10 settembre 2010 - 06:19

Annozero stronca Morgan “il trasgressivo”

La puntata di Annozero dedicata al tema della droga ha stroncato per sempre l’icona “trasgressiva” di Morgan (presente in studio), che è apparso finalmente per quel che è: un artista come tanti, che può circondarsi di un alone sulfureo quando si confronta con i ragazzini di X Factor, ma inconsistente, triste e assai poco “diabolico” quando a fronteggiarlo sono adulti consapevoli. Il cuore della trasmissione è stato il duello tra lo scrittore Antonio Scurati e il cantante sul tema del “proibito” e dell’anticonformismo, a cui viene spesso associato l’uso delle droghe. Citando l’Ernst Jünger di "Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza", le rockstar, gli anni Settanta dello scardinamento dell’ordine piccolo-borghese, della trasgressione sociale, dell’ «allargamento delle porte della percezione», Scurati ha invitato a riflettere su quel che, oggi, sono droghe come la cocaina: fenomeno epimediologici su larga scala, «la droga del chirurgo che mi opererà di cistifellea, la droga dell’autista dei bus di Roma che mi dovrebbe portare a casa sicuro, la droga del professionista che dovrebbe farmi la dichiarazione dei redditi». Insomma, la droga come “medicina borghese” a fronte della quale la vera trasgressione contemporanea è rifiutarla, non farne uso. Balbettante la replica di Morgan («Questo è perbenismo»), evidentemente spiazzato da un’analisi incontestabile. Anche per questo stupisce che ieri la puntata della trasmissione di Santoro abbia suscitato le proteste del sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, il quale ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza Rai Sergio Zavoli protestando per l’invito rivolto a Morgan e definendo lo studio di Annozero «una specie di fumeria d’oppio».

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commenti dei lettori

Credo che dovremmo essere grati a Santoro per aver posto in essere le condizioni per un ridimensionamento della figura di Morgan. Se poi la trasmissione non ha prodotto l'effetto auspicabile non è colpa di Santoro ne dei suoi ospiti, in particolare Scurati, che ha messo alle strette l'arrogante icona. Fin qui tutto bene. Meno bene, anzi molto male, l'iniziativa di Giovanardi, specialmente perchè priva di una motivazione basata sui fatti. E' vero che a suo tempo fece appiccare sui muri manifesti che sostenevano l'uguaglianza fra l'eugenetica nazista e quello che sarebbe successo se si fosse permesso l'uso delle cellule staminali in medicina (forse c'era qualcosa anche di più incredibile, però non ricordo bene); e' vero che, come responsabile del dipartimento antidroga, forse vorrebbe che la parola "droga" venisse censurata in qualsiasi contesto; è vero che non perde occasione per dichiararsi difensore della vita (sarebbe interessante riuscire a capire di quale vita e di chi); è vero che potrebbe essere sospettato di sostenere l'idea dello "stato etico" (ovviamente non di ispirazione hegeliana). Tuttavia, un pò più di flessibilità, almeno nel non stigmatizzare il confronto delle idee, senza scagliarsi contro i "peccatori" (mi sembra la parola più adatta) potrebbe anche permetterla e permettersela. Ne guadagnerebbe lui per primo in quanto ascoltare è spesso più produttivo che parlare.

Giovanardi avrà qualche difficoltà, evidentemente ...