4 febbraio 2012 - 06:40

Fini: abbiamo scelto il Pdl credendoci, ma così non mi piace

«Avendo contribuito a fondarlo sono affezionato al Pdl. Mi sono assunto la responsabilità di consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale cominciando con l'Msi sino ad An. Non eravamo alla canna del gas, An aveva percentuali a due cifre, ma ci siamo presi la responsabilità di dare vita ad un nuovo soggetto politico perchè credevamo nel bipolarismo, nell'alternanza e nell'europeismo. Ma se mi chiedete se il Pdl mi piace così come è adesso, la risposta credo l'abbiano capita tutti, non c'è bisogno di ripeterla». Così Gianfranco Fini, a Oristano per la presentazione del suo libro, ha risposto alla domanda di un giornalista sullo stato del Popolo della libertà. Il Pdl, ha detto, «non è una caserma, ma non deve essere neppure un'anarchia». E ha aggiunto: «Nessuna nostalgia dei partiti tradizionali di vecchio stampo, solo al Nord la Lega continua a vendere la Padania come facevano i partiti tradizionali vent'anni fa». Ma bisogna definire un nuovo modello: «Il Pdl ha commesso degli errori perchè è nato da poco. Ha necessità di unire e omogeneizzare esperienze diverse perchè si sono mescolate tre congiunture diverse. Questa prima fase si deve considerare di rodaggio iniziale, non di routine».

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commenti dei lettori

Il Presidente Giorgio Napolitano si sfoga: "allarme ed indignazione per le trame inquietanti" Non si riferisce a quelle di Fini & C.?

Grande Presidente!!!

E allora, se a Fini non piace i PdL così com'è, perchè non fa qualcosa di più per cambiarlo? Qualche idea sostenuta con più convinzione? Qualche iniziativa più coraggiosa? Qualche strategia per salvare il partito dal berlusconismo?

Sono di destra con un percorso ideologico trentennale, iniziato al primo liceo ed oggi in itinere secondo la classica scansione MSI-AN-PDL. Un anno orsono il Presidente Fini ha esternato l'idea di andare oltre la destra con una scelta per l'Italia al di fuori dei recinti del '900. Già allora cercava legalità e libertà e non l'ordine delle caserme; cercava pluralismo e democraticità ed in primo luogo non cercava una corrente di AN interna al PDL; cercava un grande partito mediterraneo oltre che europeo per la sfida del XXI secolo. Con la nascita di AN si abbandonava la casa del padre: accadeva come quel giovane maturo che era in grado di continuare la vita con le sue forze ed affrontarla con una nuova organizzazione, ma pur sempre memore degli insegnamenti ed anche degli errori della vecchia organizzazione familiare. Con la nascita del PDL si andava a creare una nuova famiglia abitando una nuova casa: accadeva come quello stesso giovane che si sposava dopo quindici anni di fidanzamento ed era pronto a condividere la costruzione di una nuova organizzazione. Oggi il Presidente Fini non abbandona certo quel progetto ma lancia l'allarme di una partenza confusionaria, certo dovuta ad una famiglia ancora giovane che ha bisogno di "omogeneizzare esperienze diverse". Ma questa famiglia ha memoria? Si sta formando anche sull'esperienza del passato? Deve costituirsi cancellando tutto il retroterra? Ogni nostro passaggio evolutivo si è rivolto al futuro: si è parlato di futuro premettendo che non c'è e non deve esserci nòstos (ritorno) algìa (sofferenza) e quindi sofferenza per il desiderio di un ritorno al passato. Ma oggi sembra che ci si sia posti in una condizione di nostalgia del presente nella ricerca del disegno futuro. Penso che non possiamo liquidare il tutto sostenendo che non deve esserci nostalgia dei partiti tradizionali. Penso che bisogna certamente abiurare le derive dei partiti tradizionali, ormai consegnati alla storia (oggi si va così veloci che ciò che è accaduto 18 anni fa è storia). Penso che la funzione del partito e delle sue espressioni territoriali - legate all'esperienza sul campo, al dibattito, alla meritocrazia, alla vitalità di una rete che va dal più piccolo Comune fino alla Provincia ed alla Regione - sia ancora oggi importante. Purtroppo tutto ciò viene a mancare sempre di più rischiando di appiattirsi su un'idea aziendale, che certamente avrà i suoi pregi, ma ha i suoi forti limiti nel distacco dal territorio e nella crescente destrutturizzazione organizzativa, che gioco forza porta alla caduta di passione. Se nostalgico voglio essere, sono nostalgico della passione che avevo al liceo e all'università. Per il resto sono sempre qui ed il mio percorso continua aggiungendo un nuovo tassello: MSI-AN-PDL-FINIANO.

