La puntata di Annozero dedicata al tema della droga ha stroncato per sempre l’icona “trasgressiva” di Morgan (presente in studio), che è apparso finalmente per quel che è: un artista come tanti, che può circondarsi di un alone sulfureo quando si confronta con i ragazzini di X Factor, ma inconsistente, triste e assai poco “diabolico” quando a fronteggiarlo sono adulti consapevoli. Il cuore della trasmissione è stato il duello tra lo scrittore Antonio Scurati e il cantante sul tema del “proibito” e dell’anticonformismo, a cui viene spesso associato l’uso delle droghe. Citando l’Ernst Jünger di "Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza", le rockstar, gli anni Settanta dello scardinamento dell’ordine piccolo-borghese, della trasgressione sociale, dell’ «allargamento delle porte della percezione», Scurati ha invitato a riflettere su quel che, oggi, sono droghe come la cocaina: fenomeno epimediologici su larga scala, «la droga del chirurgo che mi opererà di cistifellea, la droga dell’autista dei bus di Roma che mi dovrebbe portare a casa sicuro, la droga del professionista che dovrebbe farmi la dichiarazione dei redditi». Insomma, la droga come “medicina borghese” a fronte della quale la vera trasgressione contemporanea è rifiutarla, non farne uso. Balbettante la replica di Morgan («Questo è perbenismo»), evidentemente spiazzato da un’analisi incontestabile. Anche per questo stupisce che ieri la puntata della trasmissione di Santoro abbia suscitato le proteste del sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, il quale ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza Rai Sergio Zavoli protestando per l’invito rivolto a Morgan e definendo lo studio di Annozero «una specie di fumeria d’oppio».
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