Il Pdl tira il freno a mano: all'indomani del discorso di Fini a Mirabello è costretto a rivedere le strategie. Nessuna chiamata alle urne, nessuna bordata su Futuro e libertà. Fabrizio Cicchitto prende tempo: “Dipende da come andranno le cose rispetto al confronto politico parlamentare”. “Se c'è una maggioranza – ha proseguito il capogruppo del Pdl alla Camera – si va avanti se questa viene meno è evidente che si pone un problema di tipo diverso”. Bocche cucite, poi, sul merito del discorso di Fini. “Non abbiamo fatto un'analisi approfondita, abbiamo visto alcune cose propedeutiche alla riunione che faremo domani”, ha aggiunto Cicchitto, al termine di un incontro ad Arcore in cui c'era anche Denis Verdini. Oggi ci sarà un nuovo incontro tra Silvio Berlusconi e i vertici del partito ed è chiaro che il problema numero uno è confrontarsi con quanto accaduto a Mirabello. C'è da misurarsi non solo con quel discorso di alto profilo, ma anche con il bagno di folla tributato a Fini. Un segnale delle preoccupazioni? Berlusconi domani avrebbe dovuto aprire la festa di Atreju, a Roma, ma l'appuntamento è stato spostato. “E' previsto un nubifragio”, si è giustificata Giorgia Meloni. La sensazione, però, è che il premier non abbia alcuna voglia di rischiare e si sia preso qualche giorno in più per organizzare (e riempire) la “piazza”. Oltreché per evitare di salire sul palco con i “colonnelli” di An in una data imbarazzante come l'8 settembre.
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