4 febbraio 2012 - 07:34

Massimo Fini: "Silvio epura perché non ha più energia"

Federico Locchi

Uno può essere confuso. Due possono essere criptocomunisti finalmente giunti all’autocoscienza. Tre possono subire l’accusa di tradimento. Ma, alla fine, i numeri finiscono per imporre una riflessione un po’ più articolata. L’elenco di coloro che sono transitati per il berlusconismo finendone cacciati, epurati o esiliati nel dimenticatoio comincia in effetti a essere troppo lungo per essere casuale. Come sa bene il giornalista Massimo Fini, che da sempre getta uno sguardo critico sull’universo culturale che orbita attorno a Silvio. "Da come l’ho visto - spiega - l’uomo mi sembra in chiara decadenza fisica e psicologica. Del resto bisogna pur riconoscere che all’inizio in Forza Italia c’erano anche persone valide e per bene: pian piano sono stati tutti cacciati. Non può essere un caso". Sul discorso del presidente della Camera a Mirabello, il giornalista spiega: "L’ho trovato molto coraggioso. E tuttavia rimprovero a Fini di essere stato tardivo, nella sua decisione di ribellarsi al berlusconismo". Per Massimo Fini "nel 1994 posso capire che Berlusconi apparisse come l’Uomo della Provvidenza. Dopo 16 anni, tuttavia, sfido chiunque a dimostrare che l’Italia sia migliorata in qualcosa. Dico: 16 anni. È quasi un ventennio. Dopo 20 anni Mussolini lasciava all’Italia grandi tragedie ed errori, ma anche grandi realizzazioni. Di cui oggi non vedo traccia". (Continua sul Secolo d'Italia di mercoledì 8 settembre)

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commenti dei lettori

Ho atteso e non invano e adesso moltissimi cortigiani del 'caimano' cominciano a sentire puzza e scappano. Uno dei più grandi giornalisti del ventesimo secolo, Indro Montanelli, disse: Berlusconi è come una malattia la devi provare. E Montanelli non era certo un 'comunista' come dice qualcuno

Caro Massimo Fini, ti seguo da quando eri all'Europeo. E devo dire che tu non sei cambiato come invece ha fatto quel lecca c...che oggi dirige il Giornale. Una volta demonizzava Berlusconi oggi (da buon subordinato strapagato dalla sua famiglia)sbava per lui come un qualsiasi cagnolino di famiglia. Mantieni sempre la rotta! Non farti trasportare dalle correnti denarose ma asfissianti e opprimenti! Ma forse non c'era bisogno di consigliartelo. Tu non sarai mai un "Berluscones". Con viva stima. Otto

Penso che la "scissione" di Fini e dei Finiani abbia ragioni di tutto rispetto, politiche e personali, sia quelle espresse che quelle non espresse. Penso però che tante "rancorosità" avrebbero dovuto essere più temperate, a sostegno del fatto di volere rimanere nella coalizione di governo. Spero che la ammirevole passionalità politica di Fini e il notevole acume di Bocchino vengano usati con più controllo.

massimo fini 6 in assoluto la persona meno ipocrita e più diretta che conosca. Congraturazioni infinite.

A leggere i commenti che parlano di TRADIMENTO mi sono posto questa domanda MA A VOLTE NON PUO'ESSERE CHE CHI DISSENTE ABBIA UN BRICIOLO DI RAGIONE?(Non dico tutta la ragione del mondo solo un briciolo)MEDITATE!!!PERCHE'IL DISSENSO non è TRADIMENTO ma il sale del CONFRONTO DEMOCRATICO.

l,analisi di m.fini è puntualissima,berlusconi ,è stato l'uomo della provvidenza solamente per i suoi cortigiani e cortigiane che hanno approfittato per arricchirsi e per sentirsi importanti,mentre berlusconi li "ricattava", questi lo adulavano e gli stendevano tappeti. l'italia non ha ancora "goduto" dell'uomo della provvidenza berlusconi,perchè era impegnato a difendere se stesso dai giudici ed i suoi cortigiani. g.fini finalmente,anche se in ritardo si è svegliato,meglio tardi che mai,ora il fli tenga duro rispetti il programma,sotenga il governo sulle cose serie ed in piena libertà per gli iteressi degli italiani che lavorano o ne hanno voglia,cosi scopriremo che la lega e parte del pdl,non potendo realizzare i propri affari,ci porteranno ad elezioni anticipate,loro ultima ma invana speranza di salvezza. bossi si stà già preparando ad essere il boia della legislatura e di berlusconi. viva l'italia.