Sono elettore di DESTRA, ho seguito il Presidente Fini fin da quando era il delfino di un grande uomo politico quale era Giorgio Almirante. Il PDL come è ora non piace neppure a me, troppi inetti ed incapaci, troppe mezze figure, troppi raccomandati "amici del Capo", troppi "ex"..., troppi "faccendieri". Serve un partito di persone perbene, oneste e capaci che intendano la Politica come una missione e non un mezzo per arrivare a privilegi da "casta" di intoccabili. Il Partito deve essere di tutti, deve essere la casa comune dove confronto e responsabilità siano normalità, non può esserci un partito "del capo", tutti asserviti al suo volere per il suo piacere. Via gli inetti, via gli incapaci... Serve una svolta, un segnale di cambiamento... per credere ancora...

Il pdl è ormai un cumulo di macerie! basta andare a vedere i candidati nei listini regionali, c'è di tutto ; ormai non si candidano più soggetti in base all'esperienza politica, al curriculum o al merito ma in base alla diretta conoscenza che si ha con il Capo; siamo arrivati a candidare anche l'igenista del premier o il massaggiatore del Milan; poichè ricopro cariche politiche interne voterò ancora il Pdl ma tutta la mia famiglia (padre , madre molgie e suoceri voteranno tutti lega)!

L' Italia ha, una, cento, mille, scelte; Ma, una decisione, attraverso i partiti, la deve prendere! Siamo in Europa è dobbiamo essere competitivi. Fini, non sà quanta nefasta arretratezza, ho dovuto combattere (ed anche lottare), Io. Gli, mando a dire con la Presente, che Sono Vivo per Miracolo e l'Italia, per come l' abbiamo concepita Io e, pure Lui, non esiste più, purtroppo. In Italia, purtroppo, governa, si fà per dire, l' irrispettosità esasperata, oramai; dunque, è tempo di scegliere gli Amici buoni che in futuro serviranno a sostenerci. ROCCO ZINE' Dalla SICILIA

Il signor Fini dovrebbe sapere che se la parola e d`argento in certi momenti il silenzio e` d`oro.Perche` queste continue provocazioni? Oggi non e` il tempo delle provocazioni che a volte possono anche essere stimolanti se si fanno vuol dire che c`e` un progetto piu` o meno misterioso.Da ex Giovane Italia dei tempi di Massimo Anderson trovo deplorevoli e fuori luogo le ultime uscite di Fini. ADB

Il presidente Fini ha pienamente ragione,questo pdl non è quello che ci aspttavamo,ci siamo miscelati ai forzisti che non sanno cose il merito e cosè il valore...tiriamoci fuori presidente,torniamo Alleanza nazionale è prendiamoci da soli l'Italia!! perchè non si può permettere anche al "Giornale" di fare politica,questa è una vergogna!!Sempre con Fini!!

