Una giornata di lavoro e di confronto per mettere a punto un manifesto di idee collegato a Futuro e Libertà: questo il senso dell’appuntamento di trenta intellettuali e scrittori (mercoledì, dalle 10 alle 18 nella sala San Claudio di Palazzo Marini) che dialogheranno u un nuovo impegno culturale, riprendendo il filo degli incontri organizzati dal Forum delle idee animato da Fabio Granata. Da settimane stanno organizzando l’incontro Peppe Nanni e Monica Centanni, mettendo nero su bianco spunti e riflessioni. Il punto di partenza è la consapevolezza che «non c’è politica senza un pensiero che anticipa e accompagna l’azione trasformatrice, non c’è politica senza un pensiero di rottura e slegamento dalle consuetudini». C’è poi l’ambizione di superare guardando all’interesse generale «il ricatto paralizzante di passate appartenenze», perché la politica si svolge nel punto in cui si incontrano immaginazioni diverse che «congiurano per un futuro preciso». Per questo il manifesto-appello che si sta elaborando si rivolge a tutti, punta a coinvolgere energie libere e non sarà «una litania di valori» ma un progetto per l’Italia contemporanea.
Un progetto “aperto” e non predefinito nei suoi orizzonti ma con un «programma espansivo destinato ad ampliarsi via via che nuovi contributi affluiscono nell’alveo iniziale». Al centro del progetto non più la vecchia figura del militante ma quella del “cittadino attivista”. Secondo i registi dell’incontro «il progetto politico, a differenza delle piccole ideologie strumentalmente destinate a difendere interessi asfittici, è sempre inclusivo, mobile, attento al divenire della società: si offre all’intero corpo dei cittadini, stimola l’attivismo, rifugge dall’esclusività dell’appartenenza, allarga sistematicamente il perimetro della partecipazione alle procedure di formazione della res publica». Nel manifesto si toccherà il concetto di patriottismo repubblicano, inteso come «ricostituzione della cittadinanza condivisa come identità culturale di una comunità» e si insisterà sulla necessità di investire su istruzione e ricerca, terreni oggi troppo trascurati dal centrodestra.
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