«Sono in Parlamento dal 1972, prima nel Msi, poi in An, sono il decano dei deputati e penso che non solo Gianfranco Fini abbia fatto bene a porre un alt su temi come quelli dell’immigrazione, ma che abbia espresso concetti da sempre di destra». Mirko Tremaglia, già ministro degli Italiani nel mondo, padre della legge che ha concesso il voto ai nostri connazionali all’estero, non ci sta a vedere le posizioni espresse dal presidente della Camera come eccentriche e al di fuori della tradizione del centrodestra.
Onorevole Tremaglia, c’è chi sostiene che essere contro il reato di clandestinità significa essere di sinistra. Lo sapeva di essere un cattocomunista?
Ma non diciamo assurdità. Sono contro ogni principio le misure come il reato di immigrazione clandestina o anche altre scelte come i respingimenti. Di fronte alle notizie di immigrati provenienti dall’Eritrea e morti perché abbandonati non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Il rispetto della vita non è un tema politico, ma un atto di civiltà. Di quegli episodi spaventosi che si sono registrati questa estate nel Mediterraneo qualcuno dovrà rendere conto.
A proposito del tema dell’integrazione, ne ha parlato anche in occasione delle celebrazioni per la strage di Marcinelle, quasi un mese fa...
Come Comitato tricolore per gli italiani nel mondo organizziamo ogni anno e abbiamo come punto di riferimento Marcinelle, esempio di una situazione dove erano gli italiani a essere perseguitati. Mi fa piacere che quest’anno, per la prima volta, un presidente della Camera abbia partecipato alla cerimonia e non è un caso che il primo a intervenire sia stato Fini.
Sull’immigrazione e sull’integrazione circola la favoletta che chi è contro la posizione della Lega è diventato improvvisamente buonista...
Ma che c’entra? Noi siamo italiani, noi abbiamo subito discriminazioni in tutto il mondo da immigrati e proprio perché siamo stati perseguitati e discriminati non dobbiamo fare noi lo stesso con chi viene nel nostro Paese per trovare un lavoro e guadagnarsi onestamente un tozzo di pane. Se pensa che volevano criminalizzare perfino le badanti... vi sono dei diritti costituzionali che vanno rispettati.
A proposito di Costituzione, da decano dei deputati può ricordare l’atteggiamento della destra nei confronti della Carta costituzionale?
Come Msi prima e An poi abbiamo sempre osservato e rispettato la Costituzione e a nostra volta chiesto il rispetto della Carta. Davanti a battaglie di carattere sociale, abbiamo più volte accantonato gli interessi di partito in nome di una battaglia giusta, al di là delle posizioni di parte. In questo abbiamo condotto le nostre battaglie contro la partitocrazia. Un problema tornato attuale.
In che senso?
Nel senso che mi sembra che nel nome dell’interesse del partito si discuta sempre di meno. Prenda il tema degli italiani all’estero. Non solo questo governo ha eliminato il ministero, ma al momento si è fermato. Eppure di progetti che attendono di essere realizzati ce ne sarebbero tanti.
Ad esempio?
Ho presentato la proposta per l’istituzione di una commissione bicamerale per gli italiani all’estero. Per consolidare i legami tra le comunità lontane e la madre patria. Peccato che sia ferma da oltre un anno.
E per quanto riguarda i flussi migratori nel nostro Paese?
Dal 1995 un testo approvato da 127 Paesi durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest prevedeva una serie di interventi economici a lungo termine in Africa. Per impedire l’invasione dell’Europa, l’unica soluzione è aiutarli a trovare lavoro a casa loro. Se pensa che l’Africa ha l’ottanta per cento di disoccupazione e una crescita demografica esplosiva...
Aiutarli a casa loro. Questa è una proposta che piace sicuramente alla Lega.
Vero. Quando presentai questa iniziativa Umberto Bossi, che in genere con me non parla, quella volta mi fece i complimenti. Mi ha detto: bene, così stanno a casa loro. Ma non mi do per vinto, a luglio ho presentato una mozione alla Camera dove ho proposto una conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e l’Unione europea per ritornare sul tema degli investimenti nel Nord dell’Africa. Investimenti che, badi bene, tornerebbero a vantaggio anche della nostra economia. Purtroppo è ferma e non viene ancora discussa.
Da una vita lei si occupa degli italiani nel mondo. Che cosa possiamo imparare dall’esperienza dei nostri connazionali alla luce dei problemi attuali?
Ritengo sia importante ricordare che in tutto il mondo esistono 395 parlamentari di origine italiana. A conferma dell’impegno e del valore dei nostri connazionali. Facendo tesoro delle loro esperienze mi sembra fondamentale non dimenticare che cosa hanno passato i nostri padri, i nostri fratelli maggiori, lavorando e vivendo all’estero.
Quindi le tesi di Fini a lei non suonano al di fuori della tradizione della destra?
Chi è di destra sa che il mondo cammina, l’accoglienza di chi viene da fuori e che rispetta le nostre leggi è sacrosanta e doverosa.
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