8 settembre 2010 - 15:49

«Tutte le colpe sono di Fini». Ma a chi piace un Pdl così?

Enzo Raisi

Mentre alla Camera si commemoravano due figure nobili della destra italiana come Enzo Fragalà e Pietro Mitolo alcuni senatori, presumibilmente del Pdl visto che c’era scrutinio segreto, prima votavano contro le dimissioni di Di Girolamo e poi applaudivano al termine del suo intervento. Appare una metafora delle due anime del Pdl, quella dei furbetti senza etica che non credono nella forma partito e per i quali le regole non esistono se non quelle del “capo” e quella che vorrebbe un partito vero, fatto da persone che credono nella politica come missione, che sanno distinguire affari privati da quelli pubblici, che sono garantisti ma non collusi con chi si fa garantire l’elezione con i voti dalla ‘ndrangheta. Ci si aspettava un confronto interno al Pdl dopo le elezioni regionali per ragionare insieme su come proseguire il percorso di un partito che insieme abbiamo fondato e in cui continuiamo a credere, ma gli ultimi fatti accaduti, dai pasticci delle liste regionali bocciate nel Lazio e in Lombardia allo scandalo Di Girolamo, dalle candidature nelle liste bloccate di persone con un’incomprensibile carriera politica (vedi listino in Lombardia) alla nomina a sottosegretario della Santanchè per ironia della sorte al ministero dell’Attuazione del programma (lei che era nostra avversaria alle ultime elezioni politiche e che quindi aveva un suo programma) hanno accelerato i tempi del confronto. Esultano i falchi berluscones che addirittura rilanciano la tesi complottista del Giornale di Feltri che vede in Fini il male assoluto, colui che vuole uccidere il Pdl e di conseguenza il presidente Berlusconi. La tecnica è sempre quella. Da una parte lo schizzo di fango verso l’entourage finiano (vedi la pubblicazione della telefonata di un inquisito nell’inchiesta del G8 che chiede un appuntamento alla segretaria particolare del presidente della Camera, ricevendo un rifiuto: l’intercettazione dimostra solo la correttezza di Rita Marino, ma torna buona per un titolo a effetto) e dall’altra lo stravolgimento del Fini-pensiero. A fronte delle dichiarazioni del presidente della Camera che diceva «sono affezionato al Pdl, ma non può essere né una caserma né ostaggio della anarchia», il Giornale ha titolato e impropriamente virgolettato: «Fini: "Il Pdl non mi va più”». Ma non voglio insistere sul ruolo del quotidiano milanese, che giustamente attacca i buoi dove vuole il padrone, e neanche rispondere all’articolo del vicedirettore Sallusti che invece di fare l’esegeta dei discorsi di Fini farebbe meglio a spiegare ai suoi lettori perchè lui in particolare ha sponsorizzato l’inspiegabile nomina della Santanchè a sottosegretario. Credo che sia più utile ragionare sullo stato di crisi della politica italiana che passa attraverso la debolezza della sua classe dirigente: una debolezza di cui il Pdl è purtroppo un esempio lampante. A livello parlamentare siamo fermi da due anni nell’interminabile querelle sulla questione giustizia, che di fatto paralizza qualsiasi ragionamento costruttivo anche con l’opposizione senza la quale è impensabile aprire una stagione di vere riforme. Il partito fa fatica a decollare in una situazione di reciproci sospetti, in cui si passa dallo stato di anarchia del territorio (dove ognuno fa quello che vuole e addirittura, per creare maggior confusione, s’è dato il via ai Club della libertà di Valducci e ai nuovi circoli della Brambilla, perché il caos o è totale o non è) al verticismo espresso a livello nazionale e fondato sull’assunto che il capo ha sempre ragione. Nel frattempo riaffiorano gli scheletri della corruzione pubblica e con essa l’idea di un’Italia in mano ai soliti furbetti che trovano sponda in una classe politica senza riferimenti valoriali e progetti, senza quelle grandi idee che muovono le democrazie moderne e i movimenti di massa. L’opposizione di sinistra è allo sbando completo e il Pdl ha goduto sino ad ora di quest’importante vantaggio, ma il rischio implosione è lì sotto gli occhi di tutti. L’articolo pubblicato sul Corriere della Sera da Ernesto Galli della Loggia, così lucido ed esplicito sullo stato di crisi del Pdl, è un vero pugno nello stomaco per le palesi verità in esso contenute e la disamina chiarissima sulla crisi di un partito che sta perdendo un’occasione storica senza precedenti. Da qui nasce il ragionamento (e non il complotto) di chi auspica una stagione di rilancio del Pdl e del governo attraverso un sistema corale che crei momenti di confronto veri, sui valori di riferimento, su un percorso condiviso, sulle riforme necessarie. Anche sulle candidature la riflessione deve essere fatta riportando la meritocrazia al centro della selezione, perché se è vero che le preferenze sono il cancro delle elezioni perchè generano corruzione e collusioni di ogni sorta e che un partito deve avere la responsabilità di proporre la propria classe dirigente di cui risponderà al momento del voto, non si può pensare di indicare come senatore il proprio cavallo perchè così si discredita un’importante istituzione come il Parlamento e alla lunga non solo non si è credibili ma anche ridicoli. In più c’è la preoccupazione, per noi parlamentari del Pdl eletti nel Nord, di un appiattimento sulla Lega se non addirittura di una resa che rischia di farci soccombere e che a molti appare sempre di più una vera e propria svendita. Anche su questo tema un ragionamento specifico va fatto, perchè la situazione sta diventando incandescente e non è solo un problema di poltrone può considerarsi chiuso offrendo all’ex governatore Giancarlo Galan un ministero. L’appiattimento culturale sulle tesi della Lega non porta un voto in più alla coalizione ma ammazza il nostro appeal verso l’elettorato moderato che dovrebbe essere il nostro principale punto di riferimento. Ora non resta che sperare che le intelligenze silenziose del Pdl incomincino a farsi sentire e ad isolare l’estremismo dei cosiddetti “falchi”, e che lo stesso Cavaliere comprenda che le critiche servono al confronto, a crescere insieme, e che i complotti solitamente si fanno in silenzio, non certo con dichiarazioni e ragionamenti pubblici come quelli che svolge il presidente Fini. Probabilmente il pargolo Pdl deve crescere e acquisire quella cultura di partito che probabilmente era prevalente nel dna di An ma che per un paradosso della politica proprio da alcuni esponenti di An nel Pdl sembra essere dimentacata (come dire gli ex di Forza Italia e di An si sono trasmessi i difetti ma non i pregi). Il sale quotidiano della critica, come ama definire le sue esternazione il presidente Fini, va valutato come un contributo alla crescita e non un freno al Popolo della libertà perchè noi abbiamo partecipato al suo concepimento e noi l’amiamo, ma un genitore di fronte agli sbagli del figlio non tace, lo sprona verso il cambiamento. E questa è una funzione fondamentale. Anche considerando che dietro al rischio fallimento Pdl c’è l’antipolitica, ci sono i forconi del popolino deluso per le tanti cambiali in bianco firmate in questi anni e non rispettate. E se qualcuno alla luce degli episodi delle ultime settimane ha paragonato il Pdl alle Sturmtruppen del compianto Bonvi, spero che nessuno confonda noi con Galeazzo Musolesi, l’ottuso “antemarcia” di quelle strip, anche se in cuor suo ci spera.

