4 febbraio 2012 - 07:29

Interviste

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Nuova cittadinanza: gli “azzurrini” saranno i testimonial

Valter Delle Donne

Gli azzurri della nazionale under 15 di cricket, campioni d'Europa

Mercoledì alla sala del Mappamondo di Montecitorio verrà presentata la proposta di legge bipartisan che modifica la legge sulla cittadinanza. Cofirmatari Andrea Sarubbi (Pd) e  Fabio Granata (Pdl). Una modifica che porta da dieci a cinque anni la cittadinanza italiana e a una prevalenza dello “ius soli temperato” (è italiano chi nasce in Italia da genitori stranieri, pur se a determinate condizioni) rispetto allo “ius sanguinis”. Testimonial di questa iniziativa gli azzurri under 15 di cricket, nazionale campione d’Europa composta prevalentemente da ragazzi figli di genitori extracomunitari, ma italiani nello spirito e nel cuore. Ne parliamo con il presidente della Federcricket, Simone Gambino.
Presidente Gambino, dopo la vittoria del titolo europeo dei suoi ragazzi, in agosto, ha dedicato la vittoria a Bossi. La sua frase ha sollevato polemiche. Se le aspettava?
Me le aspettavo e l’ho in un certo senso cercata. Perché la situazione dei nostri ragazzi, figli di pachistani, afghani e indiani ma ansiosi di diventare italiani a tutti gli effetti, rispecchia un’Italia che molti non vogliono ancora vedere, come appunto gli esponenti del Carroccio.
Lei sarà tra gli ospiti della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla cittadinanza. Sarà un testimonial particolarmente convinto.
Mi sembra chiaro che stiamo vivendo un anacronismo. Una nazione dove per avere la cittadinanza si aspettano almeno tredici anni è una nazione che non è al passo con il resto d’Europa...
Veramente gli anni sono dieci...
No. Dopo dieci anni si può presentare domanda, ma successivamente passano almeno altri tre anni per ragioni burocratiche. Mi auguro che la proposta di legge venga approvata al più presto possibile per portarci al livello delle altre nazioni.
Gianfranco Fini ha citato gli azzurrini del cricket come esempio di integrazione nel corso del congresso del Pd a Genova. Se l’aspettava?
No, la mattina dopo mi hanno tempestato di telefonate per chiedermi un parere. Io ho trovato naturale che l’avesse detto. Sono di sinistra, mio padre Antonio è stato giornalista, una firma dell’“Espresso”, ma quello che ha detto Fini non è una cosa di sinistra. È semplicemente una considerazione di buonsenso.
La Lega ha annunciato che metterà i bastoni tra le ruote al provvedimento.
Il Carroccio sul territorio ha esponenti più saggi e moderati di quanto non si creda. Per il mio lavoro ho contatti con amministratori locali “padani” e le assicuro che su questo punto,  al dunque, la pensano come noi. Mi sembra un pregiudizio ideologico come hai tempi del divorzio?
In che senso?
Sul divorzio partiti come la Democrazia cristiana, credevano di rappresentare l’opinione dei loro elettori invece erano arroccati in posizioni superate. Secondo me qui finisce alla stessa maniera: passa la legge, la Lega raccoglie le firme per il referendum e gli italiani dimostrano di essere più avanti rispetto a chi pretende di rappresentarli.
Non sta correndo ,un po’ troppo? Per il momento siamo ancora a una proposta di legge che verrà presentata da Sarubbi e Granata mercoledì pomeriggio a Montecitorio.
Mi pare che i numeri ci siano, perché gli unici esplicitamente ostili sono i parlamentari di Bossi. Semmai mi preoccupa la timidezza della sinistra. Perché, lo dico da uomo di sinistra, è una balla che il razzismo stia a destra e l’apertura a sinistra. Come dimostra Fini in ogni suo intervento, il buonsenso non ha colore politico. Il presidente della Camera con il presidente della Repubblica, Napolitano ha costituito un asse di buonsenso.
Non le sembra curioso che il cricket diventi emblema di un tema delicato come quello dell’integrazione?
Sa bene che lo sport è un mezzo straordinario per abbattere le barriere. Quindi lo trovo un mezzo utilissimo. Quando dopo un punto vincente vedo il figlio dell’indiano abbracciarsi con quello del pachistano, all’insegna dei colori azzurri, penso che abbiamo già vinto.
Fini ha detto che sono più italiani i suoi nazionali di Ceylon, del Punjab e di altre terre d’Asia rispetto ai figli degli italiani del Sud America che chiedono la cittadinanza solo per venire a lavorare nella Ue.
Ha detto una cosa ovvia. I miei ragazzi si sentono italiani a tutti gli effetti, nello spogliatoio parlano italiano. E pagano le tasse, diversamente dagli italiani all’estero. Sa a chi conviene oggi la cittadinanza ottenuta con tempi lunghissimi?
Me lo dica lei...
Alla mafia delle comunità, siano esse cinesi, pachistane o nordafricane. Oggi come oggi finché non diventano italiani sono costretti a soggiacere a quelle che sono vere e proprie tribù che ci sono in Italia, organizzate con logiche feudali...
Presidente federale e non mi dirà di essere anche esperto di flussi migratori?
Con l’attuale legge diventa inevitabile. Tra richieste di cittadinanza, procedure e rapporti con il resto delle comunità locali si acquisisce un’esperienza robusta. Lo sa che se ti rubano il permesso di soggiorno e vai in Questura ti danno appuntamento a marzo 2011?
Alla conferenza stampa ci saranno alcuni giocatori della nazionale under 15?
Certo. Come capodelegazione avremo il capitano, Muhammad Handan. È un ragazzo pachistano che abita in un sobborgo di Milano, a Piontello dove vive una folta comunità pachistana. È un bell’esempio per tutti. Spero che la legge vada in porto anche per Muhammad e per i ragazzi come lui che si sentono italiani e sono fieri di diventarlo a tutti gli effetti.