4 febbraio 2012 - 07:37

E tra larussiani ed ex azzurri è già guerra

Annamaria Gravino

Qualcuno dice sessanta, qualcuno arriva a stimarne settanta. Certo è, comunque, che da un eventuale voto anticipato la Lega ricaverebbe un bel numero di parlamentari in più. Letta dall’altra parte: andare alle urne oggi sarebbe una bella emorragia di seggi per i berlusconiani, che al Nord Italia rischierebbero di vedersi scavalcati dagli alleati. La faccenda è lapalissiana: le elezioni converrebbero solo a Bossi. E, infatti, mentre tutto il Carroccio ieri ripeteva «al voto, al voto», Ignazio La Russa la buttava sull’accademico: «In uno Stato democratico, come quello italiano, l’ipotesi del voto anticipato è sempre plausibile». Alle passate regionali le cose sono andate così: il Pdl ha preso il 31,8%, la Lega il 26,2%. Il Pdl non aveva avuto i guai che gli sono derivati dalla scelta di cacciare Fini, la Lega – già in crescita, già agguerritissima – non era ancora arrivata al picco di protagonismo che ha oggi. A livello nazionale la sua percentuale era al 12,7%, oggi tutte le rilevazioni la danno al 15%. Potrebbe anche accadere quindi che, seguendo i desiderata di Bossi sul voto, il Pdl della Lombardia faccia la fine di quello del Veneto: superato dal Carroccio. A quel punto davvero non ci sarebbero più argini. Il risultato è che più cresce la Lega, più La Russa si trova accerchiato in casa sua. E non solo dal Carroccio. A Milano, infatti, il ministro della Difesa non è amatissimo dagli altri dirigenti del Pdl. Per intendersi, da quelli dell’area ex Forza Italia, che mal ne digeriscono il protagonismo nazionale e locale. (Continua sul Secolo d'Italia mercoledì 8 settembre)

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commenti dei lettori

In nome di una "fedeltà" al programma di governo, La Russa é rimasto nel p.d.l., ma, vorrei chiedergli; a quale programma La Russa intende essere fedele, a quello di Bossi- Calderoli-Tremonti o a quello concepito nell'atto fondativo del p.d.l. con Fini? Gianfranco, con il discorso a Mirabello ha spiegato benissimo quale era il programma da attuare nello spirito dei principi dell'atto fondativo del partito; la Russa e Gasparri, invece di entrare nel merito di questo problema, si sono uniti nel chiedere le dimissioni di Fini, sic! Che delusione.

troppe facce di "bronzo".... onore a FINI

i,cosiddetti, colonnelli alla fine si sono dimostrati per quello che erano,caporali.

Per provenienza e cultura non voterei mai per Fini, ma apprezzo il coraggio che ha nel cercare di costruire una destra moderna ed al passo con i partiti conservatori presenti nel resto dell'europa, rispettosa delle regole comuni e delle leggi che governano lo stato. Non capisco però dove pensava di arrivare accompagnato da berlusconi ed i suoi adepti, in 16 anni di politica, l'uomo di Arcore, ha dimostrato che l'unica ideologia che lo sostiene e quella del suo tornaconto personale, anche a costo di far saltare il tavolo delle regole e del vivere civile, alleandosi anche con il diavolo se utile. Quindi, seppure arrivato in ritardo, dico a Fini, benvenuto fra i Komunisti che alle sirene berlusconiane hanno sempre risposto con una sonora pernacchia.

Non lo capisco proprio La Russa,male che vada berlusconi campa altri 5-6 anni,e poi?Quanto tempo pensa che durera' il suo potere?Di questo passo la lega nord non solo superera' il 50% al nord,ma si espandera' anche in altre regioni del centro,l'elettorato di destra sta diventando elettorato leghista;e' fisiologico,in mancanza di prospettive chiare,l'elettorato(tutto),si rifugia nelle braccia del qualunquismo e del grettume,che la lega meglio di chiunque altro sa esprimere.Dai Ignazio non scordarti da dove vieni,torna a casa finche' sei in tempo.