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commenti dei lettori

Mi rivolgo a Giulio Gaia ed al suo ammiratore Fabio; lo faccio malvolentieri, perchè qui non siamo proprio in un forum e non voglio polemizzare. Tuttavia, deve esserci un pò di ragionevolezza in tutto e devo dire ai due lettori che nel loro esprimersi avrei voluto coglierne di più. Non serve "urlare" - si urla anche scrivendo, vero? - e non servono le invettive aggettivanti e basta. Se vogliamo parlare di seguaci osannanti il capo e che accettano tutto e il contrario di tutto perchè esce dalla sua bocca...cerchiamo altrove, non molto lontano e troveremo,senza difficoltà. Vorrei far notare ai due lettori che, sia pure in maniera sintentica ed anche magari troppo generale e forse imprecisa, è opportuno indicare una via diversa da quella che si sta contestando con le "urla". Però è anche da dire che la foga delle "urla" può annebbiare il ragionamento ed è così che si cade nell'errore e nell'essere difficilmente credibili. Visto che ancora siamo in democrazia, e speriamo di rimanerci, ognuno è libero di manifestare il proprio pensiero, anche nelle forme meno acconce, però poi non si lamenti se viene contestato o non preso sul serio. Anche questa è democrazia.

Sono sbalordito io e molti altri nel leggere la lettera "non senso" che il Sig.Giulio Gaia ha scritto. Non ho capito quello che lui propone in alternativa al percorso democratico che il Presidente Fini auspica. Io non sono un seguace di Fini ma come cittadino apprezzo il suo equilibrio e il suo senso delle istituzioni, al contrario, di ciò che il Sig. Gaia dice e che non si espone nel dire quello che chiede al Presidente Fini.

X GIULIO GAIA Il suo commento è eccezzionale!!!!! Lo condivido in pieno!!! Mi ha letteralmente tolto le parole di bocca!!! Fini ed i suoi "Futurini" non hanno capito ancora quanto non ci rappresentano Più!!! Puo' parlare quanto vuole il caro "compagno" Fini ,tanto mi sa che gli resterà solo quello!!!!!!

Il Presidente FINI e' il vero ed unico STATISTA Italiano attuale. Ma signori credete ancora alle favole ai complotti tutti contro l'onnipotente.... svegliamoci. Fini for ever

Da ex-forzista ammiro molto Fini e lo considero il giusto complemento "istituzionalista" a un Berlusconi bravissimo ma "impolitico". I due dovrebbero collaborare strettamente, anche per telefono se occorre (nella ardita speranza di non venire intercettati). Quanto ai rispettivi "popoli", la distanza che si vorrebbe dipingere non c'è affatto: Forza Italia e Fiuggi sono come il cacio e i maccheroni. Solo un paio di consigli a Gianfranco: primo, non si faccia incantare dalle sirene scissioniste: lavorano per la sinistra. Secondo: che cosa gli fa credere che dopo i vari Craxi, Andreotti, Forlani, Berlusconi, non toccherebbe a lui entrare nel mirino delle procure? Urgono compattezza e riforme ben fatte per disinnescare le armi del vero nemico.

