Patriottismo è anche saper chiedere scusa quando la patria sbaglia. La lezione giunge dal primo ministro inglese David Cameron, che ha presentato le conclusioni del rapporto di Lord Saville of Newdigate sulla strage di Bloody Sunday che il 30 gennaio del 1972, a Londonderry (Derry, per gli irlandesi), causò 13 morti e 14 feriti: «Sono patriottico e non voglio mai credere a niente di cattivo sul nostro Paese – ha detto – ma le conclusioni di questo rapporto sono prive di equivoci: ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato». Cameron ha inoltre espresso le «profonde scuse» del suo governo per quanto accaduto, eventi che ha definito «scioccanti». Quel giorno i militari inviati nell'Ulster da Londra aprirono il fuoco per primi, senza alcuna forma di avvertimento, ha stabilito l'inchiesta. Nessuna esplosione, nessun sasso, nessuna bottiglia molotov a giustificare il fuoco. Molti di coloro che furono colpiti stavano semplicemente fuggendo alla carica, o cercando di aiutare altri feriti. Nessuna delle vittime poneva un problema alla sicurezza dei militari. È questa la verità contenuta nei dieci volumi, cinquemila pagine, frutto di 12 anni di inchiesta in cui sono stati ascoltati 2.500 testimoni, con 922 deposizioni, costata 195 milioni di sterline. Migliaia di persone , fra cui il leader dello Sinn Fein, Gerry Adams, e il Nobel per la pace, John Hume, hanno sfilato a Londonderry e ascoltato le parole di Cameron trasmesse in diretta di fronte al Guildhall, dove alle famiglie delle vittime era stato presentato il rapporto.
SECOLO D'ITALIA - Pubblicazione telematica Registrazione tribunale di Roma n. 342/2009 del 6-10-2009. Partita IVA/C.F. 10091541002
invia il tuo commento alla notizia