Ma lo conoscete bene La Russa ? E' solo figlio di suo padre ! Militavo nel MSI negli anni '70, consigliere comunale a San Cataldo (CL, con la federazione provinciale in mano ad un ex repubblichino nostalgico che pretendeva il saluto romano. ùRitengo di avere operato bene, ma a vantaggio della cittadinanza che mi elesse, con particolare riferimento alle classi più deboli. Il mio programma era quello di sollecitare l'assegnazione di 168 case popolari, completate e non assegnate da 12 anni per disaccordi nella spartizione. Promossi l'occupazione di quelle case e dopo un breve "tiro alla fune", ottenute le garanzie richieste, quelle case vennero lasciate e rimesse in gara. Su mia richiesta venne riformulata l'intera graduatoria e, per la prima volta in Europa vennero assegnate ad aventi diritto. Me ne andai dal MSI perchè a quella mia operazione corrispose la guerra interna, con l'intera federazione dove si predicava: "Bisogna fermare Roxas, dove vuole arrivare?" Venne chiamato il sen. La Russa (padre dell'attuale ministro) perchè scomunicasse il mio operato; non gli diedi il tempo, rassegnando le mie dimissioni. Venne Almirante (con il quale proseguì nel tempo un cortese rapporto) e spodestò l'intera giunta offrendomene la segreteria, ma rifiutai, perchè non avevo mete da raggiungere, ma solo quel "servizio" che ritenevo assolto. Completai la legislatura da indipendente e l'intera cittadinanza ricorda quella legislatura coma la più producente della storia della città. Dico ciò da convinto democratico e, quindi, da rigoroso obiettore del berlusconismo, ma senza trovare lidi di approdo. Sto valutando bene l'operazione di Fini, notandone le contraddizioni suggerite da opportunità politiche; ma se la strada che ha indicato è quella del suo ultimo intervento, pur avanti negli anni penso di potermi accodare con il modesto contributo di 50 anni di coerenza.

La grande differenza che esiste tra l'Italia e la Francia è nella memoria storica dei due popoli. Ho abitato per 7 anni a Parigi in Rue Tolbiac. Orbene Tolbiac era una città dell'antica Gallia, oggi chiamata Zülpich (vicino a Colonia). La città fu sede di una battaglia che vide la vittoria di Clodoveo I, re dei Franchi, sugli Alemanni nel 496. Ovunque si vada in Francia si vedono tracce storiche che raccontano ai Francesi e a coloro che visitano il loro paese della loro storia. Viceversa, un grandissimo re e imperatore come Federico II, le cui spoglie giacciono quasi ignorate nel Duomo di Palermo, non ha nessun luogo che ne ricordi il suo passaggio tranne i castelli da lui voluti in Puglia e Basilicata. Non sorprende quindi che si dimentichi che Pdl è stato un esperimento politico dove confluivano due forze politiche. A torto o a ragione, una delle due componenti ne è stata espulsa e si è riorganizzata. Quando due coniugi divorziano c'è la separazione dei beni. Logico quindi che una parte dei beni (voti e parlamentari) siano rivendicati da coloro che sono stati messi alla porta. Chi ha mancato ai patti non è stato certamente Fini

L'unico che dovrebbe dimettersi è proprio LA RUSSA. Era coordinatore in forza AN. Ora che AN non esiste più, cosa può dire nella riunione dei coordinatori? o meglio, quando tocca il suo turno, dovrebbe uscire, oppure dire "non ho niente da dire" renato