Condivido l'analisi dell'On.Raisi,l'unica colpa di Fini è quella di cercare una discussione sul futuro del nostro Paese,mentre qualcuno vorrebbe che ci muovessimo tutti come marionette,credendo alle frottole del Cav?Ci stiamo solo disabituando ad una politica fatta di contenuti, per cui Gianfranco Fini è solo da lodare per come stia interpretando i valori di una destra moderna che creda nella giustizia nell'onesta nella trasparenza nel dialogo......

Premesso che a fare il Capo del Governo, in Italia ed altrove, ti massacrano, sempre, anche se sei un genio o un S. Francesco. E' la Democrazia esasperata del pretendere senza voler dare. Senza doveri, senza Etica. Nel caso del Dott. Berlusconi c'é del suo. C'é la sindrome di Caligola. O con me o contro di me. Anche se facessi delle fesserie. Anzi so che faccio delle fesserie o metto sempre i miei problemi all'ODG. Ma voglio vedere chi é fedele e chi no. Uno così é sulla via del tramonto, dopo tante speranze. Deve fare un passo indietro, se no trascina tutto e tutti alla rovina politica. Un inciso: al referendum sul nome io ho scelto PARTITO DELLA LIBERTA'. PDL Popolo delle Libertà é marketing, buono per vendere prodotti, non per chi ha un'Idea di Partito. Saluti.

Sono sbalordito per tutti gli elogi che vengono fatti a Fini, mi sembra di vivere su di un altro pianeta. Fini è un politico di professione, la sua è la figura dl burocrate imbalsamato e mummificato, tutto politichese e chiacchiere da azzeccagarbugli; Costituzione, “migranti”, percorsi condivisi, procedure e discorsi fotocopia pieni di affermazioni scontate. Privo di idee, certamente è incapace di creare consenso od entusiasmo nei cittadini, incapace di proporre alcunché di costruttivo può contare su di una piccola schiera di seguaci, persone che come i vecchi comunisti, senza alcuna convinzione propria, seguono quello che loro considerano il capo qualunque cosa od il contrario di essa affermi.

Mi dispiace dirlo, ma le "uscite" del Presidente Fini sono cadenzate con una precisione chirurgica, tutta tesa allo sfascio di questo governo. Tutti gli interventi del Presidnete Fini possono avere una loro valenza, ma nessuno di questi mi sembra costruttivo, anzi ... Quando, al governo di questo paese ci tornerà il centrosinistra ... anche il Presidente Fini dovrà assumersi le sue responsabilità... e non credo che lo farà.

Onore a Fini ha coraggio da vendere!!! Lui NON ha colpe se non quello di essere obbligato a coesistere con un "pazzo" della Lega e un potente Cavaliere ormai tristemente compromesso. Pesidente non si(ci) faccia fregare!!

Presidente Fini, prosegua per la sua strada, ci dia finalmente una destra liberale all'altezza della tradizione anglosassone. Cosa di cui in Italia finora si è sempre sentita la mancanza.

La speranza è che il Presidente Fini prenda finalmente atto del fallimento del progetto PDL e decida di portare fuori da questa armata brancaleone tutte le persone di buon senso che amano la buona politica, rimandando a tempi migliori la prospettiva di un "bipartitsmo" per cui non siamo ancora pronti. Solo così potrà farsi perdonare l'errore madornale commesso nel 2008.

Questi si stanno mangiando il mangiabile ce ne rendiamo conto??? onore a Fini onore a Borsellino (MSI nn dimentichiamocelo) Ma dove stanno andando i nosti valori???

La vecchia AN ha un potenziale di crescita immenso. Farebbe incetti di voti anche a sinistra, in quanto portatrice di legalità ma non urlata e vestita di serietà e competenza. certo dovrebbe scrollarsi di dosso molti dei suoi vecchi colonnelli ormai arruolati nelle file dei berluscones- affaristi. Ma sarebbe ampiamente compensata da nuove reclute. Il paese ha bisogno di gente competente e seria che non fa eccezioni e se è costretta afrle le giustifica con il bene del paese stesso e non come accade ora per gli interessi di pochi. Fini deve avere il coraggio di fare il passo. Non so se lo ha capito, ma il suo capo non gli lascia il posto nemmeno a fine legislatura e comunque sarebbe sempre una figura ingombrante. Staccati, fai un progetto serio e vedrai che raccogli anche il mio voto, che sono un elettore di sinistra.

Come al solito l'Onorevole Raisi ha fatto centro. La speranza dell'elettorato di AN confluito nel PDL era quella di garantire, con la propria rappresentanza di galantuomini, che il neonato partito non si adagiasse sui suggerimenti delle cassandre del "così fan tutti" e della prima repubblica. Che appunto si potessero trasmettere i pregi. Così non è stato. La mia speranza è che Fini continui il suo percorso di ammodernamento della destra Italiana, ne condivido pienamente tutti i passi, e che i "dissidenti" di AN si siano appiattiti sulle tesi della Lega per non regalarle voti, cioè che sia un espediente elettorale e che non covino la speranza che con quelle idee e quei valori si possa andare a lungo avanti.

