8 settembre 2010 - 15:28

Scendiamo in piazza, ma per favore senza piagnistei

Adesso che il dado è tratto, e che la scelta della piazza è stata fatta, sia da parte di Silvio Berlusconi che da parte di Pier Luigi Bersani si tenta una sorta di correzione dell’obiettivo iniziale con cui i militanti erano stati convocati: al posto della contestazione e della “prova di forza” finalità più moderate e in linea con una campagna elettorale “normale”, dunque le manifestazioni saranno di proposta e non di protesta. È come se i leader ci tenessero a calmare gli animi, per non lasciare libero sfogo agli istinti delle opposte tifoserie. A una manciata di giorni dal voto, forse è un po’ tardi per restituire un’impronta civile a una competizione deragliata dai binari corretti per incanaglirsi nella rissa e nella drammatizzazione muscolare. Del resto la sinistra ha il problema dei toni urlati di Antonio Di Pietro, l’imbarazzo rispetto alle polemiche che potrebbero investire il Quirinale. La destra ha invece il problema di caratterizzare la sua piazza non come una mobilitazione anti- magistrati ma come un pacifico atto di presenza di un partito che è oggettivamente penalizzato dal pasticcio delle liste: nel Lazio ci sono infatti oltre cinquecentomila elettori che non troveranno sulla scheda (stando alle decisioni fin qui assunte dai tribunali) il simbolo che li rappresenta. Ma evocare la proposta al posto della protesta è un gioco semantico che non può bastare. Il controllo della piazza di sinistra è un affare di Bersani e Bonino, se la spiccino loro. Quella della piazza di destra è invece una prova che riguarda l’immagine del Pdl nella sua interezza, soprattutto dopo la confusione e l’improvvisazione di cui la classe dirigente ha dato prova con la faccenda della mancata presentazione della lista il 28 febbraio al tribunale di Roma. Dunque l’attenzione, anche sull’aspetto estetico e comunicativo, dev’essere massima: Renata Polverini non merita davvero, in questa situazione, altri brutti scherzi che potrebbero inficiarne le potenzialità di vittoria, che restano ben salde. Se mobilitazione dev’essere che sia all’insegna della festa e non della livida recriminazione, che sia all’insegna della speranza, della creatività, della voglia di vincere, perché si può vincere a dispetto delle carte bollate, dei timbri, delle strumentalizzazioni sulle regole. Il simbolo del Pdl nel Lazio, da questo momento in poi, come abbiamo già scritto, è la faccia di Renata Polverini. Dunque, l’alternativa alla opaca amministrazione Marrazzo è non solo possibile ma anche, stando agli ultimi sondaggi, molto probabile. Nelle piazze non si misura infatti solo la forza di un partito ma anche la sua credibilità, la sua capacità di controllare e incanalare positivamente gli umori e le irritazioni che in queste ore percorrono, comprensibilmente, le file dell’elettorato del Pdl. Non si lasci la piazza all’autogestione dei singoli gruppi: sarebbe un errore irreparabile. Non ci si preoccupi solo della quantità ma anche della qualità. Il paese ha bisogno di un segnale che trasmetta speranza e non rabbia, che comunichi un progetto politico e non slogan ridondanti. Il piagnisteo lo si lasci alla sinistra con i suoi luttuosi vessilli viola e con il suo rancore antiberlusconiano. E si lascino alla sinistra anche le provocazioni. Ieri durante la conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi un sedicente giornalista ha dato il meglio di sé in quest’arte ma, purtroppo, non è stato ignorato come avrebbe dovuto. Il fatto che gli sia stata dedicata tanta attenzione, anche solo per allontanarlo dalla sala, è stata un’ulteriore conferma che a volte la reazione di pancia prevale su quella di testa. Il risultato è che personaggi di quarta e quinta fila rubano la scena generando ulteriore confusione. Dalle pagnottelle di Milioni siamo passati ai deliri di protagonismo di Carlomagno. È davvero troppo. In questi giorni serve proprio l’atteggiamento opposto. Nervi saldi e poco spettacolo. Soprattutto quello giudiziario. Di quello, come ha detto ieri Renata Polverini, gli italiani ne hanno già abbastanza, non è il caso di andare avanti su questo copione. Se dal Pdl non arriveranno le scuse possiamo farcene una ragione, ma altre cadute di stile, a questo punto, sarebbero imperdonabili.

