8 febbraio 2012 - 04:34

Tre anni di idee e scritti per una nuova politica

Maurizio Bruni


Questo "In alto a destra"  (Coniglio Editore, pp. 288, € 14,50) è senz’altro un libro di cui c’era bisogno. Del resto ogni fase di novità negli equilibri e nella sensibilità politico-culturale verificatasi in Italia negli scorsi decenni dal versante di destra dello schieramento è stata sempre accompagnata da bibliografie adeguate. Così, negli anni Settanta fu un saggio come "La crisi italiana e la destra internazionale" di Giorgio Galli a fornire le categorie interpretative a quanto stava accadendo, così come nei primi anni Novanta testi come "Interrogatorio alle destre" di Michele Brambilla o "Intervista sulla destra" di Ernesto Galli della Loggia aiutarono a comprendere quanto stava manifestandosi intorno a Fiuggi e ai sommovimenti successivi al crollo della Prima Repubblica.
Ecco, questa raccolta di articoli e saggi curata da Giuliano Compagno e che in copertina fa riferimento a “scritti di Alessandro Campi, Umberto Croppi, Luciano Lanna, Flavia Perina, Filippo Rossi, Annalisa Terranova e altri”, è il primo tentativo “dall’interno” di fornire un quadro autentico e non falsato da retroscenismi o derive politichesi di sorta di quella sensibilità politico-culturale che negli ultimi tre anni ha sparigliato i giochi e affermato la possibilità che un’altra politica è possibile rispetto alle scorciatoie della propaganda e dell’antipolitica. «Gli autori del libro – si legge nella quarta di copertina – sono infatti convinti di una cosa: che destra e sinistra in quanto tali non solo rappresentino categorie politiche vecchie ma sono diventati via via luoghi intransitabili da una buona politica tutta da costruire, in cui finalmente si affermi una forza libertaria, sensibile alla modernità, capace di coniugare sul serio doveri e diritti, durissima con chi ruba e corrompe, pronta ad affrontare il cambiamento epocale della società nazionale ed europea».
C’è n’è abbastanza per confrontarsi con quanto s’è espresso a destra negli ultimi anni senza gli schermi e i cliché pregiudiziali che hanno, magari inconsapevolmente,  condizionato molti tentativi pur animati da buona fede. La maggior parte dei libri usciti sul tema negli ultimi anni – da "Il passo delle oche" di Alessandro Giuli a "La 'conversione' di Fini" di Salvatore Merlo, da "La presa di Roma" di Claudio Cerasa a "Fini: sfida a Berlusconi" di Enzo Palmesano – hanno tutti, chi più chi meno, risentito di tesi interpretative precostituite. Il libro curato da Giuliano Compagno fa invece parlare i testi, le intuizioni, le analisi che hanno via via preceduto, accompagnato, spiegato i passaggi di una presa di coscienza di un’altro modo di intervenire nella politica muovendosi “da destra”.
Si parli di personalismo, di diritti della persona, di primato dell’immaginario dopo il tramonto dell’ideologia, di affermazione di un modello giornalistico alternativo al feltrismo, di integrazione degli immigrati, di libertà della cultura oltre del gabbie di un errato bipolarismo del pensiero, sono gli scritti apparsi sul Secolo e su altre pubblicazioni di quest’area a fare testo. Pensiamo allo “strappo” di Fini sul ’68: «Uno scossone salutare – annota Annalisa Terranova – non tanto per le sfumature dell’esegesi storiografica quanto perché rappresenta un invito a sintonizzarsi con i linguaggi giovanili, a non guardare sempre alla ribellione delle nuove generazioni come a una minaccia, a non dare sempre per scontato che la parte dei “parrucconi” sia la parte giusta, a non avere paura dell’autocritica».
Stesso discorso sul versante della cittadinanza: «La proposta dell’allargamento ai nuovi italiani – scrive Peppe Nanni – non è soltanto la risposta a una questione sociale ed economica, ma va nella direzione di un generale ripensamento dei motivi e delle forme fondative del nostro modello di convivenza: è un’occasione che si offre ai cittadini “ospitanti”, gli italiani, di ricordare quale sia, sul piano dell’impagno civile, il loro ruolo attivo nella città». Nel complesso emerge un ambiente politico e giornalistico che non soffre di alcun complesso ma che, anzi, reclama a tutto campo la forza e l’attualità delle proprie analisi e delle proprie categorie. Inverando la capacità egemonica spiegata dal filosofo Pasquale Serra, più volte citato nel libro, soprattutto quando dice che «ha l’egemonia non chi espelle da sé i valori del proprio avversario ma chi questi valori meglio li rappresenta». Da cui – basta sfogliare l’indice dei nomi – la capacità di proporre un orizzonte culturale che va da Ezra Pound e Cristina Campo a Giano Accame e Beppe Niccolai, da Ernst Jünger e Aby Warburg a Salvador Dalì e Antoine de Saint-Exupéry, da Dino Buzzati e Jean-Marie G. Le Clézio al grande matematico “relativista” Bruno de Finetti. Per non dire anche dello sguardo aperto e in grado di includere idee e suggestioni pure da figure come Alex Langer, Guccini, Goffredo Fofi, Elvio Fachinelli, Andrea Pazienza, Elio Vittorini... Naturali, in questa luce, prese di posizione contro il “velinismo”, avverse a nostalgie per Scelba, a favore di un nuovo ambientalismo. Altro che “strappi”e tradimenti!