Sferzatelo pure il Partito ( è il sale della democrazia e della politica). Ma, per favore, scegliete i tempi e il luogo opportuni. Non state dando una immagine rassicurante ai vostri elettori. Lo volete capire che le vostre beghe allontanano gli elettori? A meno che non stiate progettando di buttare tutto all'aria, con buona pace di noi poveri illusi. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!!!

buongiorno, sono un "forumista" del blog del messaggero, di sinistra, sono felice del livello serio del dibattito che si esplica su questo forum, finalmente si discute di politica e non di tifo tra curve opposte. ho provato a visitare i forum de il giornale, infrequentabile....quello del corriere della sera invece sembra voler mettere la mordacchia a qualunque dibattito su temi di attualità politica aprendo la discussione solo su temi marginali... insomma come direbbe qualc'uno...complimenti per la ttrasmissione.

Ho sempre considerato gli elettori di destra (prima MSI e poi AN) persone per bene, che come noi di sinistra pensano al bene della NAZIONE senza alcun interesse personale, alla giustizia giusta, e al benessere del popolo. Mi fa piacere che la Polverini in questo momento sia espressione di una parte politica che vorrebbe essere inglobata dalla best politic, e che invece fortunatamente resiste ancora inoltre faccio presente che la Sig.ra Polverini essendo una sindacalista è una delle poche che potrebbe interessarsi dei problemi dei lavoratori. Secondo me è meglio che continui da sola con il vecchio partito (AN) senza dover sottostare a ricatti del PDL e delle irregole da questi volute.

Non so piu' quale naso otturarmi per poter votare per il PDL,il Presidente Fini farebbe bene a tornare sui suoi passi.Lasci stare il re nudo e tutto il suo stuolo di lecchini e scodinzolini.La nostra storia è fatta di onore e onesta',valori che gli affaristi del PDL non sanno neanche che cosa sia.Giogio Almirante si stara'rigirando nella tomba.Gianfranco fonda il tuo nuovo partito e vedrai che prendi anche i voti della sinistra.

Ho 65 anni sempre stato di destra, felice della decisione di fare un grande partito. Condivido le idee del Pres. Fini,non condivido le troppe esternazioni contro la politica di questo governo. Sarebbe più opportuno avere un rapporto con il Presidente del Consiglio più forte e continuo invece di far sembrare a tutti la sua superiorita morale e intelettuale.Il Pres. Fini non è aldisopra delle parti,deve scendere da predellino ed entrare nel'agone politico insieme a tutti noi. Grazie

A Lorenzo Foschi con simpatia: caro amico, se mi consenti, come vedi i commenti dei comunisti(o ex, non sò come preferisci definirti) non sono solo pubblicati, ma credo anche ben accetti non per rufido conformismo e perbenismo, ma quale leale terreno di confronto, contrariamente a quanto avviene(ne parlo per esperienza diretta)sull'Unità dove gli insulti per loro stessa natura beceri sono ben accetti e pubblicati al pari delle slecchinate, per dimostrare quanto ignoranti e beceri possano essere quelli del PdL, contrariamente a quanto avviene per le considerazioni che seppur pacate e riguardose possano risultare scomode alla linea editoriale o far sorgere dubbi sulla medesima nei lettori di quel quotidiano. Purtroppo, non per noi, abbiamo due anime nel Nostro Partito alle quali, nel bene e nel male, poter fare riferimento, ma Tu oggi, nel tuo schieramento, a chi puoi rivolgerti per avere anche solo una pallida parvenza di appartenenza? Non voglio essere nè scortese nè irriguardoso nei tuoi confronti, poichè pur non conoscendoti Ti stimo in quanto non rinneghi la tua provenienza, voglio solo chiederti: visto che nel tuo schieramento la fanno da padroni tutti quelli che un tempo contrastavi(banche, pseudo industriali mantenuti per decenni a colpi di migliaia di migliaia di migliardi di soldi nostri per creare disoccupazione e debito, sindacati venduti al più alto offerente e anche da Voi i soliti faccendieri e corrotti e anche non pochi condannati e mafiosi) e nella cosiderazione del fatto che le istanze di maggire libertà e di una società più giusta e vivibile le stà portando avanti questo giornale e una parte significativa di Noi, perchè invece di limitarti ad essere un semplice ospite non la fai diventare anche Tu la Tua Casa? Con stima Richard.