Annalisa Terranova sul Secolo del 10 marzo

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commenti dei lettori

Cara Terranova, le scrivo in merito al corsivo 27/3 dove leggo "B. nuove tasse non le ha messe". Col la L 133/2008 Brunetta si trattiene dal mio stipendio 38 euro al mese (aumento che mi spetta per contratto, sono ric. univ.) per un anno: fanno ca 450 euro che non mi saranno ridati. Per fortuna ora mia moglie lavora, ma ho due figli e con 1990 euro al mese le assicuro che non metterei via una lira. Si informi meglio la prossima volta (e, per cortesia, non mi risponda che non è una tassa). Cordiali saluti Pellegrini

Ritorno sull'argomento in conseguenza degli ultimi avvenimenti di Trani e non solo. Se ne avessimo sentito la mancanza anche la Procura di Trani è "rossa". Il Procuratore di Trani non ha gradito, a ragione, anche perchè oggi chi lavora come magistrato della procura è definito come "rosso" se, per sua disgrazia, ha l'occasione di incontrare Berlusconi nel corso delle sue attività, alle quali è costretto per la nota obbligatorietà della azione penale. Posso presumere che ogni sera i procuratori preghino Dio che l'indomani non gli porti nuovi casi di cui occuparsi nei quali inciampi nel nome del nostro Presidente del Consiglio. Adesso la palla è passata, per quello che lo riguarda, al Tribunale dei Ministri, a Roma, come peraltro richiesto dai suoi avvocati, e vedremo che succederà se il procuratore presso tale tribunale non riuscirà a trovare il modo di chiedere l'archiviazione del caso e per sua mala sorte dovrà procedere. Altra cosa interessante sarà l'esito del lavoro degli ispettori inviati a Trani dal ministro Alfano. Se dovessero chiudere la loro ispezione senza fare appunti al lavoro della procura, avremo forse anche gli ispettori "rossi". Sembra che i "comunisti" imperversino in tutte le procure d'Italia (il campione è ormai molto significativo e può permettere la valutazione fatta)ed anche in molti collegi giudicanti (il campione ancora non è sufficiente per poter universalizzare). Anche Falcone e Borsellino oggi rischierebbero l'etichetta di "rossi" se si occupassero di qualche caso che riguarda Berlusconi. Che uno non si senta molto tranquillo, se gli capita di incappare in qualche inchiesta giudiziaria, lo capisco molto bene e il mio augurio a Berlusconi è che possa uscire pulito da tutti i casi nei quali è o appare coinvolto. Tuttavia, la difesa mediatica non mi piace, al pari dei processi mediatici, in particolare se si tratta di una delle più alte cariche istituzionali. Le giornalate e le invettive in televisione mi disturbano molto, non sono conciliabili con la dignità che un'alta carica deve mostrare, anche nelle situazioni più difficili e scabrose. Domani ci sarà la grande manifestazione del PDL e vedremo se ci sarà il solito "j'accuse" rivolto a magistrati, giornalisti e altri che vengono etichettati come "rossi". Spero davvero, perchè sono un ottuso uomo di destra che crede (ancora) che la democrazia è basata sul primato della legge, che la manifestazione sarà appunto propositiva, come annunciato, e non degeneri in una piazzata con lamenti, recriminazioni, accuse e piagnistei, sostenuti dall'entusiasmo dei nuovi pasdaran dell'organizzazione "Promotori della Libertà". Giustamente il Presidente della Repubblica ha bacchettato il CSM per la posizione "preventiva" assunta sull'invio degli ispettori a Trani - provvedimento completamente lecito da parte del ministro Alfano - ed ha richiamato tutti a non mancare di rispetto a chi è tenuto a svolgere indagini su casi sospetti di rilevanza penale. Non sarebbe più ragionevole attenersi a quanto detto dal Presidente e vedere a cosa porteranno realmente queste indagini? E' inutile e sa di presa in giro dire "Napolitano ha ragione, è bravo" e poi comportarsi come prima se non peggio. Io mi auguro, sperandoci davvero, che domani la manifestazione sia bella, dignitosa e non venga "buttata in cagnara". Come ottuso uomo di destra, vorrei che chi ha cervello lo usi e capisca che certi comportamenti non giovano soprattutto a chi li pone in essere. Si parli di programmi realizzati (VERAMENTE realizzati), dei provvedimenti ancora da prendere nell'interesse del PAESE e dei suoi CITTADINI, delle RIFORME che sembrano ridotte ad essere un colluttorio, delle tasse che ci stanno massacrando, dei diritti civili da riconoscere a gente che oggi ne è priva, della gestione dell'immigrazione secondo una modalità civile e severa nello stesso tempo, del risanamento dei conti delle Regioni senza passare attraverso penalizzazioni indistinte anche per gli enti locali virtuosi. Quali obbiettivi e quali programmi di azione sono nella mente dei condidati Presidenti di Regione? Questo chiediamo e soprattutto che non ci si raccontino favole e propinate promesse false. Ne abbiamo sentite già troppe e ne siamo stanchi.