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commenti dei lettori

Da vivere la vita naturalmente: E’ vero, i cambiamenti sono sempre in atto e nel prossimo futuro si renderanno necessari altri mutamenti anche più radicali, sembra tutto scontato! Ma dov’è la verità assoluta? Ogni epoca ha avuto le sue verità e i sui miti, forse non sono state tutte emanazioni dell’uomo? Oggi la scienza è già un mito! Come sarà vista dai posteri? Si guarda e si apprezza solo la convenienza, ma appare già deleteria anche per l’umanità futura, presto dovrà essere superata: il secolo appena scorso sarà ricordato, in un tempo non molto lontano, come il più deleterio per la distruzione del nostro pianeta. Psicologia, psichiatria, medicina, la scienza in generale, comprese le religioni non hanno certezze assolute perché soggette a continui mutamenti. L’uomo è sempre più malato, malato fisicamente, ma prima di tutto, Mentalmente; si inventano sempre nuovi farmaci e nuove malattie, i medici non bastano mai, tanto che rispuntano persino i vecchi “sciamani” che vengono chiamati dai malati non curati o non salvati per intercessione di qualche Santo protettore. L’uomo, anche quando è sano, è ammalato, non riesce neppure a seguire delle regole elementari, perché è fuori anche con la testa; allora interviene il psicologo o il psichiatra, ed anche se sono stati aboliti i manicomi, restano i falsi matti e i presunti guaritori: ma se non ci fossero i malati cosa farebbero tanti medici? La verità è una, ed è tale perché tutti la credono, cioè che la professione viene scelta per interesse: infatti , pur essendo più facile un lavoro,” così detto manuale” ma più che necessario per la collettività, si preferisce particolarmente una professione per salire su un piedistallo e così dall’alto umiliare chi ha contribuito a sollevarlo. ALLORA è giusto dire che l’arrogante è chi crede di sapere e di vedere tutto non appena è salito su di un gradino, senza conoscere la propria ignoranza ne la presunzione. L’uomo quando più viene dal basso, in particolar modo se ha subito il morso della fame, tanto più teme di essere sopraffatto da chi gli rimane dietro; perché sa, per esperienza personale, che chi ha fame è pericoloso:- se prima provava invidia e odio per chi stava meglio, sia economicamente e anche fisicamente, dopo gli rimane l’odio e la compassione per l’inferiore:- ha superato, ha ottenuto, possiede, è superiore e fa la beneficenza con ostentazione, perché così gli è stato insegnato: dopo la fame arriva la fama e l’ingordigia, non mangia più per vivere, vive per mangiare, non riesce a sfamarsi, non è mai sazio, la sua mente è concentrata sull’alimentazione, sul lusso, sui piaceri, vive con indolenza, tutto gli appartiene, tutto gli è permesso perché non può dimenticare la paura di morire di fame. Era malato per denutrizione ora è malato per eccesso di grasso. Anche la scienza è venuta in aiuto all’uomo che, con il pretesto di alleviarne le fatiche, ha inventato le macchine di cui l’uomo inconsapevolmente o meno si rende schiavo con conseguenze disastrose per la propria salute sia fisica che mentale, ma a vantaggio dei guaritori che fanno ancora più fatica anche a curare se stessi (vantaggio economico a discapito della salute di tutti).