Premetto che sarò sempre al fianco del Presidente Fini in quanto lo reputo uno dei pochi politici italiani e non solo che ha un orizzonte del potere politico molto ampio, molto duttile e adatto a guidare un paese complesso e articolato come è il nostro, al momento, in continuo divenire per il periodo storico e sociale che si sta vivendo nel mondo intero. Ritengo che l'episodio delle liste del Lazio e della Lombardia (non è il solo ovviamente, ma solo uno dei tanti) dovrebbe insegnare al popolo italiano che non occorre l'ideologia, che ha caratterizzato l'Italia del dopo guerra, ma solo grandi idealità e idealismi uniti a grandissime professionalità in tutti i campi dello scibile umano e dei vari comparti e settori che compongono la società italiana ed il coraggio di portare avanti tutti quei cambiamenti necessari per traghettare il nostro paese dall'attuale pantano verso un futuro prossimo che potremmo definire di Nuovo Rinascimento; il tutto anche andando contro il comune sentire della gente che sappiamo molto bene potrà apprezzare solo dopo gli avvenuti cambiamenti, la gran parte degli individui sapiamo bene essere così. Purtroppo al momento siamo in pieno Medioevo in cui stiamo assistendo, ormai assuefatti (questo è il male peggiore: la non capacità di reazione frutto della nostra dignità), ad un totale disfacimento intelettuale avendo mandato "all'ammasso i cervelli e le capascità intellettuali di discernimento" dando così a molti media (che ognuno si vada a leggere i finanziamenti dello Stato italiano ai vari editori e tragga le dovute conclusioni) il potere di manipolare gli individui (Russel e Hayek lo hanno scritto molti decenni orsono); pertanto siamo in piena epoca di "Grande Fratello" . Non riesco a vedere segni significativi di reazione e trovo tutto ciò sconfortante. Ho volutamente tralasciato di sottolineare che un popolo che non conosce la propria storia, una storia di una ricchezza indescrivibile (forse unica al mondo), non è degno di esistere. Altro che storie! Cordialmente.

Finalmente articoli e commenti degni di una Destra vera, seria e onesta, che rispetta gli avversari politici e che si fa rispettare! Il Giornale e Libero sono il becero portavoce di chi ha usurpato il nome della Destra e si rende ridicolo di fronte all'Europa intera, con un'impudenza che da un bel po' di tempo non è più tollerabile. Non si può continuare a reggere il gioco di chi non ha il senso della Politica ed è "sceso in campo" esclusivamente per salvaguardare i propri interessi personali; bisogna avere il coraggio di dissociarsi da chi in nome di una fantomatica idea di "libertà" fa e disfa le regole a suo uso e consumo, e usa la demagogia per indottrinare chi non ha gli strumenti intellettuali adatti a compiere un'analisi lucida della realtà. In tutta coscienza, non si possono barattare la propria dignità e il proprio rigore morale per avere la maggioranza in parlamento: i danni che quell'uomo sta facendo alla Destra, snaturandola e stravolgendone i valori, sono sotto gli occhi - increduli - di mezzo mondo. Dovrebbe essere davvero arrivato il momento di dire BASTA.

Sempre con il Presidente Fini!!

tanto per essere chiari, sono comunista da sempre, e non so se questo mio commento verrà mai pubblicato. Vengo da una militanza nel PCI quasi quarantennale, e quando si attaccavano i manifesti fra noi e i militanti dell'MSI, c'erano delle occhiatacce, ma niente di più, se non, in fondo in fondo, anche una sorta di ammirazione reciproca per il lavoro "sporco" che si faceva... Sporco nel senso che sistematicamente ci sporcavamo di colla!! In ogni caso la cosa che in definitiva ci univa era la militanza, gratuita, forte, ideale, senza nè secondi nè terzi fini. Sono passati tanti anni, e oggi vi trovate a combattere con squallidi personaggi, alla Berlusconi, tanto per essere chiari, e vi siete fusi in un matrimonio che non vi porterà tanto lontano. La svolta epocale di Fini a Fiuggi non significò la costruzione di un partito liberista e liquido, ma là si gettarono le basi per la costruzione di un partito della destra, moderno, europeo, sociale. Ma che cosa è rimasto di quelle idee, che sotto certi aspetti avevano del rivoluzionario? Ma come fate a combattere con personaggi ciclati e riciclati come Sacconi, Brunetta, Cicchitto? Ma la levatura morale di Almirante dove è finita? Io mi ricordo che ero al picchetto della salma di Enrico Berlinguer, a Botteghe oscure e a un certo punto vidi arrivare Giorgio Almirante, solo, senza scorta e senza paura, come suol dirsi a schiena dritta!! E queste modalità, dove sono finite? Per tornare ai giorni nostri su questa vicenda del Lazio, ma non sentite puzza di bruciato? E Milione, che stava facendo appartato con le liste del PDL? Stava cancellando tre nomi di tre esponenti dell'ex AN, quali PALOZZI, PICCOLO e un altro che adesso non ricordo. In definitiva Berlusconi vi stava accroccando il trappolone, per farvi perdere la regione

Io non credo che nel PDL sia tutto da buttare. E' chiaro che l'unione FI AN deve essere "rielaborata". Il problema secondo me è introdurre nel PDL una nuova fase di Dialogo Interno, di Confronto sistematico. Solo da una nuova Dialettica si puo' capire, si puo' incontrare le richieste dei Rappresentati. Io non credo che il PDL sia tale solo grazie alla Leadership di Berlusconi. Io credo ci sono ben altri valori che tengono unito il PDL. Credo quindi che l'unico problema oggi nel PDL sia quello di creare un Comitato Interno che si confronti e che sia capace di rispondere alle richieste di una Società in continuo cambiamento. Vorrei infine far notare che il PDL stava "vincendo" contro un PD in evidente difficoltà. Con le polemiche delle ultime settimane si sta solo rivitalizzando un PD che si ritorceva su se stesso a causa delle dispute interne. Per ogni cosa c'e' un tempo ed oggi non è il momento di far polemiche sui Giornali su Etica, Morale, Idealismi. Io sono un appassionato di Scienza Politica, Filosofia Politica e Dottrine Politiche ma oggi credo sia meglio una sana Realpolitik. L'Interesse dello Stato innanzitutto. Sarebbe il caso di discutere attorno ad un tavolo a porte chiuse, lasciando perdere esternazioni e mezze parole alla Stampa. Mancano poche settimane alle elezioni, non si poteva aspettare ......