Mah! Io stavolta non sono convinto... Ricordo il caos organizzato alle passate elezioni regionali contro Storace... leggo le leggi che parlano di "obbligo" da parte del Cancelliere (sarebbe il giudice con il quadro di Che Guevara) di accettare le liste dei candidati anche in ritardo, incomplete o altro... ripenso al decreto scalfariano del '95 che prolungò di 48 ore i tempi per la presentazione delle liste per permettere ai radicali di prender parte alla competizione elettorale... ricordo le dichiarazioni della Bonino del 22 febbraio: "occorre cambiare la legge ettorale per porre un argine a questa discriminazione, magari abolendo le firme quando un partito ha dei deputati in Parlamento, dimezzando il numero delle firme da raccogliere o allungando i tempi a disposizione..."... penso al senso della competizione elettorale: "ludi cartacei" o tentativo di rappresentazione del paese o della regione secondo le quote elettorali presenti nella società civile... Insomma: io un po' sono incazzato; mi sento preso in giro e la dabbenaggine dei presentatori pidiellini passa in secondo piano rispetto al complotto ed al vilipendio dei valori democratici. Berlusconi - che ha approfittato un minutino per far passare nel pressochè silenzio generale il "lecito impedimento" - fa bene a urlare questa volta; non capisco invece il nostro Presidente della Camera che, proprio in quanto tale, dovrebbe denunciare con vigore ciò che sta accadendo.