Non si riesce a capire perchè Fini l'erede di Almirabte abbia prima sciolto ol MSI e poi AN per cadere nelle mani del Seltano POPOLO DELLA LIBERTA'Sono un vecchio militante missino e tale voglio restare. Ho 61 anni e sono malato di clerosi multipla.Seguo la politica e sono disgustato da berlusconi che non ci ha sgettizzato perche sono stati gli elettori. Grazie per l'attenzione e per lo sfogo.Zozi Francesco da Sant'Oreste Roma-BOIA CHI MOLLA

Fini finalmente ha detto quello che doveva dire. L'Esperimento di unire una Destra Conservatrice assieme ad una Destra Sociale ed ad una Destra Moderna Europea non sta riuscendo come si sperava. Ogni Partito deve avere al suo interno delle posizioni diverse ad all’interno di questo Partito ci deve essere un continuo confronto, un continuo dialogo. La Linea Politica deve essere sempre decisa collegialmente da tutte le “Anime” del partito. Ma per non incorrere in Veti trasversali, bisognerebbe creare un Partito “omogeneo” che abbia gli stessi obiettivi su come gestire la "Cosa Pubblica". Non è mai lungimirante creare delle “Unioni” di Partiti con Idee ed obiettivi diversi solo per raggiungere la maggioranza parlamentare. I nodi prima o poi vengono sempre al pettine. A Berlusconi va dato il merito di essersi inventato una Destra in Italia e di aver saputo creare attorno a questa Destra un enorme Consenso. Adesso pero' questa Destra sta dimostrando una scarsa omogeneità. E' compito quindi del Comitato di Partito valutare la situazione. Speriamo quindi si convochi al piu' presto il Comitato di Partito dove tutti possano esprimere la propria opinione e linea politica.

Gli sforzi del presidente Fini sono indubbiamente votati alla creazione di un partito alla Sarkozy, condivisibile o meno la scelta (non condivido tutto, anzi) è comunque coraggiosa e necessaria: fin ora il Pdl si è retto sul modello di FI, cioè un non partito, al cui vertice c'è un non politico ma un uomo dalle indiscutibili capacità e carisma. Adesso se il partito vuole reggersi sulle proprie gambe deve saper fare il salto di qualità, ma forse il problema sta proprio in questa fase di transizione: quale linea deve prevalere? Chi deve esserne il leader? E' credibile che secondo voi gli ex forzisti lascino nelle mani dei finiani (e non) le redini del Pdl? Posso sbagliarmi ma credo che, come si suol dire, non molleranno facilmente l'osso. A mio avviso il partito si basa su un presupposto inconciliabile con le sue aspirazioni: le proporzioni tra FI e AN devono essere trasferite al suo interno. Facendo questo ripicchine e dispettucci, scontri o pesuedo tali, non sono mancati ne mancheranno. Nella mia pur breve esperienza in Federazione, a Siena, mi ricordo di riunioni, su alcuni temi, che spesso evidenziavano posizioni inconciliabili tra membri dello stesso partito. Il tutto non perchè fossimo colti da un raptus inspiegabile, ma perchè il bagaglio personale di ognuno di noi era parzialmente diverso: mi chiedo allora, come è possibile sperare che tutto ciò non si verifichi, in proporzioni ben diverse, all'interno del Pdl? Credo si possa auspicare non solo tanta buona volontà, ma anche un deciso cambio di rotta, soprattutto su temi di carattere etico che non possono accumunarci al Pd; spero, vivamente, che venga dato maggior spazio agli ex anneini, eliminando qualche ex velina e dando spazio a chi la politica sul campo la fa da decenni. Anche il pasticcio (se si vuol usare un eufemismo) delle liste elettorali in Lombardia e Lazio non credo siano frutto di una svista o di superficialità: penso piuttosto che le tensioni interne non aiutino soprattutto durante il clima elettorale e che in questi momenti, soprattutto in questi momenti, occorrerebbe maggiore coesione. Il cerchio si chiude: siamo partiti dalla mancanza di coesione e vi siamo giunti per quelli che, a mio avviso, ne sono chiari segni. La volontà che deve spingere tutti i componenti del Pdl è quella di governare bene, anzi al meglio delle possibilità, ma si è assistito più spesso a scontri per mantenere (o conquistare) le posizioni che azioni di governo vigorose. Spes ultima dea, oppure no?!