MENO MALE CHE FINI ESISTE. Speriamo che presto mandi al diavolo il suo fantoccio LEADER

Trarre delle conclusioni, sia pure dopo un ottimo ragionamento, può rivelarsi fuorviante qualora si parta non da una incontestabile fotografia della situazione ma da semplici ipotesi e congetture, come a proposito dell'atteggiamento degli ex-forzisti su Di Girolamo, che è stato talmente netto da sottrarre alle opposizioni la maggior parte dei loro argomenti propagandistici. Non posso sapere che cosa si muove sotto sotto nel Pdl, l'analisi di Galli della Loggia è stata un pugno nello stomaco. Certo credo di poter dire che se le cose stanno in un certo modo la responsabilità è da ricercarsi nell'attuale dirigenza multipla coi vari supporters, e che tra gli elettori anche più devoti e i militanti cresce la voglia di cambiare registro. Forse, dopo le elezioni, farà bene un buon congresso.

Grandioso dobbiamo essere tutti di sinistra ? La cosa piu odiosa che possono fare gli uomini è come si dice a Napoli " sputare nel piatto dove si mangia " dopo aver acquisito a vita tutti i privilegi della carica adesso ci si lamenta di una cosa creata al 50% siamo alle solite comiche italiane quando uno sbagia invece di dimettersi da quello che è stato un errore di valutazione solo teorico chiaramente scarica sull'altro 50 % tutte le colpe cercando di passare come una vittima invece di assumersi le propie responsabilita'.

Roma non fu fatta in un giorno, recita un saggio motto: partendo da qui verrebbe da dire che, continuando la metafora, è stato appena tracciato il pomerio da Romolo, dunque l'Urbe è ancora da fare. Appare, forse, un pò forzata come similitudine, anche se in realtà tutti ci aspettavamo di essere giunti alle capanne sul Palatino e ai primi altari, e invece siamo rimasti indietro. L'unica fortuna è che non abbiamo Sabini, Etruschi e Volsci come "vicini invadenti", ma questo non può consolare: se il Pd come partito non è mai nato, e dunque fa una sterile propaganda scandalistica, non possiamo non notare che le due "etnie" del Pdl non si siano fuse a sufficienza. Le conseguenze sono tanto evidenti che eravamo stati capaci di individuarle da soli, senza il “prezioso” ausilio di Galli della Loggia, sempre pronto a criticare tutto ciò che veda alla sua destra. Già da mesi sul Secolo molti utenti mugugnavano scontenti per quanto veduto dentro e al di fuori delle due camere; già da tempo gli elettori si domandavano cosa stesse accadendo poiché, invece di veder marciare i loro paladini sui resti ancora fumanti dell’avversario, assistevano ad imbarazzanti spartizioni del bottino. Come ogni degno vincitore, anche il nostro esercito aveva il suo comandante, ma chi doveva essere superiore in grado dei due consoli? Ecco il primo problema. Al ritorno a Roma uno dei due si è eretto a difesa del mos maiorum, l’altro ha impugnato lo scettro pretendendo di comandare su tutto e tutti: metafora eccessiva? Certamente la guerra tra Pompeo e Cesare si presta, nonostante le forzature, ad una lettura dell’attualità, con la speranza che gli esiti non siano i medesimi (anche perché mi chiedo chi sarebbe il novello Ottaviano). Ecco il secondo problema. “Morto” Cesare chi ne sarà il successore? Terzo problema. Una cosa è certa, le metafore posso essere infinite e le letture della realtà possono mostrare o occultare sfumature altrettanto numerose, ma non si può negare il fatto che fino ad oggi si sia goduto della mancata pericolosità dell’avversario, che per altro non siamo stati capaci di “finire”. Una ricetta, immodestamente, la vorrei consigliare: si possono avere diverse “anime” all’interno di un partito, soprattutto se eterogeneo come il Pdl, ma occorre sempre il dialogo, il confronto fra le parti senza che una prevarichi sull’altra. Sarebbe persino auspicabile un cambiamento di rotta, ma credo che ciò possa avvenire solo con un contemporaneo cambio di leadership e se dunque si dovrà attendere ancora un po’ per questo, forse si può augurare che “qualcuno” all’interno del partito sappia mantenere accesa la vecchia fiamma! Tutto qua? Non credo, ma già sarebbe un inizio e non per minare dalle fondamenta il “triunvirato” ma per non farsi corrompere da situazioni pericolose e non scadere in altrettanto pericolosi “giochi”. Rimanere se stessi con lo spirito di un tempo; rispettare tanto l’avversario quanto l’alleato; confrontarsi senza paura, soprattutto sui temi più spinosi; sapere di dover essere degni del proprio mandato soprattutto in chiave sociale, ecco cosa si dovrebbe fare all’interno del Pdl, ma ho paura che sia più facile a dirsi che a farsi.

