto, alla stragrande maggioranza degli italiani. Saremo sempre al fianco di chi, quotidianamente lotta per l'affermazione di questi principi, come le forze dell'ordine, i magistrati e gli avvocati. Potevo finirla qua. Invece ho voluto inserire un tema che presto sarà di primaria attualità e sul quale è meglio se incominciamo a formularci un'idea prima che la deflagrazione del caso, già annunciato da tutti i quotidiani, porti a delle reazioni scomposte. Dai miei interventi su questo sito si evidenzia come io non soffra di berlusconite, nè mi pongo a prescindere a difesa di una linea politica o delle idee di chicchessia.

X Luca: parlare di lotta alla mafia e di sostegno ai magistrati che la conducono non significa aprire scenari di dimissioni per il premier come lei sussurra, ma non vuol dire nemmeno proseguire con questa aria torbida, nella quale si dubita del coraggio di chi ogni giorno rischia la vita- propria e dei propri cari-o si delegittima sforzi di anni interi con uno sciagurato emendamento per la vendita all'asta dei beni sequestrati alla mafia. Non facciamoci prendere dalla berlusconite, ovvero quella deriva che ci porta a inserire il nome del premier in ogni questione. Certo, se non ci fossero testimonianze e indagini, sarebbe più facile farlo, ma non è colpa degli italiani o dell'antimafia se non mancano indizi o sospetti in tale direzione.

Bene ha fatto l'On. Granata ad esprimere quello che è il pensiero dei cittadini che richiedono legalità e giustizia. Se Falcone e Borsellino fossero ancora vivi e dedicati a perseguire reati non di mafia, ma ad indagini e processi di "colletti bianchi" e affini, forse non agirebbero con la stessa determinazione, senza remore per le "figure" degli indagati? Legalità non è soltanto lotta alla mafia,è lotta contro qualsiasi tipo di reato. Mi preoccupa il ddl sul processo breve : la dichiarazione del Ministro della Giustizia che solo l'uno per cento dei processi in corso è a rischio non mi è piaciuta. Un uno per cento di giustizia non attuata è comunque giustizia negata sia al singolo che a tutta la società. Attendiamo le spiegazioni che il Presidente del Consiglio a deciso di fornire agli italiani in merito al "problema della giustizia". Credo che molte cose che dirà sono già scontate e non faranno notizia. Vedremo cosa ci dirà di nuovo.

Voglio ringraziare l'On. Granata per le splendide parole , autentica musica per nostre orecchie , con le quali ha ricordato le nostre storiche battaglie per la legalità; in difesa dei magistrati onesti che hanno perso la loro vita e che ancora oggi la mettono a repentaglio per sconfiggere le mafie. Siamo minoranza nel PdL ? Siamo i MIGLIORI...

Il senso di giustizia fa parte del nostro DNA, giustizia che in Italia è difficile da ottenere anche solo in una semplice causa condominiale. La legalità fa parte del nostro DNA, legalità che in molte zone del nostro paese è solo utopia e per la quale bisogna lottare ogni giorno sostenendo le persone che con il loro lavoro quotidiano, come le forze dell'ordine, i magistrati, i giudici ed anche gli avvocati perseguono questo obiettivo. Questo nostro senso di legalità e giustizia, che include anche e sullo stesso piano i diritti degli indagati, vergognoso a mio modo di vedere che in Italia si stia quasi più giorni in carcere in attesa di giudizio che a sentenza ottenuta (quando poi non si risulta essere innocenti) e dei detenuti che devono comunque avere una qualità di vita decorosa all'interno delle carceri compreso un miglior sviluppo delle politiche di reinserimento (anche questo diritto sancito dalla nostra Costituzione). Diffido, o meglio respingo l'idea di chi dice che l'unica lotta vera contro l'illegalità è quella fatta da lui secondo le sue idee. Cerchiamo il confronto dialettico anche qui per sviluppare nuove sintesi. La giustizia e la legalità fanno parte del nostro DNA come penso quello della stragande maggioranza dei cittadini. Chiudo con un mio timore. Ci avviciniamo a giorni ancor più infuocati sul tema legalità e giustizia che deflagheranno con il conivolgimento del premier nelle inchieste per le stragi mafiose a seguito di dichiarazioni di pentiti. Temo che qualcuno, preso dall'enfasi del "riscoprire" questo nostro DNA si possa preparare a chiedere immediatamente le sue dimissioni. Ricordo a tutti che il Presidente Giulio Andreotti accusato ripetutamente di mafia dopo anni di processo è stato assolto. Il chiedere la testa di qualcuno non è nè senso di legalità nè senso di giustizia. E' il suicidio di questi principi.

Avere avuto come connazionali degli uomini come Falcone e Borsellino (e insieme a loro tanti altri magistrati e uomini dello Stato), è per me un grandissimo onore.Non mi sono mai chiesta a quale schieramento appartenessero,non era importante sapere se fossero di destra o sinistra;appartenevano allo schieramento degli uomini onesti,coraggiosi,che hanno dato la vita per il nostro paese..per tutti noi, perchè potessimo vivere nella giustizia e nella pace.Ed allora a questi grandi uomini ,noi dobbiamo tanto,E IL MINIMO CHE POSSIAMO FARE E'OFFRIRE LORO LA VERITA',FARLO SAREBBE ONORARNE IL SACRIFICIO, IL RICORDO E PORTARE A TERMINE LA LORO OPERA RAGALANDOCI UN PAESE MIGLIORE.Mi perdonino i politici, ma una riforma sulla giustizia deve guardare a questi uomini,sono loro che ci hanno insegnato:la VERA GIUSTIZIA,E IL GRANDE AMORE PER IL PROPRIO PAESE..IMPARINO I POLITICI! IMPARINO E ABBASSINO LA TESTA DAVANTI A PERSONE COME QUESTE!!

leggendo l'intervista dell'on Granata questa mattina su La Stampa ho avuto un senso di orgoglio!!!!e di speranza che quelle parole possano diventare un punto fermo in un partito dove non si parla mai di GIUSTIZIA..... ma di problemi con la giustizia che riguardano qualcuno!!!riusciranno i "finiani"ad avere la meglio????io che tra quelle virgolette mi riconosco me lo auguro....