Interferenze Stato Chiesa Periodicamente, laici e appartenenti ad altre religioni si domandano e chiedono dl Santo Padre, ma anche cattolici, chierici e settori della gerarchia ecclesiastica, di introdurre il matrimonio nella Chiesa Cattolica a quanti prendono il voto per servire Gesù Cristo. Questa tesi, da qualsiasi parte espressa, viene sostenuta con svariate argomentazioni che possono sembrare anche giuste. E’ vero che ognuno è libero di pensare e scrivere ciò che più crede giusto, ma sempre con la consapevolezza di non avere la verità assoluta e quindi la possibilità di errare. Quindi non vorrei che si prendesse per buono ciò che penso, io stesso non ho certezze, anche per il fatto di non aver nessun titolo per affrontare un simile argomento ne per impartire lezioni a chicchessia. Volere interferire in una istituzione millenaria, come deve essere al suo interno “libera e sovrana”, è come entrare in un campo minato, ma anzitutto è una violenza. Non credo che si possa condurre tutto al relativismo, ne che si debba far pressione sull’opinione pubblica per cambiare una regola che riguarda il mondo cattolico, e che ciò possa sanare il malessere della società civile: togliere il celibato ai prelati non è un problema dei laici e non credo che cambi nulla, sia nel bene che nel male, nella società civile; la fonde del male è data dalla conseguenza dell’evoluzione che si è venuta a creare nel trascorrere del tempo che si allontana sempre di più dalle origini (questo è anche il male del peccato originale). Il male che è anche all’interno della Chiesa Cattolica come in tutte le altre istituzioni, sia religiose che laiche o atee, è tutta opera dell’uomo che è fallace, e che è restio ad ammettere la propria responsabilità per timore del giudizio umano. Questa idea di cambiare una regola, è vecchia quando il mondo, e non può essere mai la risoluzione del vero problema, che è quello dell’esistenza o della coesistenza pacifica. Non siamo sinceri con noi stessi e non vogliamo ammettere che il male è dentro ognuno di noi, molto spesso, quando esso emerge nel prossimo, ci ergiamo subito a giudice senza alcuna riserva, ma in fondo cerchiamo soltanto di dare più valore a noi stessi. L’interferenza è un vizio generale, sono convinto da quel detto che dice “non è l’abito che fa il monaco” quindi anche molti Prelati, compreso il Santo Padre, interferiscono nelle istituzioni che non hanno, per la loro formazione, la prerogativa di salvare l’anima dell’umano o di tutto il genere umano. Non dico che ciò non sia giusto, però in certi casi avvalorano la tesi del loro fallimento, di chi dice, di non aver fatto comprendere il “Verbo” a molti che frequentano la comunione con gli stessi fedeli cattolici, ma non è questo il punto. Gesù Cristo si distaccò dalle cose terrene, più esplicitamente dai beni materiali, per cui, quando certi interventi avvengono, con più vigore, in periodi di crisi sia economici o morali, e quasi fuori tempo massimo; l’opinione che forma il pubblico è negativa perché si palesa l’interesse del materiale e si confonde il Sacro col profano a discapito della religiosità, è questo il vero motivo che allontana l’uomo dalla Sacra Scrittura e da nostro “Signore”. Non so chi abbia scritto che non è l’uomo comune che abbraccia una fede, sia Cattolica o di altra religione a seminare il dubbio e infondere la non credenza, ma il comportamento errato o non coerente ai propri principi, di coloro che si definiscono “Ministri” col compito di diffondere il Verbo di Cristo. Qualsiasi rito è diventato superfluo, e le chiese, si può dire, senza un intervento “Divino”, sembrano destinate a divenire “Musei” per i posteri, come oggi, molti monasteri e conventi sono stati adibiti ad altro uso. Il timore che altre religioni acquisiscono adepti dal mondo Cattolico, non è dovuto alla superiorità dell’Islam o di altre religioni, ma alla nostra poca fede e alle divergenze che dai secoli passati ai nostri giorni, esistono ancora nel mondo “Cristiano”. La donna nella gerarchia ecclesiastica non credo possa essere la soluzione del problema della “Fede”, ne per l’unificazione ne per la questione morale, anzi emergerebbero altri conflitti. Qualsiasi laico, ma anche chi si definisce anticlericale o ateo, dovrebbe avere più a cuore le sorti della società civile, e tanto quanto scettico, non deve interferire nei problemi che attengono alla sfera della fede o della spiritualità. La fede non si insegna a scuola e così pure l’ateismo, non possono essere imposti, ed è così come disse di recente il Santo Padre Papa Giovanni Paolo 2° in riferimento alla fede Cattolica Cristiana. Molti, quando vogliono mettersi in buona luce per dimostrare onestà e rettitudine, dichiarano di avere una fede religiosa, ma con ciò si vuole la protezione “Divina” per intercessione della Chiesa sia essa Cattolica o altra, invece chi non ha fede religiosa si affida alla fede politica o all’onestà intellettuale, che non riesco a comprendere non essendo tale. Credo che questo costume è di antico retaggio; ancora prima dell’Unico Dio, i potenti si servivano degli “dei” per dominare e intimorire la moltitudine, e quando non era possibile, ottenevano lo stesso risultato con la violenza: si potrebbe dire che il paganesimo è ancora vivo nella mentalità individuale e in certi riti, che non sono tanto secreti come le sette sataniche ed altre sette che nascono e spariscono continuamente. In questo periodo la moralità è all’ordine del giorno, ha toccato il fondo, ma sembra che tutto si riduca, come sempre, al rapporto sessuale e all’uso come merce di scambio. Dopo tanto parlare di libertà sessuale, questa “Libertà” è diventata il massimo dello schiavismo della donna, sotto tutti gli aspetti, il demerito è tutto maschile che ha il potere da secoli, quindi è il vero responsabile di questo dato di fatto, senza distinzione di opinione o di fede. Sembra che l’uomo tema la donna, senza volere ammettere la propria vulnerabilità nel bisogno naturale che ha dell’altro sesso, come naturale che sia del sesso femminile. Ciò che voglio dire, l’uomo col suo potere calpesta la libertà della donna con violenza, in vari modi, compreso la Legge cosiddetta “Merlin”. Lo sfacelo attuale dimostra il danno causato da questa legge, che secondo la mia ignoranza, ritengo repressiva e contraria al diritto di libertà della donna; infatti è sempre lei a pagare sia moralmente che fisicamente, non avendo nessuna tutela da parte di altre donne, più fortunate e “cosiddette per bene” ne degli uomini, ma soprattutto dalle istituzioni. Si sa che questo è il mestiere più vecchio del mondo, sono certo che se fosse riconosciuto dallo Stato, non creerebbe tutti i problemi che sono il prodotto del proibizionismo. L’Art. 4 della Costituzione, riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività e una funzione che concorra al progresso materiale “O” spirituale della società. Gli uomini politici dello Stato Italiano sono in malafede, manca la rettitudine, ma anche la “Onorabilità”, c’è da pensare che è più comodo e forse anche più redditizio il malcostume dilagante e senza controllo: si preferisce proteggere coloro che gestiscono tutto il malaffare, perché sono convinti a causa della loro indole, che non sono in grado di gestire la cosa pubblica, e tutte le leggine fatte sono servite a colpire le prostitute; salvo il caso di intervenire per gettare fumo negli occhi del cittadino: sarebbe bene chiarire la strada che prendono i proventi illeciti dello sfruttamento. Le leggi sono evase da una buona parte dei cittadini, ma il peggio è quando l’evasore è chi le emana e chi è preposto ad applicarle, infine ci vorrebbero, per il rispetto delle medesime, i controllori per gli addetti al controllo. Il clero non dovrebbe entrare nella politica, se è vero che lo Stato Italiano è “Sovrano”, mi chiedo perché debba interferire su una legge che regolarizza un’usanza che neppure Gesù Cristo ha condannato, infatti tutti i Cattolici dovrebbero sapere che Gesù salvò la prostituta, mentre con la posizione della chiesa Cattolica, sono condannate ad essere uccise, e subbiscono violenza tutti i giorni, noi invece stiamo a guardare e ci consideriamo un popolo civile al di sopra di altri. Il cittadino ha il diritto di scegliere il lavoro e il “dovere” di svolgere la funzione per concorrere al progresso “materiale” “o” Spirituale della società; quindi essendo impossibilitato, non gli rimane altro che alimentare la malavita che nuoce all’intera società, ed è costretto da una legge emanata contro la Costituzione, ma in primis contro natura. Siamo succubi di una cultura “contro Natura”, questo argomento è ancora tabù, pur essendoci tante tavole e molti a discuterne, non si vede ancora, da parte di professionisti, Dotti e filosofi, e il timore dei politici, prendere una posizione netta e chiara, a favore di queste donne sfortunate, che non per colpa loro, molte di loro, non hanno neppure la possibilità di una libera scelta.