L'analisi di Raisi è lucida e non priva di una condivisibile critica a quanto è stato fatto ed è accaduto dalla fondazione del PDL. Non è che ho gioito quando, dopo il cosidetto discorso del "predellino", siamo stati assorbiti nel PDL e, credo, che il popolo di AN non abbia brindato con champagne millesimato. Non c'era da brindare, non c'era da gioire, eravamo stati costretti. Abbiamo dovuto entrare, dissolvendoci, in una organizzazione dove la maggioranza era la ex FI, che oggi ha inventato, per impulso del lider maximo, i "paladini della libertà" guidati dalla onnipresente Brambilla. Altra struttura del PDL, che risponde solo a Berlusconi e solo a lui : ma noi ex seguaci o elettori di AN che dobbiamo fare? dobbiamo entrare a far parte anche dei "paladini" o possiamo continuare a pensare con la nostra testa, seguendo l'esempio di Gianfranco Fini? I magistrati "rossi" complottano con l'opposizione contro Berlusconi, la stampa nazionale ed internazionale fa parte del complotto, il pasticcio delle liste è figlio del complotto : ed io, come altri che abbiamo sempre sostenuto prima il MSI e poi AN, dovrei appiattirmi su queste.....lasciamo perdere. Qui è successo di tutto da quando "siamo" al governo, meno quello che era stato promesso agli italiani in campagna elettorale. Abbiamo un ministro di grazia e giustizia - ex AN - che sembra preoccupato solo di trovare scappatoie affinchè Berlusconi scampi dai processi ( l'avv. Ghedini fa il suo mestiere, ma Alfano?); abbiamo un ministro della pubblica istruzione che sostituisce la scuola con l'"avvio al lavoro" (era meglio quando si studiava ancora con la "Riforma Gentile", che non venne abolita con la Repubblica); abbiamo un ministro della difesa che, come coordinatore del PDL, sembra avere dimenticato la sua storia e le sue radici (è quello che mi dispiace di più, perchè ho sempre provato affetto e rispetto per La Russa); abbiamo un capo gruppo al senato che ormai può essere dato per "disperso" ( chissa che pensa Gasparri?). Come possiamo accettare la Santanchè nel governo? Dove stava la ex AN quando è stata fatta questa "bella pensata"? E andiamo nei contenuti più pesanti. Il TG 1 di Minzolini comunica l'assoluzione di Mills e nessuno dice qualcosa : si tratta di prescrizione non di assoluzione, ma dobbiamo aiutare il lider maximo e così è assoluzione - forse in un confessionale, ma non in un tribunale della Repubblica! Galli della Loggia ha ragione : la plastica si sta sciogliendo. Ma cosa si sta facendo? Niente di niente! Abbiamo dolorosamente abbandonato il MSI e accettato AN ed abbiamo visto che era la scelta giusta. Abbiamo mandato giù gli esiti del discorso del "predellino";abbiamo sopportato gli attacchi al concetto di legalità;abbiamo assistito a vere e proprie isterie quando i "lodi" Schifani e Alfano sono stati rigettati dalla Corte Costituzionale e non con 14 voti a 1 ( chi vuole capire, capisca );abbiamo visto accantonati i problemi del paese perchè IL problema era evitare a Berlusconi i processi; le riforme sono in alto mare e credo che ci teranno; dobbiamo sopportare l'incapacità di funzionari di partito che non riescono a rispettare la legge in materia di presentazione di liste elettorali (ma se davvero c'è stato un complotto, chi sono i responsabili? i giudici e i "comunisti"? non facciamo ridere i polli!). Dobbiamo sopportare il "Giornale" e "Libero", gli articoli allucinanti di Sallusti e di appiattirci sulle posizioni estremiste della Lega? Sono più importanti le "poltrone" nei lussuosi uffici ministeriali o il benessere dei cittadini? In questo governo, con tutti i difetti che possa avere, l'unica persona lucida e che lavora bene è Tremonti, ma è poco. Forse si è sbagliato a riporre troppa fiducia negli ex AN quando sono entrati nel governo e nelle altre cariche politiche. Adesso sembra che abbiamo solo degli "yes men" : gli "yes men" mandano in rovina le aziende e mandare in rovina uno stato è più facile.

Carissimi, lo scioglimento di AN in Forza Predellino è stata una iattura. L'ottimo Raisi dice cose che sottoscrivo ma parte da un presupposto sbagliato, quello della necessità e quindi dell'entusiasmo che era giusto manifestare per la nascita di questo nuovo partito, il PdL. Scolorire il senso della politica vera, della qualità, della legalità, del senso etico-morale tipico in gran parte degli uomini di AN (e prima del MSI) in un contenitore caratterizzato dal Cavaliere e i suoi lacchè è stato un delitto. Tornare indietro, perdendo i pezzi da perdere (i Gasparri di turno), riducendo il consenso (ma non è detto) di AN, ma ritrovando la perduta dignità sarebbe comunque salutare. Via, lontanissimi dai Feltri, dai Sallusti, dagli Stracquadanio, dagli Osvaldo Napoli, dai tanti buffoni e anche dai...Cecconi. Io ci spero.

