«Ormai sono saltate le vecchie appartenenze. Non è più detto che la borghesia si schieri apertamente per i tories e invece gli operai con i laburisti, tutto si è mescolato semplicemente perché quei ragionamenti non convincono più». Raggiunto a Londra dove si è rifugiato per qualche giorno, Richard Owen, corrispondente in Italia del Times da quindici anni, ci offre uno spunto per comprendere meglio quanto stia cambiando l’approccio alla politica oltremanica, tra giorni di commiati, come sembrano quelli dell’attuale primo Ministro Gordon Brown impegnato negli stati generali del suo partito, e il probabile cambiamento in un’ottica liberale e modernizzatrice.
David Cameron sta trasformando il partito, moderando certi eccessi del passato e correggendolo al centro: è la strada che potrebbe condurlo a Downing Street, indipendentemente dalle difficoltà di Brown?
Può darsi. Ha puntato molto sull’ambiente e sulla green economy, con una spiccata sensibilità per l’ecologia che piace non poco ai nostri elettori. Soprattutto credo che potrà approfittare dei guai dei laburisti. Qualcuno ha detto che non sarà un partito a vincere, ma un altro a perdere. Forse questa frase racchiude una riposta di una certa saggezza.
Proprio in questi giorni si celebra a Brighton il congresso del labour: cosa potrebbe salvare Brown da una sconfitta che gli osservatori danno per certa?
Non credo che ci potrà essere un cambio di passo dell’ultimo momento, difficile una ripresa. Il fatto è che Brown ha iniziato bene il suo mandato, con una lista di ciò che i laburisti avevano realizzato negli anni in cui erano al governo. Devo dire che anche l’introduzione di sua moglie è stata ad effetto. In un’apparizione ufficiale disse di amare molto suo marito. In fondo, detto da una moglie, è una cosa normale che non aggiunge nulla. Ma credo che i presenti in aula a quelle parole, non siano stati del tutto convinti della bontà di quel discorso.
Il fatto che il gruppo di Murdoch (che tra l’altro comprende il tabloid “The Sun”) abbia abbandonato Brown, per schierarsi apertamente con i tories, che ripercussioni potrà avere nell’opinione pubblica e nella rappresentazione dei media?
Non nascondo che la presa di posizione di Murdoch abbia inferto un colpo molto forte per l’attuale primo ministro. In più si aggiunga che i colleghi presenti al congresso mi hanno riferito di un’aria estremamente dimessa a Brighton, quasi che i deputati intervenuti fossero coscienti di non avere reali possibilità di rielezione. Insomma un clima di depressione.
Pochi giorni fa Cameron ha promesso che in caso di vittoria, proporrà un freno ai benefici economici per i politici: in questo modo potrebbe anche intercettare i voti dei lavoratori e della classe media?
E più di una possibilità, tra l’altro i laburisti avrebbero un’altra carta da giocare. Hanno ingaggiato uno spin doctor americano il cui imput è stato quello di fare un quadro politico d’insieme basato su due diagrammi. Da un lato i tories, sostenuti dalla classe borghese di ricchi e privilegiati. Dall’altro il partito Labour di centrosinistra, con dalla propria parte i ceti operai e tradizionalmente rappresentato dalla gente comune. Si tratta però di uno scenario che in fondo non convince, perché è vero che gli elettori si mostrano insofferenti verso i manager che si auto assegnavano bonus milionari, verso forme di corruzione e privilegi ai vari livelli della classe dirigente. Ma è altrettanto vero che non è detto che l’azione dei laburisti sia espressamente contro tali prevaricazioni.
In questa direzione potrebbe inserirsi il cambio di passo di Cameron rispetto al recente passato?
È ben consapevole del fatto che proprio la Thatcher ha mutato le sorti politiche in Gran Bretagna, nel senso che si rese protagonista di un appello alla classe media, ma anche ai lavoratori. Perché aveva compreso come il class system era stato sovvertito dai fatti. Quella che fino ad oggi era considerata solo classe operaia, ha reali aspirazioni di crescita. Ormai sono saltate le vecchie appartenenze. Non è più detto che la borghesia si schieri per i tories e gli operai con i laburisti, tutto si è mescolato semplicemente perché quei ragionamenti non convincono più.
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