Premetto, per essere chiaro, che sono una persona di sinistra, tenete conto di questo nel mio commento. Volevo solo dire che secondo me l'unica personalità di una certa lungimiranza nel centrodestra è proprio il tanto vituperato (dai suoi stessi ex elettori, ora tutti in delirio per Berlusconi) FINI. Fini è l'unico che ha capito che nel momento in cui prima o poi Berlusconi uscirà definitivamente dalla scena politica, il centrodestra rischia di ritrovarsi in eredità un cumulo di macerie lasciate dal Cavaliere, e quindi di implodere. Guardate, in troppi sottovalutate l'importanza del dominio mediatico, che è stato il vero motore della fortuna del berlusconismo, e il peso dei centri di potere che Berlusconi è riuscito ad aggregare in questi anni. Che farà il centrodestra quando questo dominio sarà fortemente ridimensionato? E la Lega (che si è alleata con Berlusconi per mero calcolo politico) rimarrà fedele alleato di un centrodestra senza berlusconi? E quale classe dirigente presenterà al Paese il Centrodestra una volta che tutta la corte berlusconiana tornerà nell'ombra? Le Carfagne, le Gelmini, gli Stracquadanio, i Bondi, e la banda di veline e di escort, di cantautori e di personaggi del mondo dello spettacolo spuntati come funghi, secondo voi continueranno ad avere una vita politica propria? Pensate che siano all'altezza? Riflettete su questo. E riflettete anche sul fatto che molti cittadini che odiano visceralmente Berlusconi lo odiano non perché sono "comunisti" o perché sono "antidemocratici", ma perché quest'uomo sta davvero riducendo il Paese a pezzi, sta umiliando le istituzioni fregandosene di tutto e tutti e pensando solo ai suoi affari personali e alla sua impunità. Una gran parte della destra gli è andata dietro perché ha pensato di prendere una comoda scorciatoia, ed ha vissuto di rendita in questi anni, ma adesso che l'immagine del Cavaliere si sta appannando, travolta dagli innumerevoli scandali di tutti i tipi (che le moltissime persone oneste di destra sanno in cuor loro non essere un complotto delle toghe rosse o mero gossip, ma veri letamai che solo un'informazione asservita è riuscita finora a nascondere), questa stessa destra rischia di rimanere intrappolata alla sua figura e al suo declino anche quando arriverà il momento di smarcarsi. Pensare ad un dopo-berlusconi impostato su valori e principi totalmente diversi rispetto a quelli che ci sono stati imposti in questi ultimi quindici anni conviene davvero a tutti. Con la speranza che dopo questa buia parentesi storica si torni ad una sana dialettica democratica in cui un centrosinistra ed un centrodestra ugualmente responsabili e maturi competano alla luce del sole e correttamente per l'interesse generale del Paese. Ciao a tutti

Gentile Direttore Perina, ora non possiamo che augurarci: Good night and good luck, come augurava Edward R. Murrow, anchorman della CBS, a tutti alla fine di ogni trasmissione. Mi domando e Le domando, in quanto Lei è nel settore dei media: esiste attualmente un giornalista come il Nostro? Non è una domanda di poco conto. Evviva l'Italia, ma non questa che è rivoltante sotto ogni punto di vista. Cordialmente.

Mi ritrovo, purtroppo già da tempo, sulla linea della maggior parte dei commenti dei lettori: l'anima di AN credo che oramai sia morta e sepolta. Non attribuisco, però, tutta la colpa a Berlusconi o agli ex forzisti, poichè sarebbe molto facile, ma anche molto ipocrita: se all'interno di un partito una linea non piace, si possono prendere le distanze anche platealmente qualora occorra. Tranne il presidente Fini, (le cui politiche ateiste non condivido affatto, ben chiaro), chi altro ha avuto il coraggio di dissentire su quanto stia accadendo? Il modello di FI è stato fatto indossare anche agli ex anneini, senza troppi mugugni ne evidenti disagi, ma com’è possibile che sia accaduto? Tutto per comodità? Della serie se vogliamo stare al governo o così o pomì (come recitava uno spot di qualche anno fa)? Oppure tutto sommato aveva ragione Andreotti quando diceva che “il potere logora chi non ce l’ha”? Usando, magari forzatamente, una metafora si può dunque dire “pecunia non olet”! Che sia stato, o meno, Vespasiano a coniare la frase, mi preoccupa al quanto assistere ad un vero è proprio impoverimento dei caratteri missini nei nostri rappresentanti: non voglio fare il nostalgico, ma neppure ci si può tappare il naso dinnanzi ad una politica di quart’ordine condotta senza ritegno dal Pdl! Ho sempre creduto che AN fosse diversa, e non perché ne ho fatto parte, ma perché il nostro stile era diverso, sino a rasentare la scomodità persino per gli alleati, mentre adesso l’appiattimento e la non curanza procurano soltanto scoramento. Che cosa augurare per questa tornata elettorale, un successo generale, o un ridimensionamento? Sarò anche pazzo, ma se ci fosse una battuta d’arresto magari certe condotte e certi temi sarebbero rivisti, senza attribuire sempre la responsabilità a terzi (magistrati, avversari, contingenze del periodo) ed iniziando a cambiare rotta. Alla fine cosa augurarsi? Il meglio per il Pdl, certo, ma ancora di più che dalle ceneri spunti impertinente e inestinguibile la vecchia fiamma!