Berlusconi dovrebbe aver capito che essersi liberato di Fini lo ha fatto precipitare in un imbuto dal quale difficilmente uscirà illeso.Dovrebbe anche aver capito che Bossi, l'alleato affidabile,come egli ama definirlo,in realtà sta con lui solo per incassare il federalismo.E se Bossi ora chiede a gran voce che si torni al voto è perchè si è accorto che realizzare la riforma federale è diventata impresa difficile e perciò vuole le elezioni per rafforzare il proprio peso politico onde spenderlo nel dopo Berlusconi.E'poi evidente che se la Lega si irrobustisse,lo farebbe in gran parte ai danni del PDL.Ma c'è un altro busillis da decrittare ed è il silenzio assordante del Ministro dell'Economia in tutte le vicende che hanno scombussolato il regno di Arcore,da Scajola a Fini.Che Berlusconi e Tremonti non si siano mai amati lo sanno tutti,ma ora prende corpo il sospetto che sia proprio Tremonti l'uomo che agita il sonno del Premier il quale si rende conto che l'espulsione di Fini dal partito,lungi dal risolverli,gli ha aggravato i problemi già esistenti.Ma il discorso di Mirabello,oltre che su Berlusconi,pesa come un macigno anche sugli ex colonnelli il cui futuro politico appare ora assai complicato ed incerto.I toni rabbiosi con cui Gasparri e Larussa hanno commentato la filippica di Fini non tanto provano l'astio verso il loro ex leader,quanto invece denunciano una marchiana sprovvedutezza per non aver capito che fare politica non significa inseguire le avventure.L'ultimo atto della resa dei conti è vicino e per molti sarà difficile svestire la divisa berlusconiana indossata con troppa spocchia e tanta superficialità.

Mi sembra una analisi appropriata

Oggi in tanti chiedono nuove elezioni. Cambiamo la legge elettorale inserendo un sistema con preferenza unica, e vediamo se gli stessi continueranno a chiedere le elezioni a cominciare dallo stesso La Russa che in questo modo dovrebbe andare a chiedere la preferenza porta a porta...

Il seguire i sondaggi dopo ogni evento o perfino dopo un discorso appena rilasciato ai media riduce il dibattito politico a una mera kermesse estetica dove chi indovina le parole che fanno più presa sulle masse, si sente più valorizzato e vincente. Il successo della Lega nel Nord è dovuto soprattutto alla mancanza di un vero programma politico da parte del Pdl e del Pd che si sono fatti battaglia secondo le linee del berlusconismo e anti-berlusconismo. La mancanza di vere proposte ha creato un vuoto politico, ideologico e etico che è stato riempito abilmente da Bossi e soci. La nuova destra, quella di Futuro e Libertà ha davanti a sé, ha un potenziale incredibile. Il Pdl ha perso e continuerà a perdere consensi nel Nord perché non è mai stato partito bensì un cartello elettorale. L'apparire di un nuovo soggetto politico, un partito vero come Futuro e Libertà, metterà in grande difficoltà questa tendenza. Nel Sud, la gente ha la necessità di legalità e laddove la mafia non ha potere di pilotare i voti, è probabile che si diventi una forza di primo piano. Se davvero Futuro e Libertà avesse solo il 2% dei sondaggi paventati da Berlusconi & c. quale è la paura che costui avrebbe ad andare al voto? Dopotutto Casini non ha una grande forza di penetrazione... il terrore di Berlusconi è che Futuro e Libertà, riesca a diventare un serio antagonista della destra. Questo accanimento contro Fini ha le radici proprio nella paura di perdere quel consenso che ogni giorno cresce. Non dimentichiamo che solo adesso si è capito che esiste non solo un gruppo parlamentare ma anche un vero partito con una vera identità e storia. Solo adesso in molti avranno una scelta a destra. Solo adesso la Lega ha qualcuno con cui battersi. Il Pd non ha voglia di rinnovarsi e ripresentandosi con gli stessi dirigenti di partito non andrà molto avanti... e poi ... e qui c'è da ridere...... i 2 milioni e mezzo di voti persi dal Pdl nelle ultime regionali nonostante la campagna mediatica alla Bush da parte di Berlusconi (vedi apparizioni di Berlusconi nei TG o programmi vari fino a poche ore prima del voto o oscuramento dei programmi contrari a lui)... come mai non hanno più votato per lo psiconano (visto che si votava per lui e non per i dirigenti regionali)? Andiamo avanti... c'è tanto da fare