Uomo e sogno L’uomo non nasce sognatore, ma già da piccolo impara a sognare e poiché non è materia d’insegnamento gli si raccontano le favole, per distrarlo o per addormentarlo, così incomincia a “sognare”molto presto; per continuare ha bisogno sempre di bravi ipnotizzatori: L’uomo sognatore non è creativo. L’uomo la violenza e lo stupro La violenza carnale, si diceva, è vecchia quando il mondo, non credo di sbagliare dicendo che per diversi millenni è stato l’unico modo di procreare. Oggi è un atto abominevole, ma non c’è ancora una legge che possa fare da deterrente; nella mia ignoranza, proporrei la castrazione chimica anche se si correrebbe il rischio di finire tutti castrati, credo che molti dotti dovrebbero studiare più a fondo il problema, io, mi sento un “Pilato” avendo rinunciato a studiare. Molti scrivono sul perché e si tira in ballo la psicologia - l’uomo in difficoltà col sesso, vuole vendicarsi, maniaco, ecc.- ma il vero problema è culturale, la confusione- si usa dire “facciamo l’amore” come se fosse tutt’uno con il sesso. Non sono mai stato con una prostituta e sono convinto che Cristo non la salvò dalla prostituzione, ma dalla morte violenta, perché le donne la volevano lapidare. In tutte le epoche, le prostitute hanno avute un nome diverso, e sono state indispensabili, come le madri; oggi più che mai dovrebbero avere un titolo di merito e protette da tutti gli stati con leggi appropriate: il vero bordello è l’abuso abnorme di tutto. La confusione che si è creata tra religioni, laicismo e ateismo, dove ognuno è convinto di avere la “Verità”, ci porta a dire, oggi, in merito a ciò, della ragazza di Torino che prativa kickboxing, come pronta alla difesa, quindi avrebbe potuto reagire meglio di S. Maria Coretti, credo che sarà sempre più difficile il vero: la verità è che sia l’uomo che la donna, dopo l’orgasmo, vedono da una prospettiva diversa, e così diversamente che ognuno a modo proprio, può essere vendicativo: Quindi credo che sia più facile per la donna rendere l’uomo eunuco; questo è anche frutto dell’intendere o dell’abuso del femminismo. Freud e il sogno Freud, uno dei grandi uomini che fu, sicuramente uno studioso eccellente riuscì a superare le teorie conosciute per curare l’isteria e altre malattie nervose, è stato il fondatore della psicanalisi. Questa teoria ha fatto molti proseliti e oggi è largamente applicata perché la società moderna, com’è strutturata, pensa bene a fornire moltissimi pazienti bisognosi di queste cure. L’umanità è fautrice del bene e del male.

