8 febbraio 2012 - 04:47

La Nuova Politica

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Fini: «L’espatrio dei nostri cervelli non è ineluttabile»

Giovanni Trotta

Giovanni Trotta
RomaNel nostro Paese la ricerca «deve essere adeguatamente incentivata e sostenuta per poter contribuire a pieno sulla competitività del sistema Italia» e la crisi economica che ha colpito l’economia mondiale «non deve diventare un comodo alibi per una politica scarsamente incisiva nel campo della ricerca». È quanto ha affermato Gianfranco Fini nel suo intervento alla giornata conclusiva della XI edizione del premio Sapio per la ricerca italiana dal titolo “Dare valore alla ricerca italiana”, svoltasi alla Sala della Lupa di Montecitorio.
Il presidente della Camera ha sottolineato che «la questione più problematica, dalla quale non si può prescindere, è quella del finanziamento. Il nostro sistema di ricerca resta, purtroppo, ancora lontano rispetto a quello che è il suo potenziale e questo deve essere motivo di seria preoccupazione per le istituzioni». «È necessario un forte impegno per dare slancio concreto alla scienza e alla tecnologia italiana, al fine di rendere disponibili le risorse necessarie per sviluppare le intelligenze del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare – ha avvertito ancora Fini – che i risultati e le vittorie della ricerca scientifica rappresentano conquiste permanenti dell’umanità, diventando parte integrante del patrimonio di civiltà».
Per il presidente della Camera adesso è «importante richiamare l’attenzione del Paese sulle condizioni dei nostri giovani talenti, spesso costretti ad abbandonare l’Italia perché impossibilitati a continuare le loro ricerche o a trovare un posto di lavoro». «Questo fenomeno, noto giornalisticamente come “fuga dei cervelli”, non può essere considerato ineluttabile in un Paese come l’Italia e la tendenza deve essere invertita con azioni non solo tempestive ma efficaci da parte delle forze politiche, economiche e sociali. Il Paese ha tutte le potenzialità per attrarre le intelligenze», ha sottolineato. «Dare ai nostri studiosi più brillanti la possibilità e le opportunità di continuare studi e ricerche nel proprio Paese significa investire sulle nuove generazioni e permettere al sistema-Italia di vincere le sfide della globalizzazione». È anche «un modo di contribuire all’applicazione dell’articolo 3 della Costituzione che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».