Sono d'accordo quando dici che Fini avrebbe dovuto staccarsi prima dal berlusconismo.Sono stato uno dei primi iscritti al club FI più importante come numero di tesserati,quando nel '94,quella che speravo fosse una destra sdoganata dalle antiche prevenzioni a cui da simpatizzante del vecchio MSI sentivo intorno.Me ne staccai quando decisero di avere la Lega come alleato.Sentivo parlare di Padania,di Italia separata..troppo distanti dalle idee romantiche che ci hanno regalato i nostri vecchi e irripetibili maestri.Nella scelta di Fini c'è tutto..Il desiderio di crescere (lecito)e anche il desiderio di riprendere certi discorsi interrotti.Riprendiamoli insieme,perchè gli italiani non solo ne hanno bisogno,ma li vogliono!

Scusate la mia ignoranza. Io vorrei leggere l'articolo completo ma purtroppo non sono riuscito a reperire il giornale in edicola. Come posso fare? Ti suggeriamo l'abbonamento on line, che dà accesso anche a tutti gli archivi.

Siamo stanchi d questo governo che inizio a far rimpiangere Prodi.. Ma dateci un governo serio, un governo che governi per il bene del paese e non per acquisire una casupola a Montecarlo.. Daeci un governo Fini, andiamo a votare

Condivido appieno le parole di attais. Credo che la fine del berlusconisco sia una grande occasione che l'italia per superare certe ideologie vecchie e far voltare pagina a questo paese. Sono solo perplesso sui tempi... come mai ai finiani ci sono voluti 16 anni per capire che Berlusconi si faceva solo gli affaracci suoi e dei suoi amici, che fosse un personaggio senza scuproli e senza coscenza? Della serie.. meglio tardi che mai!

Non sono elettore di destra ma devo riconoscere ai due FINI il coraggio delle idee che, seppure da rive opposte mi hanno sempre fatto rispettare le persone che le esplicano. Il giornalista è uno dei tanti epurati e parla, hailui, per espeirenza diretta. Qualcuno si ricorda uno dei cofondatori di Forza Italia, controlli se, a parte dell'Utri per ovvie ragioni, è ancora seduto in parlamento. Quanti col tempo hanno deciso di usare la propria testa: decapitati o passati nel tritarifiuti di feltri. Ho visto il reportage da Mirabello ed alla fine del collegamento, su la 7, si vedeva che il fido Feltri era stravolto, peggio di Fini alla fine dell'appassionato e convinto discorso fatto.

DI PERSONAGGI INTORNO A BERLUSCONI NE SONO GIRATI TANTI, E' VERO, CHE AVEVANO LA VELLEITA' DI FARLO FESSO, MA COSTORO RENDENDOSI CONTO DI NON POTER COMPETERE CON LUI, NON SANNO FAR ALTRO CHE METTERSI DI TRAVERSO; POI NON POSSONO LAMENTARSI DI ESSERE CACCIATI VIA NON AVENDO NEMMENO POTUTO DIMOSTRARE DI AVER SAPUTO AMMINISTRARE NON DICO UNA GRANDE METROPOLI, MA NEMMENO IL PIU' PICCOLO COMUNE D'ITALIA. E' TANTO DIFFICILE CAPIRLO MASSIMO FINI?

