Addio a Raimondo Vianello, versatile mattatore della scena italiana. Elegante e scanzonato, attore comico e presentatore ricco di verve. Indimenticabile nei lazzi con Ugo Tognazzi e negli sketch con Sandra Mondaini, sua compagna nel lavoro e nella vita. Si e' spento a Milano questa mattina a pochi giorni dal suo 88esimo compleanno. E' nato a Roma il 7 maggio 1922. Ha trascorso la giovinezza in Dalmazia, a Spalato, dove era stato trasferito il padre Guido, ammiraglio nella Marina militare. Aderisce alla Repubblica di Salò, e per questo viene rinchiuso nel campo di prigionia di Coltano (dove c'erano, tra gli altri, anche Walter Chiari ed Enrico Maria Salerno). Finita la guerra, non sembra appassionarsi molto alle possibilità legate alla sua laurea in giurisprudenza. E coltiva già un umorismo quasi britannico, così sottile e sornione. L'inizio della carriera d'attore è però abbastanza casuale: alto, biondo, allampanato, viene scelto per interpretare un soldato nella rivista Cantachiaro di Garinei e Giovannini. Un debutto in sordina, il suo, ma all'insegna di un marchio di grande qualità nell'ambito dell'intrattenimento, la premiata ditta G&G. È il 1950, lui ha 28 anni. Il successo arriva in televisione, con Tognazzi, nel programma "Un due tre" (dal 1954 al 1959). Nel 1967 partecipa allo spettacolo del sabato sera "Il Tappabuchi", in qualita' - secondo l'ironica definizione dei titoli di testa del programma - di "valletto" di Corrado. Il cinema arriva nel 1947 con "I due orfanelli" di Mario Mattoli, lavorando con Toto', Isa Barzziza e Carlo Campanini. Il suo curriculum vanta oltre sessanta film come interprete e una quindicina come sceneggiatore. Nel 1958 conosce la Mondaini che sposa dopo quattro anni nel 1962. Il loro e' un amore che ha sfidato ogni regola: amare e lavorare con ironia e semplicita' fianco a fianco per quasi cinquant'anni. "Apprendo con profonda tristezza la notizia della scomparsa di suo marito Raimondo Vianello, protagonista della commedia all'italiana e uno dei volti più amati dal grande pubblico televisivo. La sua figura, esempio di sobria eleganza e misurata classe, lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo". Inizia così il messaggio di cordoglio che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato a Sandra Mondaini. Fini sottolinea come Vianello abbia "saputo interpretare con fine ironia la vita del nostro tempo accompagnando per più di sessant'anni l'evoluzione del costume e della società italiana. La sua umanità, simpatia e straordinaria signorilità – aggiunge - gli hanno assicurato il costante affetto del suo pubblico e di tutti gli italiani. La sua passione per lo sport e, in maniera particolare per il calcio, lo hanno reso un personaggio stimato e popolare anche tra gli sportivi". "Ci mancheranno il suo garbo, i suoi toni non gridati, la sua competenza e grande professionalità", prosegue Fini esprimendo a Sandra Mondaini, "in questo momento di grande dolore, il mio più sincero sentimento di cordoglio, unitamente a quello della Camera dei deputati". Raimonda e Sandra sulla scena hanno incarnato la coppia italiana con il lui burbero e donnaiolo e la lei un po' "stufa" del solito tran tran: indimenticabili la sitcom "Casa Vianello" e le fiction "Cascina Vianello" e "Crociera Vianello". Tra i varieta' Rai che Vianello ha condotto negli anni Settanta e Ottanta ci sono "Sai che ti dico?", "Tante scuse", "Di nuovo tante scuse" e "Stasera niente di nuovo". Su Canale5 e' stato protagonista di "Attenti a noi due", "Sandra e Raimondo Show", "Zig zag", "Il gioco dei 9" e "Pressing": quest'ultima un'indimenticabile conduzione sportiva a cui si e' aggiunta "Studio tappa". Nel 1998 e' chiamato a presentare il Festival di Sanremo e lo fa in maniera brillante e frizzante affiancato dalla top model Eva Herzigova e dall'attrice Veronica Pivetti. Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, ha ricevuto numerosi Telegatti. Mediaset omaggio' la coppia Vianello con il "Sandra e Raimondo Supershow" nel 2004. L'addio alle scene e' con "Crociera Vianello" del 2008. Anche se Raimondo si dichiaro' ironicamente disponibile a partecipare, specie in trasmissioni sportive, come "ospite un po' dormiente".
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