Io condivido l'affermazione del Presidente Fini. Quando si fonda un partito con lo scopo di raccogliere il consenso popolare per governare una nazione, per risolvere i problemi che attanagliano la società e i cittadini, bisogna dimostrare di essere capaci e competenti nello svolgere il compito che ci si è prefissati. Partendo dalle piccole cose come la presentazione delle liste elettorali che sono degli adempimenti burocratici che vanno espletati nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Perchè poi (da governanti)il rispetto di simile burocrazia lo si chiede al cittadino. Certo quanto successo a Milano e nel Lazio non da un bell'esempio di capacità ed efficenza. Mi chiedo, ma dove sono finite le persone che dentro A.N., da decenni presentavano le liste elettorali in ordine e adeguatamente compilate e corredate? Non era possibile ricorresre alla loro esperienza? Con il presidente Fini spero che questo sia stato un errore dovuto al rodaggio del nuovo partito, ma spero anche che in futuro si ricorra a coloro che hanno maggiore esperienza, se non altro per istruire le nuove generazioni alla vita di un partito.

A Ginafranco Fini va senz'altro riconusciuto un merito: quello di provare a costruire un partito di centro destra dotato di un bagaglio di idee (che si possono condividere o meno)che vadano al di là del generico richiamo ai "valori del PPE" o di tutto l'armamentario berlusconiano sul "partito dell'amore". I tempi sono cambiati ma ciò non significa che i partiti possano reggersi solo sull'entusiasmo (peraltro transitorio) di un leader carismatico e sull'attivismo di qualche manciata di "veline" e di pseudo-politici arrivisti.

Il bravo Fini attende e nel frattempo non si sbilancia troppo nei giudizi; comunque non lesina. Attende che il Faraone sia messo a riposo nel sarcofago per prendere le redini. DOvrà sfrondare ben bene il Pdl per renderlo credibile e chissà ! magari riuscirà a mantenere il gradimento a cifra doppia, non altissima, ma sostanziosa.

Perchè in prima pagina non mettete quello che ha detto sul lavoro, sul nuovo schiavismo, etc. anziche star sempre a parlare di temi da "telenovela" politica??? L'Italia ha un sacco di problemi VERI, questi sono problemi moooolto secondari.. bisogna dargli risalto, tutte le prime pagine sono uguali!!! Dov'è la vena "Socialista"? Quella del MSI, attento ai problemi della gente, siamo diventati uguali a tutti gli altri... Mah...

bella roba....soprattutto poco prima delle elezioni!!! Era proprio il caso di dirlo pubblicamente? I panni sporchi vanno lavati in casa! O ha già deciso di separarsi? Non mi riconosco più in Fini dai doppi fini!

Se il PDL è in queste condizioni si deve addebitare ovviamente in prima istanza a Berlusconi che era convinto di avere un modello allargato di Forza Italia che così non è.In secondo luogo ,per quanto voi del secolo siete ormai appiattiti completamente alla sua linea e non ad una ben più coerente di vera destra, a Fini che puntualmente ogni giorno con i suoi cntinui distinguo e con questa aria supponente da statista che non è e penso non saròà mai ,sta creando un reale disorientamento soprattutto a chi come me non ha mai votato Forza Italia ma col cuore sia MSI che poi AN. La supponenza sta nel non ascoltare la profonda delusione che sta creando nella gente di destra e credetemi non mi riferisco ai commenti sul giornale ma a quello che sento ogni giorno. Infine il PDL sta un po' arrancando perchè la politica non la fanno solo gli idealisti ma un sacco di gente che nel partito vede solo una via di riuscita per le proprie piccole aspirazioni personali considerando magari il fatto che in altri settori non potrebbero mai riuscire. Per ultimo solo uuna cosa auguro al secolo ,che vi possiate non appiattire più alla liena sinistrorsa di Fini ,per favore non comportatevi allo stesso modo dei tantissimi berluscones che stanno nel PDL e che tanto criticate ma vi auguro di diventare un vero giornale di destra coerente e non ,caro Direttore PerinA,un giornale che appoggia la "svendita" della nostra cittadinanza in soli 5 anni.