Si è un modo nuovo di fare politica per la nostra Patria che porterà sicuramente grosse novità sociali ed economiche perchè è vero che non c'è vero progresso se non possono goderlo tutti però non dimentichiamo il passato ed il presente la diversità tra destra e sinistra esiste io sono diverso da Bersani e da Rosy Bindi magari in peggio però sono diverso (Almirante....) Un Abbraccio Luigi

Da inedito "Vivere la vita naturalmente" Alemanno e il simbolo E’ vero ciò che dissi a riguardo del simbolo, non è il simbolo che fa, e quando Alemanno apparve, non ricordo dove, con la croce “Celtica” non pensai che fosse un estremista o un “nazista” come chi non conoscendomi dice di me; questo simbolo l’ho sempre ritenuto, non materialmente, un qualcosa di universale per la rappresentazione del sole, intendiamoci non il “Dio sole”, non una fede che so di non avere. L’essere umano ha percorso un infinità di strade, una grande evoluzione, deve solo dimostrare di essere giunta a quest’attimo soltanto per andare oltre, verso il “Futuro” che è soltanto opera del contemporaneo, e se il presente è opera del passato e più non va, tutto il peso di un buon cambiamento gravida sulle nostre spalle, ma molto di più nella mente di tutti quei veri “Dotti” che hanno il dovere e il grave compito di guidare gli stati; questi non possono essere dei burattinai o mezzi uomini e tanto meno marionette. Non conosco nessuno e non giudico, non è il mio compito, posso soltanto essere giudicato ma non temo giudizi, alla mia età mi aspetta il giudizio “Divino” quello del prossimo non mi ha mai spaventato. In questo momento Alemanno si troverà sui carboni ardenti, perché, come altri, non conosce l’evolvere del contingente, è plausibile che si ci adatta sulla posizione raggiunta quanto non si è sicuri di salire oltre: lui come molti altri stanno cuocendo a fuoco lento. E Maroni si arrabbia E’ ovvio che Maroni sia arrabbiato, perché Saviano ha fatto centro, dicendo ciò che tutti sanno, e cioè che il malaffare si serve del potere politico per incrementare il suo utile: con il suo capitale ha la possibilità di infiltrarsi ovunque e dopo presenta il conto con gli interessi, e la corruzione diventa inarrestabile, è una storia infinita! Un sistema politico che si basa su “tu dai una cosa me ed io provvedo per te” è da basso impero, non potrà mai fare l’ interesse comune. Non credo che il ministro Maroni non conosca la storia, e che questo sistema si è instaurato sin dall’unità d’Italia, ma che già esisteva in tutti i vecchi regimi forse iniziando col baratto, o come nel basso impero romano con la vendita delle cariche: il libero pensiero è anche questo, solo così è possibile mettere le idee a confronto e decidere per il meglio. Da ignorante L’azione di fare politica di Fli credo che sia dettata dalla prudenza e dalla situazione politica mai così delicata, gli argomenti della Mussolini non mi sembrano pertinenti in merito alla ministra Carfagna, e non sono accentrati da un comportamento responsabile per la delicatezza della situazione; al momento “Fare Futuro” ha ottenuto un meritato successo nel fare emergere tutte le incongruenze all’interno del Pdl, le intenzioni di fare una politica più ampia e costruttiva sembra che trova consensi; certo che ciò non è tutto merito di Fini ma dei molti che sostengono il gruppo, è la nuova idea, che a mio modesto parere,debba distaccarsi da un sistema superato dai fatti: non è stato il nuovo corso ad immobilizzare il governo Berlusconiano, esso si era già impantanato da solo come quasi tutti sanno e serve poco dire il perché. Medio Evo Così inizia la caccia alle streghe, cosa ha osato Saviano! Berlusconi disse che infangava l’immagine dell’Italia all’estero, con questi pregiudizi non mi si venga a dire che si voglia la libertà di stampa: se non si arriva alla radice non la si può mai estirpare, un sistema corrotto non vorrà mai portare alla luce le vere cause del male, non si può continuare nel dubbio se non si vuole “apparire soltanto” come salvatori dell’umanità! Strategia Fini ha segnato una nuova linea politica, già all’inizio dissi che non sarebbe stato facile; tutti i vari riformisti o rifondatori hanno sempre agito con le solite menate e oggi abbiamo il risultato, non ci sono mai stati dei veri responsabili; la palla se la sono passata da un onorevole all’altro da un partito e l’altro da un governo e l’altro e tutto va bene madama marchesa, sempre per la poltrona: adesso mi sembra che sia Fini che il gruppo questa poltrona l’abbiano messa a rischio, non mi sembra una cosa da poco, altri mi sembrano incollati o più prudenti. Fini & Castelli“immigrazioni” La legge Bossi-Fini si è dimostrata deficitaria, rappresenta molti lati oscuri, e fra tanti, rischia di innescare una guerra fra poveri di varie etnie, l’onorevole Castelli si ostina a difenderla per opportunità politica, sfruttando l’ottusità e il malcontento di un elettorato fomentato per la precarietà determinata dallo stesso governo di cui è esponente; la Lega Nord è una scatola vuota con una mentalità ristretta e poco elastica, ragiona come Berlusconi, è il vero pericolo dell’instabilità governativa, continua a non vedere l’evolversi dei tempi; sulla la 7 otto e mezzo di sabato 20/11 2010 Castelli si appella alla democrazia nascondendo il vero significato scaricando le