Il cavaliere non fa altro che convocare i più sviscerati yesmann che gli ruotano famelicamente intorno, per sentirsi approvare e confermare, afflitto come si ritrova dal “complesso dell’abbandono”. Non aveva mai immaginato che qualcuno del suo entourage potesse criticarlo e rinfacciargli come difetti tutto ciò che fin ora ha ritenuto i suoi punti di forza. “Sono ricco, sono bello, ho successo ovunque, mai donna mi si è negata e mai uomo ha respinto le mie offerte”, questo il ragionamento che lo stritola dentro una megalomania patologica. Finge di ignorare che ha sempre pagato quelle donne (in un modo o in un altro) e che ha sempre corrotto quegli uomini (in un modo o nell’altro). Certo ci sono i critici e gli avversari esterni, ma quelli non contano… si tratta solo di comunisti. Ci sarebbe anche la magistratura, ma quella è politicizzata. E poi i sindacati che si dimostrano illiberali e nemici della libertà che “il capitale” deve avere per promuovere lo sviluppo, mentre i sindacati pretenderebbero di imporre regole ormai vecchie e superate che ruotano ancora intorno al lavoro e all’uomo che lo compie. Così raccoglie i fedelissimi, che tali sono perché non avrebbero altro posto dove andare, troppo compromessi con l’adulazione retribuita. L’appuntamento è sempre a casa del munifico principe, uno dei castelli o uno dei palazzi, magari ristrutturati da Anemone nel solito modo. Le facce sono noiosamente sempre le stesse e tutti ex qualcosa, ex comunisti, ex socialisti, ex democristiani, ex liberali, ex radicali, ex fascisti e anche qualche fascista dichiarato, ex incensurati, ex ballerine, ex aspiranti a miss Italia, tanto ex da non avere più spazio credibile per cambiare ancora casacca, per fuggire in tempo dalla nave che affonda. Si riuniscono pateticamente concordando fra di loro i modi più diversi per compiacere l’imperatore. Si tratta di riunioni della serie “quattro amici al bar”, appunto il nuovissimo “Bar Lusconi”, dove il cerimoniale prevede una conclusione ripetitiva: la partitina a poker. Il cavaliere vince sempre perché le regole le detta lui e gli altri annuiscono, e sono regole che hanno valore retroattivo: un doppia d’assi del cavaliere batte il full di kappa, perché “di mano” e se l’avventore tenta di ribattere che esistono le regole e che, semmai, tutto ciò può valere dalla prossima mano, viene rimbrottato e accusato di essere anti-democratico, infatti il cavaliere propone subito di mettere la regola ai voti (dopo aver indirizzato un’occhiata significativa agli altri giocatori) in omaggio al suo confermato liberismo democratico. Rosario Amico Roxas

Silvio epura perché ha sempre più paura di tutto e di tutti. Ha paura della lega che lo ricatta continuamente anche a costo di renderlo ridicolo ma è terrorizzato da Gianfranco Fini che, avendo scelto di non essere suddito come tutti gli altri,propone una destra alterrnatica,liberale e moderna. Ormai Silvio si era abituato ad essere osannato da tutti e riverito proprio come un imperatore di vecchio stampo. Ora non è più così e non lo sarà nemmeno in un prossimo futuro.

mi sento di sottoscrivere in toto l'analisi di M. Fini, in particolare su un punto su cui dovrebbero riflettere i nostalgici del ventennio che hanno creduto di rivedere in Berlusconi il redivivo Duce. Il Fascismo nel bene come nel male fu una cosa imponente, fu qualcosa di imponentemente tragico, drammatico e luttuoso per la liberta', la democrazia e la dignita' dell'uomo ma seppe anche realizzare opere importanti che resero piu' moderno ed efficace il vecchio Stato liberale. Come sara' ricordato invece il Berlusconismo? una tra le pagine della storia anzi della cronaca piu' tragicomiche del nostro Paese, un burlesco paragrafo di omini piccoli e donnine insipide che si strinsero attorno ad un personaggio tronfio e oscenamente ambizioso che prometteva mari e monti ma partori' solo topini avidi, ambigui figuri, affaristi e cortigiane senza scrupoli.

Congratulazioni per la diagnosi. Berlusconi è ormai come certi paterfamilias che non hanno mai voluto concedere ai figli niente in conto eredità per ricattarli in vecchiaia, ma che quando, data l'età, cominciano a soffrire di arteriosclerosi, fanno i capricci, sono affetti da mania di persecuzione, diffidano di tutti e cominciano a intaccare il patrimonio per le loro manie egoistiche sempre più spinte, sempre più deliranti. Eppure quei figli, nella speranza dell'eredità, non osano farlo interdire. Quando sarà all'ultimo stadio saranno dolori se gli italiani si ribelleranno perchè darà nel matto e sarà la guerra.

Giá, me lo sono e ve l' ho chiesto anch'io. Ma meglio tardi che mai. C' é peró una cosa assai positiva in questa storia. Le scorie (i cosiddetti colonnelli) sono rimasti col PDL. Comodi su poltrone ministeriali. Spero in un futuro di politica pulita, piena di idealitá e di idee, su cui confrontarsi con tutti. Esistono ancora, le desuete categorie di destra, centro e sinistra? Occupiamoci coorentemente dei problemi del nostro Paese, dei nostri concittadini. Sana, onesta e corretta amministrazione, un' attivitá al servizio esclusivo della Nazione. Non sembra, ma queste parole sono, tradotte in realtá, davvero rivoluzionarie.

Sempre acuto e sagace Massimo Fini, mi piacerebbe leggerlo sul Secolo.