"Il futuro della libertà" è fondamentale non solo per le nuove generazioni ma anche per i senior. La libertà va difesa da tutti a qualsiasi costo così come l'informazione e il diritto di vivere. Tutta l'Italia non è né può essere considerata "una caserma" anche se l'anarchia assoluta,grazie alla quale ognuno parla a vanvera e a ruota libera contro tutto e tutti ci rende davvero più talebani e primitivi di qualsiasi talebano. E' la mancanza assoluta del senso della misura che ci rende assai spesso e senza che ce ne rendiamo conto insopportabili,antipatici,sconsiderati e squallidi. Poi ci sono i demagoghi bravi nel parlare,scadenti e assai superficiali nel fare.Costoro sono "mine vaganti" che mettono a rischio pace e libertà senza che i più lo capiscano.

Innanzitutto tengo a precisare che sono un elettore di A.N.-pdl.Mi compiaccio col Presidente Fini per il comportamento che sta tenendo perché é un uomo molto intelligente. Mi auguro che prossimamente o quanto prima riesca a diventare Premier perché ne ha tutte le qualità ed è molto onesto!!!!!

Sono pienamente d'accordo con quello che dice Gianfranco Fini. Il nuovo modello andrebbe definito subito dopo le prossime elezioni ma quello che è successo a Roma a Renata Polverini mi ha sorpreso molto. Il caso andrebbe approfondito meglio perché non tutto è molto chiaro. E' avvenuto davvero tutto per caso o c'è qualcosa che non ancora viene a galla? C'è qualcuno che ha paura della Polverini e perché mai? E' ancora da capire. Nessun complotto, naturalmente, ma non escluderei che il fatto "strano" dovrà essere approfondito da competenti in materia,perché tutto coopera per allontanare, definitivamente, ogni dubbio o sospetto.

Un partito fondato una sera d'autunno, sopra il predellino di un'audi, in piazza San Babila. Dall'altra abbiamo un partito che, tra lo scherno e le battute irriverenti di alcuni personaggi del nostro partito, sta costruendo passo dopo passo, un movimento fondato sulla base del suo elettorato; un partito nuovo, che con innumerevoli sforzi stra creando una classe politica e dirgente preparata e competente (almeno ai loro occhi). Nel nostro partito vedo solo una pletora di vassalli e giullari di corte, tutti impegnati a soddisfare i desideri del sovrano. Ma uno che ne capisse di politica, nooo, è un'idea troppo stalinista di concepire la politica, vero...?!? meglio i massaggiatori del milan e le igieniste dentali.... Avanti così Presidente Fini, per quanto le possa interessare, io sono con Lei!

Credo che a Fini piaccia farsi male da solo. E' evidente che il PdL è ancora in fase di rodaggio, è più un movimento d'opinione che un partito, soprattutto non è un partito monolitico di stampo tradizionale. Questa è stata la grande intuizione di Berlusconi: riunire tutti i moderati nel segno della libertà e della democrazia liberale in opposizione a una sinistra becera e incurante del dialogo, capace di ricorrere a qualunque mezzo anche inconfessabile per conquistare il potere. Nel momento in cui una espressione politica "movimentista" viene costretta in troppe pastoie burocratico-militarizzate inevitabilmente comincia a sfuggire da tutte le parti e si alimenta la confusione. Introducento sempre nuovi elementi di discussione in questo momento storico Fini svolge il suo ruolo di politico di razza ma involontariamente alimenta le divisioni: anziché tenere unito il movimento contribuisce a sfaldarlo nel momento delicato che attraversa e per di più sotto elezioni e nel pieno del fuoco nemico.

Sono convinto che la politica seguita da Fini in questo ultimo periodo alla lunga sia pagante in quanto ne fa forse l'unico politico di stazza nazionale che possa prendere il posto di Berlusconi che colla sua "megalomania" prima o poi stancherà tutti, io in effetti pur essendo un forzista della prima ora mi sono già stancato .