10 settembre 2010 - 05:21

Il tribunale condanna Google. Attacco alla libertà?

No all'accusa di concorso in diffamazione, ma sì alla contestazione di violazione della legge sulla privacy. È questo il perno del verdetto pronunciato oggi dal giudice milanese Oscar Magi che ha condannato a sei mesi, con pena sospesa, tre manager di Google per il video trasemsso in rete nel settembre del 2006 nel quale un giovane down di Torino veniva vessato dai compagni di scuola. Immediato il commento del motore di ricerca. La sentenza con la quale oggi il Tribunale di Milano ha condannato per violazione della privacy tre dirigenti di Google rappresenta "un attacco ai principi fondamentali di libertà". Lo ha affermato il responsabile dei rapporti istituzionali del più famoso motore di ricerca, Marco Pancini. "Oggi il giudice di Milano ha condannato tre dipendenti di Google dichiarando in sostanza che gli impiegati di una piattaforma di hosting di siti internet sono penalmente responsabili per l'attività illecita commessa da terzi. faremo appello nei confronti di una decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Non sono nel video, non lo hanno girato, nè caricato nè visionato. Riteniamo anzi - ha aggiunto - che durante l'intero processo i nostri colleghi abbiano dato prova di grande dignità e coraggio. Il solo fatto che siano stati sottoposti a processo è eccessivo dal momento che è l'unico processo del genere nel mondo". "C'è un'altra importante ragione -ha concluso Pancini- per la quale siamo turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet. La normativa vigente è stata definita appositamente per mettere al riparo da responsabilità i siti internet a condizione che si rimuovano i contenuti illeciti non appena vengono informati della loro esistenza. Se questi principi venissero meno, qualora i siti venissero ritenuti responsabili del controllo e anche delle questioni legate alla privacy dei video caricati sulla loro piattaforma significherebbe la fine del web così come lo conosciamo, con tutte le conseguenze economiche, politiche, sociali del caso. Per questo sosterremmo fino alla fine i nostri colleghi".

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commenti dei lettori

Google non può sapere "prima" che cosa viene pubblicato. Forse, nei casi più gravi di abuso, può intervenire "dopo", dietro segnalazione.

ISTITUZIONI PIU' , ISTITUZIONI MENO Francesco Amirante , presidente della Corte Costituzionale , fa al popolo la predica tipica di chi ha ottenuto una poltrona importante e la vuol sempre lucida . La Stampa : quando si delegittima un'istituzione , a lungo andare , privo di istituzioni rispettate , un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa ….la nostra Costituzione comporta l'abbandono della teoria di ideologia giacobina secondo la quale il popolo , esprimendo la volontà generale , può in ogni momento cambiare tutti i principi e le regole della propria convivenza . Il Giornale : la Corte non ha alcun orientamento politico , il suo orientamento , come doveroso , è sempre stato quello del rispetto e dell'attuazione dei principi costituzionali . Repubblica : la Corte è organo giuridico e non politico , proprio per fare in modo che le relative decisioni possano avere la virtù della persuasione e non siano invece lievito di discordie civili . Il Sole 24 Ore : chi volesse vedere nelle sentenze della Corte , non dico un disegno , ma anche soltanto un orientamento coerente sul piano , alla Corte estraneo , della politica di questo o quel partito , resterebbe deluso . Corriere : c'è qualcosa di patologico nel perdurante alto numero di ricorsi dello Stato contro leggi di Regioni o Province e viceversa … che i cittadini non ritengono normali e proficui ...la Corte deve essere sensibile ai segni dei tempi o della Storia , ma indifferente ai clamori della cronaca ...la sovranità appartiene al popolo , che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione . Art . 135 della Costituzione : la Corte Costituzionale è composta da 15 giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica , per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative . Come si vede , solo un infame può sospettare la natura politica della Corte . Capisco anche che , essendo uno specialista , esperto cioè solo del proprio settore , Amirante difenda a spada tratta l'istituzione Corte Costituzionale e non , che so , Presidenza del Consiglio dei Ministri quando c'è Berlusconi . Ma più che un gran giudice dà l'impressione di essere un tifoso di se stesso , specie quando dimentica gli enormi benefici economici della sua carica , che non cessano nemmeno al momento della pensione , magari dopo qualche mese di “lavoro”. Benefici economici frutto del lavoro del popolo , ricambiato dalla considerazione in cui lui , Sua Eccellenza , con parole inequivocabili , lo tiene . Cremona 25 02 2010 www.flaminiocozzaglio.info

