8 febbraio 2012 - 04:35

La Nuova Politica

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Contro l’omofobia. Senza se e senza ma

Fulvio Carro

Non sappiamo se, come dice il sindaco Gianni Alemanno, una legge che sanzioni l’omofobia avrebbe «inevitabilmente dei contenuti ideologici» e andrebbe a configurare un nuovo «reato di opinione». Ma siamo convinti che sia necessario che l’Italia dica parole chiarissime contro ogni forma di violenza, discriminazione o censura contro la persona. Compreso quando tutto ciò sia originato dal disprezzo omofobico. Altrove, in altri paesi, la politica agisce dando esempi in positivo: in Germania un gay dichiarato (Guido Westerwelle) è vicepremier e ministro dell’Economia; in Inghilterra Cameron ha candidato una ventina di gay alle ultime politiche, facendone eleggere molti; negli Usa uno dei primi atti di Obama è stato il sì ai gay nell’esercito. Da noi atti di questo genere non sono immaginabili. Siamo ancora fermi alle parole. E anche quelle sono così inusuali da fare scalpore, come è successo qualche giorno fa, con l’incontro tra Giorgio Napolitano, Paola Concia e Mara Carfagna, la quale ha fatto anche  pubblica ammenda dei suoi iniziali «pregiudizi» verso le richieste delle associazioni gay.
Chiusa la strada alla declinazione di nuovi diritti, che né la sinistra né la destra sembrano spontaneamente in grado di portare avanti senza lacerarsi, almeno sugli abituali, consolidati, ordinari diritti di tutti – donne e uomini, gay ed etero – possiamo allora esprimerci con una voce sola? Le divisioni sull’omofobia ricordano lo scontro che, a suo tempo, si verificò sullo stupro, che mezza Dc rifiutava di qualificare reato contro la persona ritenendolo “contro la morale”. Fu una battaglia di retroguardia, dal sapore vagamente giustificatorio verso i colpevoli, inadeguata ai tempi e alle richieste della società. Siccome all’epoca ci cascò pure qualcuno di noi, evitiamo di fare il bis. Mettiamo da parte la retorica passatista, badiamo al dunque. Serve questa legge? Ci sono altri strumenti per chiarire che in Italia l’omofobia non è tollerata? E se sì, quali sono (visto che a noi non vengono in mente)?

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commenti dei lettori

Non c'è dubbio che in Italia ci sia una omofobia politica che richiede interventi politici. Di per sé la paura non è odio, ma l'omofobia in questione non è un semplice disagio psicologico come può esserlo la paura per gli ascensori. Questo è un paese dove i cannoni se usati a scopo difensivo vengono benedetti ma dove l'omosessualità viene condannata indistintamente, esulando dai contesti. Mi riferisco alla chiesa cattolica, ma anche alla comunità musulmana e a tanti altri italiani, i quali non hanno mai veramente pensato alla questione, dal momento che non vogliono neppure contestualizzare i fatti. Allora ci sarebbe da chiedersi che senso abbia la stessa condanna. In questo quadro il rifiuto a provvedere contro l'omofobia assume un aspetto addirittura sinistro. Non conviene neppure alla stessa chiesa cattolica, alla quale gioverebbe tanto una normativa chiara che la obbligasse a un confronto più autenticamente civile.

In Italia il clero cattolico benedice le armi in nome di una legittima difesa ma condanna l'omosessualità indistintamente, senza alcuna contestualizzazione. Insomma l'omosessualità è più temuta della guerra ed è temuta sempre e in ogni caso. E, si sa, quel clero non solo influenza ampiamente l'opinione pubblica, ma ne è anche in parte l'espressione. Ancora più critica la situazione tra i musulmani, mi sembra. La paura, di per sé, non è odio, tuttavia l'omofobia in questione ha sicuramente una valenza politica, non è semplicemente un disagio psicologico, dunque la politica non può e non deve disinteressarsene. Una legge contro l'omofobia sarebbe assai vantaggiosa anche per la chiesa cattolica, se non altro per portare i suoi vertici a più miti consigli, dal momento che si stanno dimostrando incapaci di pensare veramente alla questione. Direi infatti che giudicare esulando dai contesti testimonia più che pensiero semplice voglia di contrastare.

Futuro e libertà per l'Italia,nasce come partito, alternativo al centro destra a una logica di potere di uno, il re Silvio,in cui uno decide e agisce senza commenti o congressi. Questo accadeva nel pnf , no in un centro destra moderato ed europeo. Oggi la nostra destra chiede libertà, giustizia ,e legalità,diritti, senza pregiudizi o verità come pretendono in molti,a negare manifestazioni contro i diritti della persona o della dignità umana. Ribadire un no secco all'omofobia,pretendendo che anche le istituzioni manifestino e siano presenti come il min.Carfagna e il min.Meloni per ribadire la democrazia e la laicità di uno stato che pretende e deve dare pari diritti e pari opportunità a chi per secoli è stato recluso o è stato vittima di pregiudizi.