Gentile Redazione non voto nel Lazio ma avevo deciso di scriverVi ed oggi dopo aver letto sui siti del Corriere della sera e di Repubblica il contenuto delle intercettazioni della Procura di Trani sono ancora più convinto di quanto volevo comunicarVi. Sono rimasto sconcertato del fatto che l'on.Berlusconi,rispetto alla situazione della mancata presentazione della lista Pdl per la Regione Lazio (che gli stessi Giornale e Libero avevano raccontato per come realmente era) ,ha fornito una diversa versione addebitando colpe ad altri che - potrebbero pure esserci - ma che sono la conseguenza di errori iniziali fatti dai rappresentanti del Pdl. Ma ciò che non condivido come metodo politico è l'aver indetto nel ruolo istituzionale di Presidente del Consiglio una discesa in piazza per protestare contro i soprusi che avrebbe subito il Pdl. L'on. Berlusconi apparentemente dimentica di rivestire una carica Istituzionale che rappresenta tutti gli Italiani ed in tale ruolo non può non solo indire ma non potrebbe neppure scendere in piazza per parlare degli argomenti già annunciati. Purtroppo l'on.Berlusconi alla lunga non comprende che questi comportamenti non saranno più accettati anche da chi ha votato per il Pdl. Ho apprezzato moltissimo il comportamento del Presidente Fini,esempio ideale di politico indipendentemente da quale parte politica appartenga,lo stimo molto e credo che il suo ruolo(di grande serietà) nel Pdl non paga per la moltitudine di ex AN iperberlusconizzati ed accecati dalla possibilità di prederne il posto in un domani forse non troppo lontano da come si legge sui giornali. Rispetto all'on.Berlusconi diverso è il ruolo svolto dall'on. Bersani che in quanto segretario di un partito può legittimamente svolgere l'attività organizzativa politica di parte convocando riunioni di piazza. Con questo voglio dire che il Pdl manca di un segretario o presidente di partito delegato a svolgere le funzioni politiche secondo un vero mandato assembleare. Ritengo che per principio vi sia un conflitto di interessi tra il ricoprire una carica istituzionale e svolgere attività politica dichiaratamente di parte. Nel caso di specie,il conflitto di interessi sarebbe davvero gigantesco se realmente venissero confermate le intercettazioni pubblicate sui siti di alcuni quotidiani. Personalmente sono convinto che il Presidente Fini in una situazione analoga mai si sarebbe permesso di intervenire come sembra sia intervenuto il Presidente del Consiglio Berlusconi su una Autorità di garanzia. Vorrei un Pdl più serio e comprendo l'arduo compito del Presidente Fini. Non mi resta che dirgli che condivido il suo difficile operato anche se il cammino prossimo sarà molto difficile. Cordiali saluti Simone Capuano

mi vergogno di far parte del pdl! la prima cosa da fare sarebbe mandare a casa i tre coordinatori del partito! diamo la colpa ai giudici e ai magistrati sulle liste mentre la colpa è di un partito che ormai pensa solo alle poltrone e non ha un minimo di meritocrazia interna; si candidano ballerine, igeniste dentali, veline e non laureati che da anni si sono spesi per an e ora per il pdl! parla un rappresentante locale del pdl! in questa tornata tutta la mia famiglia (9 persone) non voteranno per il pdl perchè disgustati! spero che fini prenda in mano la situazione e mandi al diavolo il cavaliere!

Come possono pretendere, Di Pietro e Bersani, che una folla allevata nell'odio e nelle menzogne possa all'improvviso starsene tranquilla ad ascoltare delle proposte sensate? E' facile prevedere che il "popolo viola" gli scapperà di mano e ricomincerà con i soliti slogan.