Vorrei aggiungere qualcosa di essenziale a quello che mi sembra una vera e propria limitazione all'uso di internet. Dal momento che in Italia è diffusa la corruzione a tutti i livelli amministrativi,politici e governativi,qualcosa si dovrebbe fare immediatamente anche perchè c'è un primer che è praticissimo dei mass-media e sa,meglio di tanti altri, quanto sia fondamentale la loro gestione. C'è però internet e ci sono giornali come "Il Fatto" che finora sono sfuggiti al suo controllo. C'è anche il blog di Beppe Grillo seguito in tutto il mondo con una infinità di utenti informati di cose che altrimenti non saprebbero mai. Allora che cosa alcuni signori pensano si possa fare immediatamente per non svergognare ancora di più l'Italia? Impedire che internet continui ad informare. Si comincia con il condannare l'informazione via internet, per poi passare alla condanna di singoli individui che non si attengono alle regole imposte dai politici. Se non devono essere i magistrati a dire chi è criminale e delinquente, perchè non avrebbero più il diritto di farlo perchè troppo politicizzati ,come ben sappiamo,allora diventa davvero difficile stabilire il confine tra questi due poteri dello stato.E in attesa che questi confini tra magistratura e politica vengano ristabiliti seriamente per non distruggere la democrazia e strozzare la libertà, ci dobbiamo attendere grandi sorprese in un prossimo futuro. Così con questa corruzione e questi delinquenti impuniti,ladri,professionisti pericolosi nell'insabbiare fascicoli,inchieste e spese assurde per centinaia miliardi di euro per strutture che non potranno funzionare mai a dovere, come,per fare un esempio davvero assai banale, l'Ospedale Civile di Cona di Ferrara costruito in una palude immensa e a quanto pare imbonificabile, certamente non si può continuare e, se si continua, ci attendono il baratro e la miseria totale. Se il denaro pubblico può essere sperperato e tutti fanno finta di non vedere,di non capire,di non sentire nell'illusione che l'omertà ci salvi la vita,lo stipendio e la pensione,siamo arrivati ad un punto di vigliaccheria infinita che non ha precedenti storici. Se non si impara l'arte di dire basta ai troppo furbi,siamo davvero diventati tutti "quaquaraquà" o "ominicchi". Che squallore!Che vergogna!

Mi sembra il primo passo verso la censura totale delle informazioni.Si mira a mettere il bavaglio ad internet.Evidentemente dà fastidio.Non è questione di privacy ma di troppe informazioni incontrollabili.

Se un giovane down viene tormentato da altri giovani squilibrati,sarebbero da condannare quei disadattati che lo hanno vessato,sempre che siano capaci di intendere e di volere,cosa della quale dubito seriamente. Se un imbecille si diverte a tormentare un sofferente,andrebbe dato un premio a chi dà la prova chiara ed evidente dell'imbecillità umana, di modo che si prendano i provvedimenti necessari al caso in esame.Il motore di ricerca non può valutare sempre quello che fornisce all'utente. E' chi ne fa uso improprio ad essere responsabile, ammesso che sia pienamente consapevole di quello che fa. Se trattasi di veri e propri squilibrati o disadattati, meriterebbero ,secondo me, uno studio accurato per capire chi li ha reso tali e se è possibile il loro recupero nell'ambiente in cui vivono.