colpe sul popolo stesso che lo ha eletto (anche in ciò è Berlusconi).Fini non ha ancora il cervello indurito perché riconosce l’errore, e a ragione la vuole riformare: gli ottusi sono il vero pericolo di tutte le civiltà. Il medio evo è superato da tempo, bisogna riconoscere il cammino svolto sin’ora, le crociate portarono lutti indescrivibili e tutti i morti ammazzati sino ad oggi non dicono nulla per chi vuole leggi anacronistiche e discriminatorie, è impossibile paragonare il passato sepolto con l’attualità che non è statica: anche in questo caso la “Storia” non è maestra di vita. In una società dove già esistono divisioni e precari si aggiunge altro fuoco per alimentarlo ulteriormente ed aumentare il pericolo del terrorismo con conseguenze nefaste per tutta una collettività che vuole lavoro e pace. Questa alleanza con Lega e Pdl è pericolosa sta trascinando l’Italia nel baratro, se non cambiano registro è salutare staccare la spina. Così B è il nuovo capo espiatorio L'Italia è stata ricostruita sulla schiuma umana dell'otto settembre, gli eroi morirono, i vivi di tutte le risme hanno sempre speculato sulle miserie umane, dopo la catastrofe della guerra, tutti gli arrivisti seppero trarne vantaggio, continuando a strisciare ai piedi dei potenti di turno; la maggior parte di essi si servirono, non solo delle condizioni miserevoli in cui il popolo Italiano si era venuto a trovare per l’evolversi di una guerra fratricida, ma è certo che nessun popolo avrebbe mai voluto una seconda guerra mondiale, e che nessuna nazione, o capi delle stesse, fece il possibile per evitare. I vincitori si servirono della peggior feccia aprendo le galere e servendosi di tutte le mafie del mondo: nessuno ha mai calcolato che il potere così ottenuto gli avrebbe legati ad un patto di sangue che sarebbe stato difficile non tenerne conto, questi vecchi nemici dei precedenti governi, furono i nuovi amici da foraggiare e tenere buoni: oggi hanno soltanto alzata la tariffa. Il progresso è cresciuto proporzionalmente col malessere: le radici di questa società sono malsane. Oggi come ieri la magistratura ha la difficoltà di applicare le leggi perché non ha avuto la possibilità d'indipendenza causata dal frazionamento politico e da leggi con maglie larghe, con politici intenti a proteggere gli amici e con un potere al di sopra delle leggi con troppe leggi fatte ad oc: ciò dimostra che la Magistratura deve essere in dipendente. Il complotto Il falso "Potere" ha bisogno di molti nemici, e se non ci sono c'è sempre un compiacente pronto a fornirli, in caso contrario non ci sarebbero neppure le guerre; mi sembra che da un pezzo che le cose non quadrano e poco è stato fatto per migliorarle. Mi auguro che "Fare Futuro" segua la linea della fermezza e che il Presidente della Repubblica decida Lui per il meglio. Oramai è assodato che il malessere è causato dalla troppa falsità che regna sovrana e dalla divisione di un popolo con sani principi e volere di lavorare. Lavoro In Italia c'è il culto della beneficenza, è giusto questa apre anche le porte del Paradiso, il problema è che questa passa dal lavoro fatto da chi sgobba per le mani di chi lavora di lingua e ritorna nelle mani di chi è venuto a ritrovarsi senza lavoro a causa del malfunzionamento degli apparati dello stato e dell'organizzazione del lavoro, i quali sanno ben parlare ma razzolano male. Va bene il "Sociale" ma non dovrebbe essere una beneficenza per parenti e amici anche facoltosi. Mi è piaciuto Attilio, ma non fare accostamenti alle prostitute, in confronto queste sono più utile alla società, anzi sono indispensabile ed essendo un prodotto di tutte le società, uno stato “onesto” le dovrebbe tutelare. La protesta sui tetti Tutte le proteste hanno un’origine di malcontento, non possono negarsi in un paese democratico, esse sono indispensabili e utili a far riflettere e trovare la migliore soluzione del problema. La scuola statale è stata da sempre usata come indottrinamento , ed il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti: ha distrutto la cultura e la forza lavoro. Elogio alla prostituta In tutta l’umanità l’unico grande che l’ha salvata è stato “ Cristo”. L’ Umano deve avere per questa donna, se non una venerazione, almeno un grande rispetto; essa, non solo è utile per l’equilibrio necessario alla società, come lo è stato da sempre, ma di più per il fatto che sacrifica il suo essere per il bene altrui. Il male della prostituzione Il rispetto per la donna deve partire dalla prostituta: il male della prostituzione ha origine dall’assenza di rispetto per la donna; la prostituzione deve essere condannata perché è causa di corruzione e di sfruttamento da parte dell’umano, la condanna è per chi sfrutta la donna che è messa in condizione forzata a prostituirsi, quindi non più una libera scelta: a ognuno la propria responsabilità Gay e Africa Ancora oggi se ne parla a sproposito come se fosse carne da macello, chi può dire che la natura ha il suo corso per l’umano? esso può considerarsi il ciclo terminale dell’essere umano per la procreazione, perché L’altro lo vuole subito eliminale? Perché non si accetta il ciclo naturale dell’esistenza? Spesso si parla dell’aumento della popolazione sul nostro pianeta, ma la natura viene incontro all’umano: soltanto noi siamo il vero pericolo per essa!