Questo è uno dei temi di cui Fli deve parlare: laicità dello Stato e libertà di coscienza. Che non vuol dire far scomparire la Chiesa o tagliare le nostre radici(credetemi, molte persone pensano si tratti di questo). Da questo punto di vista mi sembra che Vendola si stia dando più da fare, rivendicando la sua fede cristiana ''nonostante'' la sua omosessualità. L'ho già scritto in altri commenti: da potenziale elettore di Fli, ho bisogno di sentire parlare più spesso di questi temi di fondo, che fanno l'identità di un partito. Buona giornata, Claudio

Noi chi?ma di che cosa sta parlando??La D.C. al tempo (in buona compagnia) era influenzata dalla posizione vaticana che distingueva il reato e lo considerava contro la dignita' della pesona umana,cosi' considerando la sacralita' della persona.Se ora voi per sentirvi a la page e in linea coi liberal anglosassoni avete bisogno di blandire lesbiche e omosessuali accomodatevi,ma non tentate di spacciare certe prese di posizione per conquiste sociali.

Condivido tutto l'articolo e anche i commenti ma.....io spero che la battaglia per i diritti dei gay sia mirata più ad un riconoscimento culturale della società verso i gay e non solo dalle istituzioni. Che me ne faccio di una legge che mi tutela se poi nel mio quotidiano devo1 continuare a vivere come se avessi la scabbia? Che me ne faccio di una legge che tuteli le coppie di fatto anche omosessuali se poi la Chiesa Cattolica che influenza Istituzioni, Governi e Palazzi di ogni genere mi considera una malato, un deviato moralmente, uno a cui apporre una stella gialla per potergli rifiutare i sacramenti? C'è tanto da fare su questo tema e bisogna cominciare dal basso, dalla gente, dalla società con l'aiuto delle Istituzioni che dovrebbero, a mio parere, impedire alla Chiesa di offendere quotidianamente i gay nel territorio italiano! che lo facessero nel loro stato!

Nel dizionario di italiano (fonte Wilkipedia) il sentimento "omofobico" viene assimilato al razzismo ed alla xenofobia: credo giustamente. Tuttavia ricordiamoci la forte presenza e l'influenza storico-politico-culturale della chiesa in Italia. Gli italiani sono un popolo meraviglioso ed unico in tutto il mondo per quella loro caratteristica di "farsi volere bene", di "apertura" , di "solidarietà" etc. Tuttavia siamo anche un popolo tendenzialmente "bigotto". In altre parole - pur credendo anche io che i tempi siano maturi per avviare i cambiamenti culturali necessari anche per modernizzare il nostro paese (ed in questo senso condivido pienamente il contenuto dell'articolo in commento) - credo che nell'approcciare ad una legislazione moderna e matura sull'argomento omofobia, sia importante avere un grande equilibrio e credo anche che sia fondamentale sottollineare e reclamare la "laicità" dello Stato. Credo che la strada giusta sarà questa ed il compito di guidare i cambiamenti culturali ritengo sia della politica (quella con la "A" maiuscola). Entrando nel merito però, non ritengo giusto estendere alle coppie gay (che hanno diritto ad essere equiparati a tutti gli altri sotto ogni altro punto di vista) la possibilità di adottare i bambini. Su questo punto sono fermamente convinto - in senso laico - che la famiglia tradizionale sia (e debba essere) alla base della nostra società. Un cordiale saluto a tutti. Carlo Majorino

Non è pensabile che in Italia si parli di omofobia come se fosse un tabù, il medioevo è passato da tempo e si confonde ancora il cielo con la terra. Occorrono delle leggi precise, in merito la difesa del diverso è sacrosanta se vogliamo definirci un popolo "Civile" complimenti per il Suo articolo!

Se è vero quanto si dice di Vietti, e sulla notizia che l'arci gay sta raccogliendo le firme contro l'appena nominato Vice Pres. del CSM certo che non siamo messi proprio proprio bene sull'omofobia.

L'omofobia non è la violenza fisica. La violenza fisica è solo il sintomo dell'omofobia! Il Secolo d'Italia, la destra e i cattolici ma anche quasi tutta la Sinistra, pensano di lavarsi la coscienza facilmente condannando il massacro per le strade di noi omosessuali.... Se pensano di cavarsela tutti così facilmente SI SBAGLIANO DI GROSSO!