Qualche domanda: c’è proprio bisogno della “Piazza” per ritrovare le ragioni di un progetto politico e di una coalizione ? E’ proprio necessario riaffermare il “patto” tra i Governatori del centrodestra, nel nome di una lotta all’ultimo sangue (virtuale) ? A cosa serve “contarsi” (la mia manifestazione è più grande della tua) laddove dovrebbero essere ben altre le ragioni (di sostanza) del confronto elettorale ? Ogni regione ha problemi e “contesti politici” diversi tra loro. Su quelli occorrerebbe sviluppare strategie ad hoc, evitando di trasformare ogni elezione in un referendum: pro o contro Berlusconi, pro o contro la “Sinistra”, pro o contro la “Destra”. Anche perché passati gli entusiasmi di “Piazza”, i problemi (politici ed amministrativi) rimangono tali. Per la risoluzione di quei problemi, dopo la scadenza elettorale, il PdL dovrebbe “mobilitarsi”.

Per i "viola" doveva essere l'ultima spallata diffamatoria nei confronti del centrodestra. Ora che sono in concorrenza forse sapranno anche loro tirar fuori qualche proposta politica per il governo delle Regioni, per non essere surclassati dalla pacifica dimostrazione dei moderati che sarà, appunto, di proposta. Certo è ben triste essere costretti a opporre le folle alle follìe. Spero che il buon senso della gente saprà distinguere le forze di protesta da quelle di governo e votare per chi dà maggiori garanzie.

condivido al 100 % il commento di Diocleziano. Io sono disgustato da questa storia delle liste ; dai ricorsi e controricorsi ; dal decreto d'urgenza per salvare la lista ; da Berlusconi che se la prende,strano a crederci, con i soliti magistrati comunisti ; dalla nuova legge per salvare il Re ; dai suoi avvocati che scappano dai processi . Se c'era una caratteristica che contraddistingueva la Destra dalla sinistra ,era proprio la legalità. Oggi si continua a ripetere che D e S sono categorie superate, ma i miei principi non sono cambiati : sono cambiati coloro che li dovrebbero rappresentare in parlamento.

Omaggio a Ennio Flaiano I ladri (favola arguta) - Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento, fece vacanza e bei fuochi d'artifizio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto del loro governo, riaffermarono il diritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: 'Il furto è una proprietà'. Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un tagliaborse fu tagliata la mano destra, a un baro la mano sinistra (che serve per tenere le carte), a un ladro di cappelli, la testa. Poi si sparse la voce che i ladri rubavano. Dapprincipio, questa voce parve una trovata della propaganda avversaria e fu respinta con sdegno. I ladri stessi ne sorridevano e ritennero inutile ogni smentita ufficiale. Tutto parlava in loro favore, erano stimati per gente dabbene, patriottica, ladra, onesta, religiosa. Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano, un anno dopo erano già imponenti, e si vide che non era possibile farli senza l'aiuto di una grossa organizzazione. E si capì che i ladri avevano quest'organizzazione. Una mattina, per esempio, ci si accorgeva che era scomparso un palazzo del centro della città. Nessuno sapeva darne notizia. Poi sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie coi loro quadri e le loro statue, officine coi loro operai, treni coi loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. La stampa, dapprima timida, insorse: sparirono allora i giornali coi loro redattori e anche gli strilloni, e quando i ladri ebbero fatto sparire ogni cosa, cominciarono a derubarsi tra di loro e la cosa continuò finché non furono derubati dai loro figli e dai loro nipotini. Ma vissero sempre felici e contenti. Nota. I compilatori di un libro di lettura per le scuole elementari mi avevano chiesto una favola arguta per bambini dai sette ai dieci anni. Ho inviato loro questa favola, l'hanno respinta cortesemente, dicendo che 'non era adatta'. Forse non è una favola arguta. O forse non è nemmeno una favola. Ennio Flaiano ('Il Mondo', 19.1.1960 - ripubblicata ne La solitudine del satiro)

Speriamo che sia cosi' che si mettan al bando gli estremismi. Ci sarebbe solo da guadagnarne. Divago un po' dal tema e faccio riferimento "all'aggressione" verbale subita da tal Carlomagna sedicente free lance. Vedendo il filmato questo signore ha maleducatamente interrotto più volte non Berlusconi ma i suoi stessi colleghi. Berlusconi inizialmente gliha detto di aspettare ordinatamente il proprio turno per poter dire la propria.Come se nulla fosse ha continuato maleducatamente ad interrompere con toni alti e veementi. I titoli dei giornali sono stati di tutt'altra natura in proposito e nei blog impazzano gli insulti nei confronti di Berlusconi. Il filmato pero' è chiaro ed il livore preconcetto di questo free lance evidente dai suoi atteggiamento. Forse qualche volta questa realtà viene capovolta?