Mutamento e civiltà Ogni civiltà è giunta a termine, questa, come le precedenti, ha raggiunto l’apice. Bisognerebbe far tesoro di tutti i cambiamenti avvenuti nell’arco dei millenni trascorsi per far sì che questo mutamento non avvenga in modo doloroso e con gli stessi errori del passato, errori che si sono sempre lasciati dietro una scia di sangue, con odi e rancori ponendo le basi per altri massacri e ingiustizie. Molto spesso si è instaurato un nuovo Stato, che con nuove leggi, ha imposto un tipo di giustizia dove poteva ravvedersi la“vendetta” dilazionata nel tempo, continuando a comportarsi con gli stessi metodi attribuiti ai predecessori; credo che per questo motivo, un qualsiasi cambiamento debba avvenire civilmente, ciò può accadere con la collaborazione di molti “Dotti” di culture diverse, un punto d’incontro è sempre possibile se non si parte dal principio della “verità assoluta” che può anche essere lasciata ai religiosi, senza nessuna accusa, nei loro riguardi, di voler dividere le coscienze, cioè salvaguardare la libertà di pensiero e di professare qualsiasi fede. Allo stato attuale è necessario cambiare, nulla può essere come prima, è cambiata quasi la natura di molte cose, non è pensabile la globalizzazione con sistemi verificatesi fallimentari persino in stati relativamente grandi, le idee e le persone si muovono continuamente e in fretta: l’unione dei popoli è un fatto inevitabile, ma ciò può avvenire soltanto con una cultura attenta al riconoscimento della diversità insita nel genere umano. In Italia forse è vicino l’ora di questo mutamento, l’attenzione è al massimo, nel recente passato non tutto è andato bene, il male non può addebitarsi a singoli personaggi o ai più; questo cambiamento, per fortuna non è causato da guerra o rivoluzione, per cui è auspicabile che debba essere soltanto culturale, in tal senso bisognerebbe evitare la caccia alle streghe ché sarebbe inutile e dannosa e non farebbe nessuna giustizia: per cancellare le ingiustizie fatte bisogna operare per il meglio; se poi vogliamo continuare come per il passato è inutile dire che si vuole voltare pagina.

Mutamento e civiltà Ogni civiltà è giunta a termine, questa, come le precedenti, ha raggiunto l’apice. Bisognerebbe far tesoro di tutti i cambiamenti avvenuti nell’arco dei millenni trascorsi per far sì che questo mutamento non avvenga in modo doloroso e con gli stessi errori del passato, errori che si sono sempre lasciati dietro una scia di sangue, con odi e rancori ponendo le basi per altri massacri e ingiustizie. Molto spesso si è instaurato un nuovo Stato, che con nuove leggi, ha imposto un tipo di giustizia dove poteva ravvedersi la“vendetta” dilazionata nel tempo, continuando a comportarsi con gli stessi metodi attribuiti ai predecessori; credo che per questo motivo, un qualsiasi cambiamento debba avvenire civilmente, ciò può accadere con la collaborazione di molti “Dotti” di culture diverse, un punto d’incontro è sempre possibile se non si parte dal principio della “verità assoluta” che può anche essere lasciata ai religiosi, senza nessuna accusa, nei loro riguardi, di voler dividere le coscienze, cioè salvaguardare la libertà di pensiero e di professare qualsiasi fede. Allo stato attuale è necessario cambiare, nulla può essere come prima, è cambiata quasi la natura di molte cose, non è pensabile la globalizzazione con sistemi verificatesi fallimentari persino in stati relativamente grandi, le idee e le persone si muovono continuamente e in fretta: l’unione dei popoli è un fatto inevitabile, ma ciò può avvenire soltanto con una cultura attenta al riconoscimento della diversità insita nel genere umano. In Italia forse è vicino l’ora di questo mutamento, l’attenzione è al massimo, nel recente passato non tutto è andato bene, il male non può addebitarsi a singoli personaggi o ai più; questo cambiamento, per fortuna non è causato da guerra o rivoluzione, per cui è auspicabile che debba essere soltanto culturale, in tal senso bisognerebbe evitare la caccia alle streghe ché sarebbe inutile e dannosa e non farebbe nessuna giustizia: per cancellare le ingiustizie fatte bisogna operare per il meglio; se poi vogliamo continuare come per il passato è inutile dire che si vuole voltare pagina.

Il defilarsi di molti onorevoli dal PDL era nelle cose. Il Sig. Berlusconi avrebbe dovuto ascoltare di più e dire meno castronerie. Ma cosi non è stato. Qualcuno gli ricordi che la nostra è una Repubblica Parlamentare e non azienda metalmeccanica. In Democraziazia non ci sono padroni. E quella schiera di falliti, di trombati e di voltagabbana che pendono dalle sue labbra lo fanno perchè non potrebbero fare altrimenti. Complimenti a Fini e a tutti gli altri.