Il mio riferimento è una destra moderna ed europea, per questo mi sento molto vicino al Presidente Fini. Purtroppo ritengo che in Italia la maggioranza degli elettori di destra oscilli tra ormai vetuste nostalgie neofasciste, acredine dovuta alla coscienza sporca dei socialisti post-craxiani, infine gli imbonimenti e le manipolazioni videocratiche del regno berluscoide e della sua corte dei miracoli. Una vera e propria desolazione esistenziale, prima ancora che politica. Non c'è spazio in Italia per una destra più "evoluta", capace anche di elaborare linguaggi e conferire impronte culturali che sappiano creare dibattiti, stimoli, una destra che sappia anche, quando è necessario, ammettere i propri errori e la propria mancanza di lungimiranza, che sappia competere basandosi sui valori, sulla ricchezza culturale, su proposte anche innovative, ma soprattutto sulle regole e sul rispetto del vivere all'insegna del senso civico, non sugli istinti più biechi, su ricette ammuffite, su un culto della personalità da far invidia ai regimi autoritari del novecento. Abbiamo creato un modello culturale che ci sta allontanando dai paesi avanzati, stiamo forgiando una società civile pacchianamente edonista, egoista, refrattaria alle regole, senza alcun senso della misura e della giustizia. Del consenso di questo tipo, io non saprei di cosa farmene, anzi sarebbe un peso di cui disfarsi il prima possibile. Non ho alcuna speranza che prima di almeno una generazione possa cambiare qualcosa dalla nostra parte, ormai il danno è fatto ed il tempo ci darà ragione. L'unica cosa che mi sento di dire è riaffermare il diritto al dissenso ed il rifiuto di dare il mio consenso ad un progetto che reputo disastroso e foriero di pesanti ripercussioni. L'unica consolazione è sapere che siamo sì pochi, ma comunque ci siamo e non siamo isolati. Vorrei salutare tutti coloro che dalla nostra parte sanno ancora vedere oltre il proprio naso...

Io non sono mai stato entusiasta della fusione con F.I. nel PdL. E' stata fatta in maniera sbrigativa ,senza una adeguata riflessione alle spalle. Ci siamo mischiati con persone che intendono la politica come la strada più breve per fare soldi ed affari. la militanza e la passione non sono più un valore: conta di più un bel viso e due belle gambe. Abbiamo fatto il passo più lungo della gamba e Fini ne è stato l'artefice principale, purtroppo.

E' un'analisi della situazione del PDL e nel PDL ottima e ben argomentata, con l'aggiunta di una precisa ed inequivocabile lettura, per chi sa leggere, del pensiero di Gianfranco Fini e di quanti hanno da sempre lottato e rischiato per le idee di una Destra europea e libera. Speriamo che i somari Feltri, Sallusti e Giordano, da sempre portatori di borracce, per il padrone e per la lega riescano a capire e a leggere benchè sillabando.FORZA GIANFRANCO.

Condivido parola per parola questa analisi, lucida ed onesta.

E' davvero incredibile! Premesse le colpe di Berlusconi e della sua corte che sono tante, per lei caro Raisi , Fini non ha alcuna responsabilità nella difficile situazione attuale? Il suo assurgersi a padre della Patria ,quando proprio l'elettorato più "patriottico" non la capisce più è un comportamento scevro da responsabilità? I suoi continui distinguo,prese di posizione incomprensibili, "scimmiottamenti" degli altri partiti conservatori europei, minacce di far cadere il governo ,eletto comunque da tuttui noi , tramite il suo fedele "sancho pancha" Granata sono comportamenti corretti? Ma è possibile che reiterate lo stesso comportamento dei Berluscones verso il loro capo però nei confronti di Fini? Abbiate il coraggio di dire anche no ,non siamo d'accordo con te caro Fini.Assumete quella indipendenza che tanto criticate ai seguaci del cavaliere ma che rischiate di non avere anche voi verso un politico mosso soltanto da una sfrenata ed incontenibile ambizione personale!!!!!!!!!!!

Condivido in pieno l'analisi dell'on. Raisi, ma non le conclusioni. Occorre un atto di umiltà e prendere atto di aver commesso un gravissimo errore nello sciogliere Alleanza Nazionale, perdendo così, i nostri antichi valori e modi di essere, quando la politica era passione, disinteresse e voglia di famiglia, di popolo e di sociale. Come era prevedibile, ci siamo lasciati condizionare da affaristi, yes-man in abiti gessati, veline e tacchi a spillo; che bello quando le nostri mani odoravano di colla!!!! E' bastata la scelta di una nostra sindacalista per sollevare i lai di giullari e gironalisti servi. Occorre solo un pò di coraggio per tornare ad essere orgogliosamente degli italiani dai grandi e forti ideali.

Mio Dio! Sto ridendo a crepapelle nel leggere certi "giornaletti" da strapazzo ma poi ripensando che questi ricevono fondi ingenti derivanti dalle nostre tasse allora mi incazzo di brutto. E i fondi sono davvero ingenti per statistiche ufficiali del Ministero dell'Economia. Gentile Direttore Perina ma quante false vergini noi italiani stiamo mantenendo? Se ce lo dirà le saremo grati per sempre! Cordialmente.l