Buongiorno, sarà per il cognome che porto, nomen omen, sono stato sin da ragazzo comunista e dopo la cosiddetta "fine delle ideologie" di sinistra. Da qualche tempo leggo con attenzione il Vs. giornale trovandolo molto interessante per gli spunti e per la poca partigianeria, senza per questo rinunziare - ci mancherebbe altro - ad essere portatore delle idee di destra. Sarà per l'età che ho raggiunto, 56 anni, credo di riuscire a distinguere un galantuomo da un traffichino o peggio e non esito a prendere le distanze da questi ultimi a qualsiasi partito appartengano. Solo per dirne una, il Presidente Fini è un galantuomo e questo prescinde dal partito di appartenenza e penso che ciò valga per tanti altri politici, di entrambi gli schieramenti. Non posso che apprezzare quanto scrive Diocleziano, uomo da sempre di destra, ma che con onestà intellettuale esprime le sue idee senza alcuna remora e condivido quanto è scritto nell'articolo della Signora Terranova. Grazie dell'ospitalità.

Condivido solo in parte l'articolo sui "piagnistei" da evitare unitamente alle cadute di stile.Mi dissocio energicamente,Annalisa Terranova,quando addirittura ti spingi ad affermare che occorre ignorare i provocatori che hanno lo scopo di rubare la scena e creare confusione a beneficio elettoralistico dei loro mandanti ben noti.Secondo te il malcapitato Cav., quella sera,il vile Tartaglia è andato a cercarselo ed oggi sentiva il bisogno di uno scambio di vedute con un altro cialtrone sinistrato,ancora più ridicolo del suo cognome stesso?Il nostro Ignazio,in questo frangente,che doveva fare meglio di quanto ha fatto?E poi ancora,mi sbalordisce questo tuo tono ironico sulle pagnottelle e sul dilettantismo dei due nostri inviati a depositare la lista del PDL.Ti associ alla versione di Bersanov e consideri inattendibile la ricostruzione di Berlusconi!Dai ragione agli inopportuni primi commenti dei leghisti e agli stucchevoli giudizi ,reiterati ogni giorno,da parte di chi non ha rossore di fare la baldracca con i due schieramenti in campo.E se non fosse vero che quei due siano stati dilettanti allo sbaraglio?Per presentare una lista non occorre certo frequentare un master postuniversitario..Ma ammettiamo pure- senza concederlo- che i due, responsabili di aver messo in crisi i Partiti e le Istituzioni di un Paese sgangherato come il nostro,abbiano disertato la sala d'attesa dell'Ufficio elettorale per le pagnottelle e la porchetta,era proprio il caso di precipitare la situazione ai limiti di una possibile guerra civile?Lo stesso Pannella ha ammesso che la soluzione del rinvio è la scelta migliore e non fa torto a nessuno.A non volerla sono i nostalgici della guerra civile,Bersanov e quel luminare del Diritto che in tre anni ha avuto una laurea in Legge e poi ,in prima battuta,ha sbaragliato tutti i concorrenti nel Concorso Pubblico più temuto per l'alto grado di difficoltà.Sappiamo gettare la croce addosso a presunti dilettanti che non hanno fatto niente d'irreparabile,non hanno ucciso,non hanno rubato,non hanno fatto violenza a nessuno e poi diamo poco peso a monumentali nefandezze che offendono ognuno di noi, sia sul versante destro che su quello su sinistro.