31\072010 h1725Il gruppo"Fare Futuro" è vincente,avete fatto un ottimo lavoro ma il difficile è il seguito; sono sicuro che sarete attenti a quanti vorranno entrare perché non è mai facile conoscere il prossimo. Scusatemi se mi sono permesso, sono sicuro che conoscete il problema:-meno tessere più uomini, meno partito più elettori:-

Che miseria,Dio mio come siete caduti in basso.Altro che culto della personalita`.Togliete la foto del carrierista Fini .ADB

la grande ed inescusabile responsabilità di fini è di aver disperso una comunità che è stata una risorsa per l'italia. La guerriglia condotta limitandosi a dichiarare il contrario di ciò che dice berlusconi è vergognosa. Ma indefinibile è stato il ripudio del patrimonio culturale e politico della destra.

che fine ha fatto il mio commento a questo articolo? avete paura che Fini riacquisti la coscienza che al di là di una sua antipatia o odio o invidia per Berlusconi, c'è al di sopra di tutto il bene prezioso e supremo della Patria.

27\07\1010 Non sono ne un politico ne un commentatore, dico la mia senza alcun titolo; le discussioni nel PDL, vanno troppo per le lunghe, lo sbocco in fine è la questione morale ma anche il superamento del vecchio sistema partitocratico, che ha fatto il suo tempo: già il nome stesso “Partito” sta a indicare una parte e non la collettività: voglio sperare che Fini e molti altri On abbiano a cuore questo concetto per il bene comune. Il nepotismo nasce da un concetto errato del governare, non occorrerebbe un enorme dispendio di forze per mantenersi l’elettorato, se il PDL fosse in grado di governare con saggezza e lungimiranza. Ammiro Napolitano e penso che anche un primo ministro dovrebbe essere sopra le parti come tutti i ministri e così pure i politici, invece si ha una classe politica che si atteggia a “protettore” si dice: chi protegge il lavoratore e altri che sfruttano il lavoratore.

«La legge toscana sui diritti ai cittadini immigrati è una legge all’avanguardia e in perfetta linea con quanto prescritto dalla Costituzione della Repubblicana italiana» e la sentenza della Corte costituzionale «è una vittoria della ragione e della civiltà». Anche la destra, specie la "bistrattata" può ricominciare a guardare ad ogni questione sociale come ad una propria missione, contrapponendosi alla bieca ottusità leghista che vede sempre nel diverso il nemico da eliminare. Troppi anche nella destra moderata si sono assuefatti a quel clima allontandosi da una realtà che nel tempo sarà sempre più decisiva senza creare scontri di civiltà, ma autorevolezza nell'affrontare i problemi come uomini e come Cristiani. Partire da questo assunto é " fare il domani".

IO da sotto il piedistallo non so commendare ciò che condivido. Sempre da tale posizione mi permetto di aggiungere del mio:- Commemorare l’unità d’Italia Per commemorare degnamente l’unita’ d’Italia, senza retorica “Patriottica”, prima bisogna fare l’Italiano rivolto in avanti verso un ‘Europa Unita, con l’unico interesse comune “l’esistenza del genere umano”. Ma oggi l’Uomo, senza orgoglio per lo stato attuale, come o cosa può commemorare? La maturità dell’ Italiano può essere affermata soltanto con le azioni presenti, non certo con la rendita lasciata dagli avi, sia i buoni che i cattivi, non potrebbero essere orgogliosi dei contemporanei, né del bene né del male, comprese le polemiche del si e del no. Accidia e Uomo L’accidia è sicuramente una grave malattia mentale, non nasce con l’uomo, un bimbo, in un ambiente sano, ride, sorride, corre; è contento. La conosce troppo presto come “Peccato Capitale” senza conoscerne il significato. In seguito la può incontrare e sperimentare ma spesso è indotta, in tutti i casi l’uomo non ha nessuna colpa: perché è “Peccato Capitale”? Accidia e Peccato Ipocondria, ozio, accidia sono deficienza dell’organismo umano determinate dalla qualità della vita o stile di vita, fra loro c’è relazione. L’accidia è la fase più avanzata: non può essere considerata “Peccato” perché è soltanto una malattia da curare. Uomo e Accidia L’uomo distratto non si accorge di perdere valore “forza di volontà”, il male si insinua con delicatezza, lo debilita fisicamente, mentalmente, moralmente, diventa vizio con l’eccessiva pratica di vita solitaria e contemplativa “negazione della stessa e del bene”. L’uomo può ancora acquistare la fiducia in se stesso e guarire; ma nella morale Cattolica è soltanto indolenza nella pratica “virtuosa del Bene”: indolenza, che sfruttata come contemplazione e distacco dalla “vita creativa” per pregare Dio, si dice così per salvare il genere umano. Forse la vita è nata dalla contemplazione, dalla preghiera,dall’indolenza?, o dalla forza del Bene?. L’uomo senza forza è negazione di vita e non può essere virtuoso. La cultura contemporanea rafforza l’uomo o lo rende gobbo?.. L’uomo e il parassita La cultura incentiva il parassitismo, insegna a donare al poveruomo con amore e compassione, si dice per dargli una mano di aiuto, il risultato è opposto, lo si indebolisce ulteriormente rendendolo più compassionevole, più pigro, più debole: questo amore è deleterio e non elimina l’accattonaggio. L’uomo parassita o sanguisuga è dannoso per la società. Uomo e sogno