Mi fanno ridere , di disprezzo , chiaro , i giudici che si spacciano per la Giustizia : hanno solo il compito di metter fine a una contesa tra cittadini , tra cittadini e lo Stato . A volte in maniera esatta . Mi fanno ridere , con lo stesso tono , i giornalisti alla Repubblica , che spacciano per notizie i loro sogni , quelli brutti . Non riesco neanche a ridere dei politici alla Di Pietro . Mi piace rivolgermi a tutti i cittadini che non votano Berlusconi : fate benissimo se siete convinti d'averne scelto uno migliore . Mi preoccupate se credete alle favole di quei di sopra . Ho vissuto al tempo di Segni , quello del colpo di Stato , di Leone pien di buste , di Andreotti vaso d'ogni scelleratezza , Craxi d'ogni prepotenza : i giudizi , spero sia chiaro , dei loro avversari politici . Ma nessuno qualsiasi cosa avesse fatto ha mai ricevuto la valanga di accuse a Berlusconi . Ladro fin dal padre , cassiere della mafia , predatore di orfani , speculatore edilizio , profittatore di regime , corruttore di giudici e amministrazioni , falsificatore di bilanci , pedofilo , manipolatore di leggi e dio sa cos'altro . Non una qualità , neanche scorrendo superficialmente la sua vita di uomo pubblico . Neanche il minimo dei riconoscimenti , l'incredibile capacità di lavoro . Vi fermate ogni tanto a pensare cosa lasciano le aggressioni a Berlusconi sceso in politica ? Ce ne andiamo tutti , restano nella società che ci segue i nostri segni : la lotta non più sulle persone e i programmi , sulla distruzione fisica e psichica degli avversari . Cremona 10 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info

Non ci sono difficoltà a condividere la sostanza dell'articolo della Terranova. Il punto è se da parte di una quota significativa del PDL tale sostanza sarà nei fatti. Mi permetto di dubitarne, anche se spero di essere smentito da quello che accadrà. Dobbiamo fare i conti con troppe contraddizioni. Per me, elettore del MSI e di AN, è devastante dover assistere alle sceneggiate ed ai piagnistei: complotti e persecusioni hanno stancato. Il mondo sembra unito nel combattere Berlusconi, che apparirebbe come una povera vittima della malvagità universale. Cari amici del Secolo, no ne posso più. Oggi ho ascoltato il dibattito in Parlamento sul "legittimo impedimento" : se quello che è stato detto dai rappresentanti dell'opposizione è vero solo al 25%, allora che stiamo facendo? Addirittura si è detto di voler porre la fiducia per un disegno dei legge NON del governo! Ma tutti gli anni passati all'opposizione e nel ghetto a che sono serviti? Sono serviti perchè una volta al governo dovessimo fare battaglie che in passato avremmo rigettato con sdegno? Qui non si tratta dell'innocenza o meno di Berlusconi; non si tratta del "mandato popolare" che supera la legge; non si tratta del Parlamento che impiega il suo tempo a discutere su leggi ad personam, che come MSI mai avremmo accettato di prendere in considerazione. Si tratta di mantenere in vita i principi della nostra Costituzione ed evitare di produrre leggi idiote che poi possono essere eliminate dalla Corte Costituzionale, per poi schiamazzare che la Corte è "comunista". Come destra, come MSI, abbiamo sempre sempre sostenuto la legalità, accusando le sinistre di non rispettarla: adesso siamo all'opposto. Che ci sta succedendo? Qualcuno mi dia una risposta, se possibile convincente. Sono forse molto vecchio ma non sono stupido. Non roviniamo, se possibile, Renata Polverini.

Renata Polverini è quanto di meglio si potesse scegliere per il Lazio.Dopo gli scandali della sanita'di Storace e la perversa politica di Marrazzo,Renata puo'ridare credibilita'alla politica nel Lazio.Deve stare molto attenta alle insidie berlusconiane e non presentersi troppo in pubblico con il nano di Arcore,potrebbe farle perdere molti consensi fra cui il mio.Forza Renata,puoi farcela anche da sola.A Roma si dice:Meglio soli che male accompagnati.